Sommario anno XI numero 4 - aprile 2002
I
NOSTRI PAESI -
pag. 13
Risposta
a Mirco Buffi
(Articolo
“Consideriamoli una città” su Controluce di Febbraio 2002)
(Piero
Barberio-Corsetti) - D’accordo
con Mirco Buffi. Allora pensiamoci e proponiamo cose specifiche e
concrete. Qualsiasi punto è buono per cominciare a rendere l’Italia un
po’ europea, non troppo ché fa male e può causare qualche mal di
pancia da trauma culturale di modernità improvvisa. Dovremo superare la
mentalità medievale ancora tipica di molti nostri connazionali che
ragionano come sudditi e non come cittadini, che danno per scontato che
quel che hanno sempre visto è l’unico universo possibile, che non hanno
mai vissuto in Paesi progrediti, che credono che avere il telefonino ed
esercitare un rozzo consumismo li renda moderni.
L’ unione (se riusciamo a farla) fa la forza. Alcune cose ce le dovremo
fare noi, altre le dobbiamo chiedere. Come dice bene Buffi, molti fondi
possono venire dai finanziamenti pubblici. Ma riusciranno i nostri eroi a
superare la tradizionale inerzia italica, l’inveterata abitudine alla
rivalità politica ed al clientelismo? Se i sindaci e gli altri
amministratori locali non si mettono d’accordo e non si fanno portatori
dell’iniziativa, chi mai potrà farlo? E se si stabilirà
un’associazione per promuovere il tutto, sapremo resistere alla
tentazione di politicizzarla? Potrebbe diventare (se avesse successo) una
tale fabbrica di consenso che la pressione sarebbe irresistibile, ma
segnerebbe la fine dell’associazione stessa. Qui ripeto anche cose già
scritte da Buffi e faccio esempi particolari concreti. La lista è molto
incompleta, sono solo alcune cose che ho notato, ma dà un esempio di quel
che si potrebbe fare se l’idea di Buffi fosse realizzata.
1) Trasporti (riusciremo ad introdurre il concetto europeo del trasporto
pubblico efficiente ed a superare l’atteggiamento cafone del trasporto
individuale a tutti i costi?):
- un sistema di trasporto pubblico integrato tra i vari comuni con orari
comodi e resi noti in modo facilmente accessibile (si metteranno
d’accordo i comuni di diverso colore politico su cosa fare, come, chi
paga cosa a quale ditta, chi assumere...?)
- il potenziamento delle asfittiche linee ferroviarie che passano per i
Castelli: treni più frequenti, stazioni sorvegliate e pulite, fornite di
ampi parcheggi, orari disponibili (il prezioso libretto stampato!); questo
contribuirà anche a decongestionare il traffico a Roma, la cui
amministrazione va quindi coinvolta, ed incoraggiata a potenziare anche le
altre ferrovie locali che portano a Roma da altre direzioni (parlo da
romano fuggito a causa del traffico e dell’inquinamento!), per questo va
coinvolta la regione
2) Viabilità (migliorerà certo se il trasporto pubblico migliorerà,
penso alle strade fra Frascati e Grottaferrata; ma riusciremo a convincere
i pirati a comportarsi civilmente?):
- incroci e rotatorie con precedenza a chi già ci si trova, chi arriva
deve cederla; questo serve a far scorrere meglio il traffico (penso a
Squarciarelli, o davanti l’ospedale di Frascati) come già ampiamente
sperimentato in Europa ed assolutamente sconosciuto in Italia
- semafori intelligenti (penso ai tresemafori davanti alle ville sulla
Tuscolana all’ingresso Est di Grottaferrata, o all’incrocio della via
Mediana con il km 27,7 della Tuscolana, a Rocca Priora, dove il parcheggio
privato sporgente impedisce la vista a chi proviene da via Mediana e dove
un delinquente che è schizzato dallo stop senza fermarsi c’è mancato
poco che mi ammazzasse)
- repressione delle frequentissime infrazioni (omissione di cinture,
eccessi di velocità, sorpassi assassini, tallonamenti da presso, passaggi
col rosso) con postazioni fisse munite di radar e macchina fotografica;
ora si vedono solo i Carabinieri, qualche volta, a contestare
contravvenzioni per le strade dei Castelli
- riparazione degli assurdi macroscopici (p.es. il parcheggio privato
sporgente al km 27,7 della Tuscolana, a Rocca Priora, che è un
impedimento alla vista ed un rischio costante per chi esce dalla via
Mediana)
- asfaltare alcune strade che sembrano chiederlo piangendo (penso a via
Aldobrandini tra viale XXIV Maggio e via Tuscolana a Grottaferrata, che
permette di svicolare se il traffico è bloccato all’ incrocio)
- completare alcune strade che hanno il torto di congiungere due comuni e
quindi sono derelitte, ma sarebbero utili (penso p.es. a via san Marco,
via s. Eusebio, via delle Cappellette ed altre tra Frascati e Monteporzio
e molte altre altrove); riusciremo a mettere d’ accordo i comuni
diversi?
