Sommario anno XI numero 2 - febbraio 2002
L'ANGOLO
DELLA POESIA -
pag. 19
Il mio signore
C’era Lui dinanzi a me.
Lui solo, trafitto al cuore.
I suoi occhi si chiedevano
Il perché di tanta violenza.
Io sola lo guardavo
E provavo dolore,
rimorso.
Una goccia di sangue,
attraversò i lineamenti,
di un cuore umile.
Le mie mani sfioravano il suo viso.
Il suo corpo giaceva infranto
Sul fulmine dell’errore,
io rimasi lì con un corpo duro ma fragile.
Valentina Bovi
La vita è adesso
Pale di un vecchio mulino
mosse dal vento,
e nel cielo ombre d’arcobaleno
cercano il sole,
un po’ più lontano
un rumore di mare.
Nell’anima una dolce follia
si prende ogni cosa,
sorgente chiara oltre il deserto
la vita è adesso.
L’erba appena nata
non teme la falce,
ma l’albero che non ha frutto
non ha stagione.
Giorno per giorno
il tempo porta via se stesso,
e dietro noi.
Ma è oggi che vuoi,
se aspetti domani
è perché fuggi.
Nunzio Gambuti
d’esser presente dentro le scene
formule ho messo nella mia mente
e sordo esecutore son divenuto
che non m’accorsi della memoria
e di registrazioni
feci padrone
di criticar non ebbi intento
che quanto intorno era conferma
e di mancar contraddittorio
presi dottrina
e di continuar registrazioni
e a rieseguir quanto emergeva
mi ritrovai d’esser l’attore
a rieseguir presente e tendere futuro
furon commedie
che a risonar d’ambiente
e a non saperne nulla
di navigar presi per fato
che delle scene
di belle e brutte
quanto allo specchio compariva
a me toccava d’eseguir la copiatura
scena dentro lo specchio corre e precede il tempo
della figura mia d’adesso
d’incunear di sé riflesso
fonde alla storia
e di commedia vecchia
d’attimo
sono l’attore
antonio 30 gennaio 2002
Dolore
"Er dolore è granne"
Disse la sora Nunzia dopo ch’ebbe perso er marito
"Però ve vojo dì na sola cosa…
se me ne fossi annata pe’ pprima io
che er mi povero marito
mò ce sarebbe lui
qui
da solo
cor core rattristito".
Mirco
Nel vento del silenzio
Io mi sono reinventato
una vita
lasciandomi alle spalle
anni di svaghi
e giochi di prestigio
senza senso
La tua bellezza - Tutta
è un coacervo di emozioni monche.
Antonio Mannina
Tuscolo
Arroccato de’ sopra ‘na collina
Te guarda Montecompatri e Colonna,
Nun se sente er respiro de’ ‘na fronna
Puro er vento rispetta ‘sta rovina.
Li monti tiburtini lì de fronte,
Se so ammantati de’ ‘na nebbia fonna
Mentre Roma alla piana se sprofonna
In un cerchio de’ fòco all’orizzonte.
Er mare ch’è ‘na lastra de’ cristallo
Messa per tera che fa da specchiera
E er Sole la dipigne d’oro giallo.
Fra li ruderi e lungo er murajone
‘Mmezzo allo scuro quanno se fa sera
S’aggira ancora l’ombra de’ CATONE!
Mario Vinci
Io che sono nata muta
Io che sono nata muta
incapace di esprimere
Parole rimaste prigioniere
in un lontano
che non mi appartiene
Io che sono nata incapace
di essere il tuo desiderio
Inquieta nel mio silenzio
Isola in questo deserto
Vorrei gridare
l’inesprimibile
Ma resta immobile
lì
come una stella caduta
pulsando ancora
aspettando il mai di sempre
Cinzia Tomassini
La nebbia
È piovuto ieri, sta piovendo oggi
e certamente pioverà domani.
Dietro il quadrettato scuro della mia finestra,
osservo quello che resta della natura
tinta dall’autunno.
Il vaporoso respiro degli alberi
mi impedisce di vedere al di là del colle.
Il sole tanto sperato non si affaccerà,
e in me resterà sempre quel curvo
confine verde.
Manuela Olivieri
Clochard d’amour
Quale ragione
mi porta a cercarti
ogni momento,
tu padrona della mia anima
ed io servo.
Come luce che sale da oriente
tu rubi il mio sogno,
ma a chi di noi due, oggi,
manca davvero qualcosa.
Se vive dentro
ciò che non può morire,
silenzio e voce
fanno lo stesso rumore.
E se per quella stella
non ci sarà posto nel cielo,
io la porterò nel cuore.
Adieu, clochard d’amour.
Nunzio Gambuti
che senza me
parte la scena
e poi la storia prende vigore
e a divenirne attore
d’oblio sono colui
a far d’itinerario le volute
luoghi m’affaccio
che a incontrar altre commedie
altri divengo
antonio 3 febbraio 2002
Essere
Ho sentito parole volare nell’aria.
Le ho viste su un foglio svanire nel nulla.
Passare nel tempo in una storia vissuta.
È il mondo che parla,
In una muta lingua dell’Uomo.
Essere qui, consapevoli,
respirando in un mondo di colori,
di genti trasportate nel vento,
di pensiero nutrice dell’Umanità.
Ed un Uomo,
la grandezza dell’Essere,
immagine evoluta del pensiero.
Ritrovare un riflesso in un volto sconosciuto,
sentire le parole scorrere nelle vene.
Gelsino Martini
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