RACCONTO
Joycismi protosenili
Dèi possenti, Muse dellOlimpo
ascoltate la mia preghiera:
fate che il mio dolore si trasformi in poesia!
Possa essa purgare lanima e darmi pace...
e il suo canto condurmi, infine, oltre il Lacus Avernus...
I Mani mi attendono!
(Anonimo del III a.C.: De rerum natura)
di SERGIO MARIA FAINI
Illustrazioni di ROBERTO PROIETTI
Sai come succedono queste cose: succedono sempre quando meno te
laspetti; a esempio, nel momento che stai pensando ad altro; o mentre stai
semplicemente riposando da una giornata
impossibile; o quando stai distratto, rimuginando più o meno intensamente un tuo fatto,
magari accaduto tempo fa. Se in quel momento tu stessi già soffrendo non accadrebbero,
chissà perché? Chissà per quale aliena volontà, irrazionale o razionale, non si
aggiunga mai disgrazia a disgrazia in modo naturale, nelle condizioni che tu le possa
sopportare e affrontare come un qualsiasi altro fatto del tuo tragico quotidiano.
Accadono sempre quando meno te laspetti e sempre annunciati da strane sensazioni, un
misto di premonizione e di scaramantica rappresentazione.
È proprio allora che per una sorta di magia, per un sesto senso, improvvisamente
drin
sai che ti riguarda, drin
hai la certezza che non è una buona notizia,
drin
non sai cosa ti giungerà dalla telefonata, ma riconosci dal suono come
se esso si rivolgesse a te che è per te e per te solo, e non sarà una notizia che
ti farà piacere.
Se luomo fosse stato consapevole di questi accadimenti e avesse ascoltato sempre,
sin dai tempi remoti, questo tipo di presagi sarebbe senzaltro arrivato alla soglia
della felicità e si sarebbe risparmiato della inutile sofferenza!
Ho pensato spesso, nel constatare il ripetersi di questi eventi, di possedere il dono
della veggenza, o meglio di possederlo occasionalmente, tanti sono stati i fatti
eccezionali che ho previsto o intuito che, a breve tempo, si sono poi manifestati. Ma sono
stato anche il primo a non credere allautovaticinio che mi si offriva per educarmi,
per avvertirmi, per mettermi in guardia dallevento in nuce e salvarmi
dallaccidente potenziale che si sarebbe abbattuto su di me, di lì a poco, se mi
fossi intestardito a seguire quella tal via o quel tal altro desiderio.
Drin
«Pronto? Ciao, come stai?» E si prosegue per qualche minuto.
Non è per me!
La sensazione però permane limpida, costante, forte e sostanzialmente neutrale, ossia
senza agevolarti con ulteriori suggerimenti che possano in qualche modo venirti incontro,
darti soccorso, ed evitarti la sciagura che incombe su di te.
«Sì, adesso te la passo!»
Ancora, «Ciao, non avevo capito che fossi tu
come stai?» E via di seguito con i
soliti discorsi di circostanza e convenevoli vari, che fanno sembrare a coloro che
ascoltano, nei pressi, che la persona al telefono non abbia un motivo particolare, ma che
abbia chiamato per fare quattro chiacchiere in libertà.
Non è per me, decisamente!
Forse è una persona che conosco? Chi sarà? Bah!
Il disturbo persiste nonostante abbia la dimostrazione, dalle parole scambiate, che la
telefonata non sia per me e che, comunque, non debba preoccuparmi.
Mi distraggo, cerco di riprendere il filo dei miei
pensieri. Seguo però il discorso a tratti, per riconoscere lignoto interlocutore
telefonico. Dopo un po, scopro che è una interlocutrice dai pronomi messi in gioco
nel colloquio.
Ma chi sarà costei? Ancora non lho riconosciuta.
Attendo ansioso, più che curioso, levolversi dei fatti nella spiacevole condizione
di colui che non riesce a soddisfare limpellente bisogno di comprendere, in questo
caso di riconoscere, che si trova nello stesso tempo nellincapacità di attutire o
di risolvere quellansia sottile che pervade tutto il corpo.
Per alcuni secondi mi si sconvolge
lordine logico delle risposte agli stimoli interiori: chi è? perché sento ciò?
Non so se debba prima cercare, in qualche maniera, di conoscere lidentità della
persona o debba, invece, dedicare lattenzione alla riparazione del guasto interno,
alla neutralizzazione dellansia, che va trasformandosi in dolore allo sterno.
Perché? Chi è? Cosa sta succedendo? È una di quelle premonizioni birbanti che si
insinuano, ben sapendo che non saranno riconosciute come realtà e che non saranno prese
in considerazione?
Ma qual è la realtà?
È ciò che sento di sconosciuto e dimponderabile che sollecita il mio autismo o è
invece la rappresentazione degli eventi elaborata dalla ragione?
