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Lunedì, 07 Novembre 2011 17:50

Un fungo che uccide il Cinipide e salva le castagne

Scritto da  Nicola D'Ugo
cinipedeCome ormai è tradizione millenaria, in ottobre, mese delle castagne, ed in tutta la zona dei Catelli Prenestini - in particolare nei monti Lepini - è il periodo della raccolta di questo gustoso frutto della terra. Nello stesso periodo, in questi monti, si svolgono le tanto attese sagre mirate alla valorizzazione di questo stupendo frutto. Negli ultimi anni, però, la castagna è stata duramente attaccata dal parassita Cinipide Galligeno che proviene dall'Oriente (Vespa cinese). Si tratta di un piccolo insetto nero che aggredisce le piante fino a renderle infruttifere.
I danni provocati sono incalcolabili e i tentativi fatti per la sua debellazione sono tutti falliti. Si è addirittura pensato ad un rischio serio per la coltura del castagno in tutta Italia. La conseguenza è stata di una sostanziale riduzione della produzione (nella zona dei monti Lepini si parla di un 40% di perdite). È di questi giorni, però, la notizia del ritrovamento di un fungo autoctono che uccide questo cinipide. «La XVIII Comunità Montana si è mossa da subito - spiega l'assessore alle politiche agricole Cesare Ferretti - per cercare di arginare questo triste e devastante fenomeno del Cinipide. In estate, abbiamo effettuato il primo lancio dell'antagonista Torymus sui monti tra Segni e Roccamassina, ma in queste ultime settimane un gruppo di agronomi, grazie al fattivo interessamento del signor Ferruccio Schiavella, ha scoperto che sui nostri territori è nato un fungo autoctono (ovviamente è stato prelevato per essere studiato e classificato) che viene portato sulla pianta dagli insetti e qui riesce ad attaccare il cinipide andando a seccare la sacca (calla) dove vengono deposte le uova. Una scoperta importantissima, che probabilmente è stata favorita anche dal fatto che in queste zone non si utilizzano pesticidi chimici, e che siamo sicuri ci potrà portare ad importanti risultati a medio-lungo termine. Inoltre, la Regione ha deciso che proprio in queste zone verrà costruito il secondo centro per la riproduzione del Torymus e nella primavera-estate prossima verranno effettuati altri lanci per cercare di ridurre al massimo le conseguenze negative del Cinipide».

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Maggio 2013

05-maggio-2013

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