L'alternativa che dobbiamo respingere, è quella del contenitore da riempire di nozioni che, come tutti sappiamo per esperienza, scivolano via facilmente. Quest'ultimo metodo prevede un insegnamento finalizzato solo agli esami e altri meccanismi che distruggono l'interesse degli studenti cercando di farli rientrare tutti in un modello facilmente controllabile. Esattamente quello che succede oggi.»
All'aumento delle tasse e all'insegnamento preformato si aggiungono le aziende che vorrebbero 'mercificare' le università e che più o meno apertamente influenzano la libertà e la qualità della formazione e dell'istruzione. Il rischio è di imitare il sistema universitario statunitense nel quale gli studenti si indebitano per anni e dove i manager sono sempre più numerosi e influenti nelle decisioni amministrative, determinando, insieme al propagarsi della "dottrina dell'efficienza", la soppressione di corsi di studio che non permettono un tornaconto subitaneo agli atenei.
L'accesso all'istruzione è un diritto che va garantito a tutti e bisogna chiedersi se si è disposti ad assistere inermi alla trasformazione di questo diritto in un privilegio.