Provo a riascoltare nella memoria il trillo del telefono.
Drin
drin
drin
Identica impressione: la telefonata mi riguarda!
Chi è? Perché mi telefona? Cosa dovrò affrontare? Cosa sarà successo?
In una frazione di secondo esamino lintero panorama dei miei rapporti con il mondo,
selezionando, per ordine di gravità, le eventuali catastrofi che si potrebbero rovesciare
su di me, cercando di tranquillizzarmi, di recuperare la normale centralità per
affrontare levento sconosciuto, che mi coinvolgerà ormai ne sono certo
e che mi farà soffrire.
Nuova sofferenza, nuovo dolore!
Non ci si abitua mai!
Si ha sempre paura di nuove afflizioni, ci si sente perduti davanti alla sola ipotesi di
nuove pene, non si raggiunge mai il giusto distacco verso levento ignoto o verso
ciò che si tende a chiamare «proprio destino» o fato.
«Ciao! A presto! Se non ci incontriamo prima, buone vacanze! Sì, va bene, a presto! Sì,
ora te lo passo!»
«Vuole salutarti Matelda, prendi la comunicazione.»
Quanto tempo si può impiegare per fare questa operazione in un ambiente piccolo come
quello di una casa moderna? Tre o quattro secondi
? Sono troppi
! Trovandomi, in
quella circostanza, nei pressi in attesa di riconoscere linterlocutrice sconosciuta.
A me sono sembrati uneternità! Un tempo infinitamente lungo.
Ho preso la cornetta: «Ciao
cosa mi dici di bello?»
Lillusione trova sempre il suo spazio, in qualsiasi situazione. Noi sappiamo, ma
rifiutiamo di sapere e recitiamo la commedia nella speranza di ribaltare levento
disgraziato ed essere miracolati allultimo momento.
Abbiamo nonostante letà, la cultura, lesperienza di vita, e nonostante
quel certo sangue freddo che manifestiamo davanti alle azioni che si presentono difficili
o pericolose sempre paura, sì paura o, addirittura, terrore verso il nuovo, ciò
che si palesa inaspettatamente o senza segni riconducibili al conosciuto,
allesperito.
«Cercavo te
ho telefonato perché volevo parlare con te. Ora non so da dove
cominciare
non so come dirtelo
» pausa, pausa lunga, voce tremula, respiro
alterato, poi, come se avesse richiamato tutte le forze più profonde
«ho
incontrato una persona, verso la quale sto provando sentimenti che da tempo non provavo
più
te lo volevo dire
ma per telefono non posso spiegarti
ne
riparleremo a voce.»
Ed io come un ebete: «Ah! Bene, molto bene
! Verrai al mare domenica
? Ti farai
vedere
? Capisco, non hai molto tempo! Ah
le ferie le avrai in agosto. Certo,
mi rendo conto
sì, diventa difficile, con il tempo, conciliare tutte le esigenze.
Bene! molto bene
! Buona fortuna! Sì, arrivederci
ci vedremo in seguito. Va
bene ciao! Ciao
a presto!»
Si dice spesso che si provino, in certe circostanze, sensazioni particolarissime e
indescrivibili, di improvviso vuoto, di stupore eccessivo
come se il mondo ti
crollasse addosso!
Credo che sia vero, che si possano sperimentare attimi infiniti, durante i quali si perde
il senso della realtà, dellorientamento interiore. Non si ricorda chi siamo, cosa
stiamo facendo, dove ci troviamo e perché. Crolla tutto, il mondo esterno con i suoi
riferimenti concreti, il mondo interno con le nostre certezze di esseri pensanti.
Forse questo è il vuoto, il niente, il non essere.
Il vuoto
sensazione del nulla
Parmenide, Nietzsche, il nostro contemporaneo
Severino e
chissà quanti altri hanno cercato di affrontare con la speculazione
filosofica il non essere, il niente.
Forse sono partiti proprio da una vicenda personale, privata, vissuta intimamente, in un
momento qualsiasi della loro vita e hanno indagato, nellambito della coscienza, dopo
lo stupore, dopo langoscia che rimane come sottofondo allevento, come
unatmosfera diffusa intorno a te con lucidità di pensiero, con tenacità,
elevando levento alle dimensioni dei temi universali, cercando di comprendere i
perché, i per come di quella peculiare condizione che chiamiamo di vuoto, di
annientamento completo del proprio Sé, fino ad avvertire di non essere!
Forse il comprendere è lunica attività umana inevitabile e insostituibile, come se
fosse lessenza sottile del respirare. Se si smette di respirare si muore. Il respiro
si può controllare, rallentare, ma non si può spegnere completamente per più di pochi
minuti.
Io sapevo, ma non lavevo accettato!
Lo avevo sentito dentro già da qualche tempo, ma, non accettandolo, rimuovevo
continuamente e con pertinacia ogni segnale di avvertimento.
