(a cura di Domenico Rotella)
Collezione. Questa rubrica corre il rischio di diventare un prodotto di nicchia o un oggetto da collezionisti. Recenti eventi ci autorizzano a sospettare che la politica sia morta (e anche la società "non sta tanto bene").
La preposizione ha la sua importanza. Indica, in questo caso, la qualità. Non è 'per' o 'di' vecchi, sarebbe per molti versi positivo. No, l'Italia ha questo carattere che la contraddistingue in molti campi, non tutti per fortuna - infatti ci sono giovani validissimi nel settore della ricerca, dell'imprenditoria, delle arti in genere; il che depone a favore dell'italico ingegno.
Solo Rainews 24 nell'arco della mattina del 21 aprile scorso aveva dato più volte l'annuncio che ci sarebbe stata nel pomeriggio a piazza SS. Apostoli, a Roma, la manifestazione a cui avrebbe partecipato Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle. Su ciò le altre televisioni non avevano dato informazioni. Quel pomeriggio sono andata alla manifestazione per raccogliere le voci di quel popolo.
Sono fin troppe le guerre dimenticate nel mondo. In Siria, invece, sembra che i riflettori della stampa mondiale siano più o meno presenti ma, nonostante la tragedia a cui assistiamo giorno per giorno, pare che il vortice di sangue continui a scorrere in modo inarrestabile e che sia impossibile porvi barriera alcuna.
Mentre i politici litigano, l'Italia un tempo giardino d'Europa va a rotoli nell'immondizia a testa in giù. Una vita di stenti, di sacrifici,di rinunce per un futuro che non c'è. Questo è il bilancio dei comuni essere umani abitanti in terra Italica detta tanto tempo fa "il giardino d'Europa" oggi dell'immondizia.
Il pm Di Matteo è impegnato a Palermo nel processo agli ex ufficiali del Ros dei Carabinieri Mario Mori e Mauro Obinu per la vicenda della mancata cattura nell'ottobre 1995 del boss di Cosa Nostra Bernardo Provenzano. In aula durante la requisitoria ha detto che la mancata cattura è da vedersi come la più "significativa cambiale" pagata dallo Stato nel contesto della trattativa con Cosa Nostra.
Bulli e pupe da qualche tempo sono scomparsi dalle cronache, dalle romanze più o meno virtuali, hanno abbandonato il proscenio della carta stampata, della scatola magica, delle aule scolastiche, come se a non parlarne, a non volerne sentire sulla pelle l'urto e il fastidio, fosse strada consolidata per il risolvimento del problema e delle tragedie che ne conseguono.
Sorprese. A proposito delle dimissioni di Papa Benedetto avevamo titolato "Il Papa che non ti aspetti". Ora le sorprese continuano con Papa Francesco. Sta diventando una costante il fatto di non azzeccare previsioni da parte di esperti o addetti ai lavori. Toppata clamorosa, in negativo, per le elezioni politiche. Idem, ma in positivo, per il conclave.
Il futuro sta arrivando, ma la speranza viene ricacciata nell'angolo; almeno per quanto riguarda le cose laiche. Le dimissioni del Papa sembra che abbiano portato in breve ad una svolta, nuova certamente nei propositi, nei risultati si vedrà. Invece per quanto riguarda l'assetto politico, le elezioni ci hanno consegnato una situazione traballante e deprimente.
Ho voglia di un caffè ed entro in un baretto di periferia. Il bar è vuoto e qualcuno sta parlando da solo dietro al bancone. Sta recitando il rosario delle mille disgrazie che ci stanno levando a tutti la forza di vivere. Aspetto qualche minuto non volendo interrompere uno sfogo così tremendamente calmo e solitario.
Che l'Italia abbia dei problemi sembra fuor di dubbio, probabile potrebbe esserne l'identificazione indicandoli con soggetti definiti: A - Berlusconi; B - gli Italiani.
Tempo di crisi e tempo di meditazione, troppi errori sono stati compiuti e ormai come direbbe Cesare alea iacta est, ovvero, il dado è tratto! La crisi è giunta ad un declino collettivo. Non si sa più cosa inventare per risolvere questa situazione, tutti aspettano un 'salvatore'. Eppure, molte volte la cultura del passato può offrire spunti di riflessione, esempi e stimoli, per migliorare.
Il risultato elettorale ha destato sorpresa ai tanti politici e politicanti italiani che sono ai vertici dei partiti e partitini che erano in bella mostra sulle caleidoscopiche schede elettorali.
Il mercato del delitto non va mai in ferie, le televisioni ci rendono ciechi nella ragione, affidiamo agli occhi il compito di tradurci i messaggi, mentre con il pensiero cerchiamo altre cose da fare, qualche scorciatoia per acquistare al banco dell'usato i soliti giudizi affrettati, persino la vergogna ha il volto tumefatto dalle disattenzioni e gli abbandoni di chi è disperato.
È il 23 febbraio del 2013, finalmente è terminata la campagna elettorale più estenuante che io ricordi nei miei quasi 60 anni. Nonostante i problemi evidenti della nostra politica, sotto denuncia da oltre un decennio per sperperi, privilegi, scandali e bunga-bunga, i partiti hanno presentato un rinnovo con il gioco delle tre carte.
Da donna a uomo, alla pari. Dimmi che ti ho fatto di male, perché mi perseguiti. Dimmi perché ti faccio paura. Perché senza di me non vivi e non mi lasci vivere. Ti sei addormentato nell'eden tutta pace, prima della cacciata, e ho fatto tacere pure gli uccellini perché non turbassero il tuo riposo.