che sarà scaricata sulle scriteriate bollette Acea) sono passate da un pezzo e nessuno si è fatto vivo per intervenire. L'acqua che zampilla diretta al prossimo chiusino e che proviene dall'acquedotto del Simbrivio è la migliore che abbiamo a Velletri, una delle poche forniture che consente di bere acqua di rubinetto, compresi i bambini da 0 a 3 anni, come attestato pure da un tecnico privato. Ed è un delitto sprecarla così. E intanto la gente in città aspetta la sua dose d'acqua quotidiana portata dalle autobotti, centellinandola come fosse oro liquido, e se qualcuno ancora trova fiato per reclamare si sente rispondere che la pressione dell'acqua è calata perché sono eccessivi i consumi. Certo, ma i consumi di chi? E per quali scopi, per risciacquare le fognature?
Ricordiamo alla cittadinanza che oltre la metà dell'intera fornitura idrica (il 51%) finisce negli scoli ma viene addebitata all'utenza, che viene pure accusata di sperperi. E se qualcuno non ce la fa a pagare il costo esorbitante di eccedenze inspiegabili potrebbe anche vedersi staccare l'acqua come si trattasse di un bene superfluo. Qualcuno dovrebbe intervenire per mettere fine a questa indecenza, ma chi? Chi controlla Acea?







