Il nostro provider

logo-dbnet

accesso redazione

site translation



Rubrica - Filosofia

Rubrica - Filosofia

(a cura di Silvia Coletti)

Domenica, 07 Aprile 2013 23:10

Dove è filosofia non vi è Dio

Scritto da

San Bonaventura vive in un contesto in cui si diffonde sempre più la dottrina filosofica, una dottrina contrastante con la religione, in quanto annullava del tutto la presenza di Dio. Secondo Bonaventura l'uomo possiede tre occhi. Il primo è un occhio fisico e serve per cogliere il mondo, così come appare. Il secondo coglie nella profondità del nostro essere una luce proveniente dall'alto, penetra nell'io profondo, coglie qualcosa di fisso, che non appartiene a noi, ma ci è dato dall'alto come veritas. Il terzo si arrampica al raggio di luce e risale attraverso la meditazione sulla morte e su quello che ci sarà dopo questa. In particolare la vita monastica è orientata ad essere un cammino di ascesi attraverso la meditazione.

Lunedì, 07 Novembre 2011 18:53

Verso il Castello

Scritto da
Cosa rappresenta veramente il Castello nell'opera di Kafka, in rapporto al personaggio che non casualmente è denotato con la lettera iniziale del suo cognome K, appunto? Fin dall'incipit il Castello di Kafka ci presenta il protagonista mentre stupefatto tenta di orientarsi nel paesaggio innevato che gli si presenta davanti. I rari oggetti sono confusi e quasi dissolti in una foschia che rende sfuggenti e ombratili i contorni; tutto all'intorno è immerso in un candore niveo: lo sguardo abbagliato dal bianco esteso. Tuttavia l'agrimensore K. sa che quello è il luogo che gli è stato destinato; che a tutti i costi deve restare lì, inoltrarsi all'interno. Prepararsi per una lotta dall'esito incerto. Dal Castello crede gli sia giunta la nomina di agrimensore ed è verso di esso che vuole decisamente incamminarsi. Ma non ci sono veri sentieri.
Mercoledì, 13 Luglio 2011 00:00

Ipotesi sul Mito

Scritto da
Giovan Battista Vico riteneva che i miti sono il modo primordiale ed infantile di pensare e di esprimersi dell’umanità, ma già nell’idealismo classico si era sostenuto che essi non sono altro che una forma attenuata o imperfetta di intellettualità. Da parte sua, Hegel ha confermato questo assunto, affermando che il mito rappresenta un modo ancora imperfetto e rozzo di pensare, sostanzialmente immaginifico e sentimentale: quel modo che verrebbe superato nelle espressioni più mature e razionali del pensiero stesso, prima fra tutte la filosofia. A me sembra che questa teoria progressiva e lineare dello sviluppo del pensiero non trovi riscontri nella realtà. Basti pensare che anche la nostra era, intellettualmente e tecnologicamente avanzata, ha avuto i suoi miti. Cos’altro era, se non un mito, l’esaltazione futurista della macchina, della velocità, del dinamismo, dell’azione? I miti non appartengono alla preistoria. Appartengono all’umanità. I produttori di miti, i mitopoieti, sono sempre esistiti, così come è sempre esistito il tecnico ed il politico, il giurista, l’organizzatore, eccetera. In qualsiasi contesto culturale le facoltà del pensiero funzionano simultaneamente e non in maniera selettiva, anche se l’equilibrio tra i vari settori è instabile e le età storiche sono segnate quasi sempre da una prevalenza di un modo di pensare sull’altro: a volte prevale la religione, altre volte la scienza, altre la filosofia, e via dicendo.
Lunedì, 11 Ottobre 2010 00:00

Dogmatismo kantiano

Scritto da
Nell'originaria speculazione filosofica, il Logos é l'intelletto divino colto nella sua opera creatrice. Presente ovunque nell'universo, esso si trova anche nell'animo umano: da qui la sua graduale ed arbitraria identificazione con la Ragione attuata dai pensatori classici. Ed è uno scambiare lucciole per lanterne, visto che la sapienza divina si trova in tutto il vivente e non soltanto nell'essere che - unico nel creato - è provvisto di facoltà razionali.
jettaturaLa polemica contro le superstizioni è stata uno dei cardini della forza razionalizzatrice dell'Illuminismo. La crisi delle credenze magiche - che trovano i loro strascichi in forme evolute inserite nel pensiero greco e nella predicazione evangelica - ha costituito il passaggio dalla magia "demonologica" medievale a quella "naturale" del Rinascimento. Le denunce contro il ritualismo cattolico da parte dei protestanti (i quali consideravano la transustatazione un rito magico e non religioso) o la "caccia alle streghe" sono testimonianze di quella crisi simbolica delle credenze filosofico-religiose che ha accompagnato la nascita della Modernità.
Che cosa è la teologia? Siamo sicuri di saper rispondere a questa facile domanda?
Un tempo la risposta si dava per scontata e forse non avrebbe avuto nemmeno senso porsi una questione del genere. La teologia - dal greco antico τηεοσ, theos, Dio e λογοσ, logos, parola - è il discorso, il ragionamento su Dio. La teologia era perciò al vertice di ogni disciplina, in quanto, il suo oggetto, Dio, era riconosciuto universalmente come la ragione di tutte le cose, tanto che nel medio evo ci si poteva coerentemente chiedere se un ateo potesse essere un buon matematico.
Venerdì, 11 Giugno 2010 00:00

Desiderio e riconoscimento

Scritto da
HegelIl pensiero hegeliano, a mio avviso, può essere letto come una critica all’autoriferimento, o quantomeno come un pensiero che ha in questa critica la sua linea guida. Il termine Dialettica intende indicare sostanzialmente questo: un movimento intrinseco al soggetto che si afferma tautologicamente per poi negarsi, trovando solo nell’affermazione dell’altro la propria realizzazione e mantenendo, paradossalmente, in questo processo la propria identità.
Domenica, 09 Maggio 2010 18:56

Uomo o dio?

