Sommario
anno X numero 4 - aprile 2001
ARTE - pag. 20a
Tra Fontana di Trevi ed il Quirinale
di Luca Ceccarelli
Allinterno del rione Trevi, tra la fontana
di Trevi, circondata da turisti e botteghe di souvenirs, e lalta mole del
Quirinale, si spiegano a Roma alcune viuzze di palazzetti per lo più settecenteschi, che
conservano ancora laspetto dimesso e i tratti popolareschi della Vecchia Roma.
Prendendo la via di San Vincenzo, la prima di queste è il Vicolo del Babuccio. Tale
vicolo non risulta presente nella raccolta dei Vicoli di Roma di Giorgio Carpaneto
pubblicata da Newton & Compton. Sembra tuttavia probabile che il suo nome derivi da babusso,
che in vernacolo significa pispola, piccolo uccello diffuso nel territorio del
Lazio, poiché vi era nel vicolo unosteria che aveva nellinsegna tale
uccellino. Il vicolo tuttavia un tempo era indicato con il nome ben più enfatico di
Vicolo del Sole, poiché si riteneva che le rovine della vicina Villa Colonna
appartenessero invece al Tempio del Sole dellimperatore Aureliano. In un lato del
vicolo si apre il Vicolo del Puttarello. Aveva tale nome a causa della presenza sulla
facciata di una casa di unimmagine raffigurante un puttino. Tale vicolo collega il
vicolo del Babuccio con il Vicolo dei Modelli. Questultimo è dedicato ai giovani e
alle giovani che, dalla fine del Settecento, e durante tutto lOttocento, venivano
dallAbruzzo e dalla Ciociaria, abbigliati nei costumi tradizionali, a posare per i
pittori, soprattutto stranieri sulla Scalinata di Trinità de Monti, a Via Margutta
e a Via Sistina. Nel vicolo sorgeva anche un"Osteria demodelli"
frequentata da questi ultimi. Il Vicolo del Babuccio termina nel Vicolo Scanderbeg, dal
nome alquanto esotico e strano a pronunciarsi. E infatti nel comune parlare dei romani era
divenuto Vicolo Scannabecchi, con unespressione che in effetti non è del tutto
estranea alloriginale. Scanderbeg è infatti il soprannome onorifico di Giorgio
Castriota, eroe guerriero albanese del secolo XV, che sul Vicolo si fece costruire un
palazzetto, e significa Alessandro il Grande. Di conseguenza, è possibile che tale
soprannome, ironicamente, fosse dato con cognizione di causa e non solo come gioco di
parole. Il palazzetto, con il ritratto dellillustre Scannabecchi dà sulla piazza
omonima, di aspetto settecentesco. Poco più avanti, si sale al Quirinale.
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