per gli argomenti trattati e ciò è stato dimostrato sia dagli interventi del prof. Michele Tortorici (autore della prefazione) che ha proposto delle riflessioni e suggerito itinerari di lettura, evidenziando le idee portanti e ricorrenti; sia da quanto è stato detto dall'Autrice, in risposta a precise domande o nell'illustrare i suoi intenti e le sue preoccupazioni di fronte alla situazione attuale, specificando che i problemi denunciati tre anni fa si sono acuiti, fino a portarci ad un punto di non ritorno che ci costringe a ricominciare daccapo modificando mentalità e comportamenti se vogliamo avere qualche speranza di sopravvivere in modo dignitoso. Numerosi sono stati gli interventi dei presenti che hanno dichiarato la loro consonanza di idee o hanno rafforzato qualche denuncia o anche suggerito qualche rimedio che alimenti un po' la speranza.
E' nato così un dialogo pacato e veritiero che ha evidenziato situazioni drammatiche, fonte di grande preoccupazione ma anche riflessioni che hanno aperto orizzonti che vanno ben al di là di quelli personali e si estendono a tutto il pianeta su cui viviamo, che è nostro, di tutti, della intera umanità e degli esseri viventi sia del mondo vegetale che animale, anch' essi degni di rispetto e, in un certo senso, "comproprietari" della Terra.
Le letture che hanno inframmezzato gli interventi, curate da Roberto Pennacchini e Antonella Fede, sono state scelte con acume e proposte con partecipazione personale degna di grandi attori. Il volumetto, chiaramente diviso in tre parti, rappresenta una lettura in chiave poetica della prima metà del 'secolo breve' caratterizzato dalle due guerre mondiali, poi della ricostruzione bellica (anni 50/60) e della fase successiva (circa dal '70 in poi), quando non si è dominata la frenesia del consumismo e in molti luoghi si è vissuti in una sorta di ubriacatura che ci ha portati fuori della realtà e delle nostre possibilità, fino alla situazione attuale nella quale siamo in un punto morto, irretiti dai "media", ciechi di fronte alla dura realtà, come lo siamo stati di fronte alle guerre che, palesi o subdole, si sono verificate nella seconda parte del ventesimo secolo e che sono ancora attuali, nei nostri confini e al di là, spesso combattute con armi non più convenzionali ma con i vari monopòli, con la finanza speculativa, con le pressioni delle multinazionali, con l'illusione dei paradisi artificiali, con l'evasione nella fiction e la navigazione in Internet...che talora somigliano ad una vera droga che distoglie da impegni concreti.
Se vogliamo dare una svolta e risalire la china, dobbiamo "tenere i piedi per terra", ossia ragionare con concretezza, con attenzione alla vera situazione di tanta parte della popolazione che, nel suo cammino accidentato, non solo deve superare tanti stenti ma spesso ha perso ogni speranza, perché non vede più alcuna luce sul suo futuro, costretta a sopravvivere vivacchiando giorno per giorno, talora sull'orlo della disperazione.
Se l'Autrice mette l'accento su elementi e situazioni che sono di segno negativo per una vera civiltà e per una vita migliore dello stesso pianeta Terra, la sua non è una visione disperata e del tutto pessimistica; infatti, nei suoi versi ci sono ampi sprazzi di luce, argomenti che ispirano fiducia e speranza, che possono essere solidi e validi motivi per una "ripartenza". La poetessa chiude il libro con una visione di risurrezione e di rinascita dell'uomo, una sorta di profezia augurale ("Si ferma la violenza/ in ogni punto della terra") rimessa agli uomini di buona volontà che sapranno ricominciare daccapo. Non per nulla l'ultimo volume di poesie di Maria Lanciotti è intitolato "Ricominciare da qui"!
Ci aspetta un impegno arduo, che deve coinvolgere tutti – nessuno escluso. Nessuno può negare la gravità della situazione in cui si trova il Pianeta e i suoi abitanti; se qualcuno non fosse capace di scoprirlo personalmente, creda almeno agli scienziati che da tempo lanciano l'allarme. Se gli scienziati toccano la nostra intelligenza, la poesia della Lanciotti non fa altro che toccare anche il sentimento sugli stessi argomenti. Speriamo che seguano atti concreti per questa Terra che è nostra e "bestemmia amore".