Ora il caos, quel turbinio dimmagini incontrollabili che invade lanima
scuotendola nelle profondità, distruggendone ogni riferimento razionale o fideista, che
paralizza ogni intervento istintivo teso a impedire la devastazione e la violazione totale
delle tue credenze. Passato, presente, futuro si confondono in un magma caldo di pensati
in ebollizione. Il calore si manifesta in ogni tua particella fisica
calore,
febbre
tutto brucia e tu sai che non puoi far nulla
sei impotente
allinterno delledificio che si sta sgretolando violentemente, fondendo nel
fuoco, nel calore, nella febbre ogni sentimento, ogni volizione, ogni aspirazione.
«Non pensavo di potermi innamorare di te
era una cosa impossibile
sì, ora so
cosè questo dolore allo stomaco» ti amo ti amo ti amo ti ho sempre amata ti ho
sempre amata silenziosamente nascostamente «sì, ti ho sempre sentito vicino nei momenti
difficili della mia vita
ma come potevo pensare che un giorno mi sarei potuta
innamorare di te
era tanto lontana questa immagine dalla realtà possibile» non
sarai più sola ad affrontare la dura quotidianità ti sarò sempre vicino sempre vicino
sempre vicino vorrei baciarti vorrei baciarti baciarti baciarti «te lavrei chiesto
io, se tu non mi avessi anticipata» canterò questo amore impossibile con ogni mezzo con
ogni mezzo poesia
scritti
tutto il mondo deve sapere
deve sapere del
nostro amore disgraziato
disgraziato
disgraziato «sì, ti amo
vorrei
chiamarti amore mio, ma non sei mio
non sei mio
mio
mio
sì, se tu
fossi libero mi unirei con te
starei con te» tu sei libera
libera
libera
un giorno mi dimenticherai per un altro
per un altro
un
altro
la tua libertà mi è sacra
sacra
ti amerò sempre
sempre
sempre e comunque «dobbiamo interrompere di vederci
interrompere
di vederci
perché altri ne potrebbero soffrire
soffrire» non è
giusto
! non labbiamo cercato noi
è accaduto
il destino ha
lavorato nel tempo
nel tempo
«il ricordo di quel bacio
quel bacio
dolcissimo
sì, è amore
ti amo
sì, ti amo
e per questo non ci
dovremo più vedere
! più vedere» perché
? perché
? perché
maledizione! quale colpa dobbiamo ancora scontare
? «nel mio cuore tu hai un posto
riservato
è tuo
solo tuo
e nessuno potrà occuparlo
!. ma devi
trasformare questo sentimento in qualcosa più elevato
più elevato
sì, devi
elevarlo
sublimarlo
interiorizzarlo
solo così potrà rimanere eterno!»
ma che dici
? sono una persona
una persona di carne e voglio un amore
normale
individuale
non olistico
me ne frego del mondo
del
tutto
e di tutti
dellamore olistico
voglio lamore di una
donna per un uomo
una donna
e un uomo
un amore umano
concreto
appassionato! «non ci è dato in questa esistenza
non ci è dato
oggi
forse in unaltra
in una futura
chissà!»
mi ami ancora
mi ami sì o no
? rispondi mi ami ancora? «
sì
sì
ma in modo diverso
perché non capisci
! non capisci!»
devi venire
dovete venire
sai quanto è importante per me la tua
presenza
la vostra presenza!
«come stai?»
come sempre
sono in balia della malinconia
dei ricordi
di quel bacio
indimenticabile
faccio del mio meglio
perché ho promesso
ho
promesso
di rispettare la tua volontà
tu sei libera
la tua libertà mi
è sacra
! sacra maledizione! vorrei dimenticare
ma non riesco
forse non
voglio
non riesco o non voglio
perché? maledizione!
«cosa fai?»
nulla
più nulla
mi manchi molto, sai
? da morire! una malinconia
un dolore dentro
continuo
e una nostalgia insopportabile
maledetto
destino! a chi concedi tutto
e a chi non dai niente
niente
sempre
niente!
«come stai?»
come sempre
prigioniero della mia solitaria sofferenza
nella mia cruda e
fredda realtà
sempre più insopportabile!
«devi dimenticare
! devi dimenticarmi
sì! devi superare questa
condizione
ritornare luomo che eri
che stimavo
al quale sono stata
sempre affezionata!»
non posso
! sono cambiate tante cose
sto diventando vecchio
! e non sono
più capace più di ricominciare
ricominciare a sperare nel mondo
negli
uomini
in una donna
o in altro!
«cercavo te
ho telefonato perché volevo parlare con te
non so da dove
cominciare
non so come dirtelo
ho incontrato una persona, verso la quale sto
provando sentimenti che da tempo non provavo più
te lo volevo dire
ma per
telefono non posso spiegarti
ne riparleremo a voce»
Drin
drin
drin
|
|