Scritto da

charlesdarwin-"Bisogna rimettere l'uomo nel mondo". L'intervento del Prof. Franceschelli, durante il secondo appuntamento del ciclo d'incontri organizzato dal comune di Monte Compatri, si apre con questa sentenza: «se Camus, nel Mito di Sisifo, affermava che l'uomo era stato separato dal palcoscenico, si avverte ora la necessità immanente di reinserirlo nel mondo, di ristabilire un collegamento intrinseco tra attore e palco».

Domenica, 11 Aprile 2010 11:30

Teologia-politica e Democrazia a-venire

Scritto da
mrs24-busi01Cosa si intende per teologico-politico? La categoria è eminentemente ambigua, in quanto, con questo termine, viene affermata una generica relazione tra i due ambiti, apparentemente così distinti eppure così strettamente connessi, senza che ne sia, tuttavia, caratterizzata la natura: teologia e politica. È necessaria, allora, una contestualizzazione storica che permetta di circoscrivere l'indagine e consenta, al tempo stesso, una messa a fuoco almeno approssimativa della questione.
Anche il semplice riconoscimento dei movimenti espressivi potrebbe, nel corso del tempo, essere diventato istintivo. Lo scienziato individua tre principi generali dell'espressione: Il primo è quello delle abitudini associate utili secondo il quale alcuni atti complessi hanno un'utilità diretta o indiretta in certi stati d'animo, perché alleviano o soddisfano particolari sensazioni; ogni volta che si ripresenta lo stesso stato d'animo, c'è la tendenza-in forza dell'abitudine- a ripetere quei medesimi movimenti anche se in quel contesto non danno alcun vantaggio.
Immagine1WKant distingue fra un senso interno ed uno esterno: attraverso questa distinzione noi osserviamo gli eventi del flusso della nostra coscienza. Oltre alla sensazione abbiamo anche l'intelletto che possiede un numero limitato di concetti o categorie, che fornisce le forme. La causalità, per esempio, è un concetto fornito dall'esperienza della mente e noi sappiamo a priori che ogni evento ha una causa, ma non sappiamo quale causa particolare sia di un dato evento: ciò fa parte del contenuto dell'esperianza, scoperto tramite ricerca empirica.
Domenica, 11 Aprile 2010 11:08

Il Simposio di Platone - 2

Scritto da

Come quarto, rimessosi dal singhiozzo, interviene Aristofane il quale spiega la propria devozione per Eros per mezzo di un fantasioso ma significativo mito. A suo parere, all'origine del mondo, gli esseri umani erano diversi da quelli attuali; essi erano congiunti attraverso la parte frontale, erano muniti di quattro mani, quattro gambe e due volti su una sola testa e possedevano tre generi: il maschile, il femminile e l'androgino, che partecipa sia della natura maschile che di quella femminile. La forma di questi umani era inoltre circolare.

scheggeCon le leggi del moto planetario, le leggi dei corpi in caduta libera, del moto dei proiettili e le variazioni delle maree, Newton pose le fondamenta di un modo di pensare intorno alla realtà fisica. Reichenbach scrive che la verità che Newton cercava nelle sue leggi era la conferma mediante una verifica delle conseguenze tramite un metodo matematico: il calcolo differenziale, poiché cercava la conferma quantitativa dell'osservazione.
Venerdì, 12 Marzo 2010 11:15

Il Simposio di Platone - 1

Scritto da
Il Simposio, traducibile dal greco con l'espressione "bere insieme", è uno dei più noti dialoghi platonici. Scritto nel IV secolo A.C., si differenzia dalle altre opere del filosofo per il modo in cui è strutturato: esso non si articola, come gli altri scritti, sotto forma di un dialogo ma assume la forma di un agone oratorio, in cui ciascuno degli interlocutori espone, per mezzo di un ampio discorso, il proprio pensiero su Eros (Amore).
La cornice nella quale si inseriscono i vari interventi è rappresentata dal banchetto, organizzato dal poeta tragico Agatone per festeggiare la sua vittoria negli agoni delle Lenee del 416 A.C.
Anche Thomas Hobbes (Westport, 1588- Hardwich 1679) considera le emozioni importanti e le collega a movimenti del corpo e a un'azione immanente, definendole "tendenze". Cartesio, nome umanistico italianizzato di Renè Descartes (La Haye, Touraine, 1596- Stoccolma 1650) a prima vista condivide l'idea stoica secondo la quale lasciarsi andare è debolezza.
Venerdì, 12 Marzo 2010 11:06

Nietzsche a Capri -4

Scritto da
Infine, la breve descrizione del rilievo che Nietzsche, seguendo Gregorovius, ritiene proveniente dalla Grotta. Stranamente egli parla solo del serpente e dello scorpione, dimenticando il cane. La tauroctonia di Capri non ha nulla di rilevante rispetto al modello standard diffuso in tutto l'Impero romano, salvo una particolarità, che si nota anche nel dipinto di Marino: un raggio di sole più lungo degli altri, che va a colpire direttamente Mithra, rivolto come sempre verso il Sole mentre uccide il toro.
<< Inizio < Prec 1 2 3 4 Succ > Fine >>
Pagina 1 di 4

Maggio 2013

05-maggio-2013

You are here:   HomeGiornaleRubriche del giornaleFilosofia
| + -
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.