(a cura di Giulio Bernini)
Il prigioniero chiude il seme nel pugno
aspetta che germogli spaccandogli la stretta.
Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
Hanno la forza
dei poveri
che avevano i nostri padri
e fratelli
quando lasciando la costa
Ai miei versi scritti così presto,
che nemmeno sapevo d'esser poeta,
scaturiti come zampilli di fontana,
Stupenda
immacolata fortuna
per te tutte le culture del
regno
Oh, gli somiglia, certo, questo piccolo
schizzo a matita.
Vergato in fretta, a bordo della nave.
L'amore deve essere felice -
E' il diritto dell'amore.
L'amore deve essere bello -
E' la saggezza dell'amore.
Voglio vederti in mezzo ai cavalloni
e poi mezzo annegato sulla riva
al freddo, nudo, e arrivino i banditi
Le parole non dette
muoiono
strozzate
nella crosta indurita
dall'assenza di buoi
frustati sui lombi.
Pensierino per tutti,
necessario, semplice...
a volte premeditato
come un pensiero crudele
Il veleggiare delle emozioni
sul mare infinito di me
sconosciuto nelle mie profondità
Dare senza secondi fini,
non reca disturbo.
Ma pretender d'avere, quando,
Lascio che lo sguardo libero e sereno
spazi senza vincoli fin dove il cielo e il mare
confondono la loro diversa essenza
quando di vita il corpo mio si fa a sé maestro
quando il corpo mio si fa sete
e sor'aqua me lo disseta
Ho guidato tutta la notte
Per dedicarti una lacrima
Che accarezzerà la terra
Fecondo seme
Briciola di eternità
Da cui germoglierà un abbraccio autentico
La natura perpetua se stessa
La natura concede
A chi s'è concesso
Ma ... se
siamo
di passaggio
perché siamo
così
attaccati alla vita