- curare le strade esistenti (penso alla strada che sale dai piani di
Caiano, Rocca Priora, su verso i Campi di Annibale per il bosco, che ha
solo uno o due anni ed è già piena di buche)
- compilare carte stradali per i comuni dei Castelli, attendibili e fedeli
alla realtà, che coprano tutto il territorio, con le curve di livello;
ora non ce ne sono, le poche esistenti sono difficili da trovare,
esaurite, fuori stampa, tutte diverse tra loro e difformi dalla realtà,
anche quelle sulle pagine gialle; segnano alcune strade fuori posto,
inesistenti o che sono solo sentieri, non riportano alcune strade
esistenti, sbagliano i nomi o non ce li mettono
3) Sanità:
- rendere tutti i CUP equipollenti (ora bisogna prenotare certe cose da un
CUP e non da un altro che non lo può fare)
- tutte le risorse sanitarie dovranno essere presenti ai Castelli; ora
invece p.es. per fare una MOC (esame diagnostico per l’osteoporosi, di
cui hanno bisogno tante donne sopra la cinquantina) bisogna andare a Roma
- rimozione delle carogne per le strade (ora restano lì finché non si
consumano da sé ...)
- catturare cani e gatti randagi (ora numerosissimi, una vera piaga) e
farli adottare
4) Educazione civica (che evidentemente la scuola non fornisce, a
giudicare da molti comportamenti che si vedono in giro, dalla condotta di
guida di alcuni alle cartacce e rifiuti sparsi per terra e buttati pure da
auto in corsa, dal fumo dove è proibito alla difficoltà a capire che i
rifiuti vanno separati, ecc.)
5) La raccolta differenziata dei rifiuti ora sembra fatta per finta, sia
per la scarsa separazione da parte degli utenti, sia per la carenza di
raccolta (in alcuni casi da un anno!). Dovrebbe essere una fonte di
reddito per chi se ne occupa, e non una grande spesa per i comuni, come ho
letto su un altro mensile locale. Non che tutto questo ci renderebbe
europei, troppo ne corre. L’ Italia è un Paese troppo arretrato per
pratiche amministrative e spirito civico. Ma almeno ci renderebbe un po’
meno terzo mondo.
Sarebbe bello se i Castelli cominciassero a mostrare al resto
dell’Italia cosa si può ottenere con la collaborazione e lo spirito
civico. E chissà che non si riesca ad influenzare anche la politica
nazionale e l’amministrazione statale.
Troppo ci sarebbe ancora da fare pure lì.
Premiato
il Presepio artistico di Massimo Litta
(La
Redazione) -
Dopo la cosiddetta “Giuria popolare” costituita di fatto dai circa
20.000 visitatori che hanno letteralmente affollato la Basilica tuscolana,
durante l’intero periodo d’esposizione in occasione delle scorse
festività natalizie, anche la “Giuria di qualità”, costituita da
Maestri Presepisti di caratura internazionale, ha voluto onorare e
gratificare l’ingegno e l’estro di Massimo Litta, classificando la sua
opera al 2° Posto del “XX Concorso Presepi di Roma - Natale 2001”
manifestazione di grande prestigio organizzata dalla sezione romana
dell’Associazione Italiana Amici del Presepio.
Pur concorrendo la quasi totalità delle chiese di Roma e Provincia, il
presepio frascatano ha ottenuto, nella lunghissima graduatoria generale,
il secondo miglior punteggio assoluto ed è risultato il
primo presepio della provincia di Roma! Al primo e al terzo posto si
sono piazzati i presepi di due famose basiliche di Roma, veterane del
concorso.
L’eccezionalità dell’evento
consiste nell’esser riuscito a superare, degnamente, l’ostacolo
costituito dall’eccessiva severità di giudizio da parte della
qualificatissima giuria esaminatrice, composta da maestri Presepisti di
fama internazionale e presieduta dal presidente dell’Associazione
Italiana Amici del Presepio, nella redazione della graduatoria finale. Per
la cronaca i presepi iscritti al concorso vengono esaminati, come previsto
dal bando d’iscrizione, secondo cinque criteri di giudizio e per ogni
criterio viene assegnato un punteggio massimo di 10 punti. Ebbene, il
presepio di Massimo Litta ha avuto ben 49 punti su 50!
La cerimonia di premiazione si è svolta, nel suggestivo scenario del
Teatro de’ Servi di Roma Domenica 3 marzo 2002, presieduta dal
presidente della Giuria, ha visto una foltissima presenza dei partecipanti
al concorso, delle autorità civili e militari e di spettatori in genere.
Merita pertanto un encomio particolare l’ideatore, progettista e
costruttore di quest’opera che è considerata, da molti critici ed
esperti del settore, una tra le più belle e commoventi espressioni
d’arte presepiale degli ultimi anni, a livello nazionale. Infatti è
stata scelta per partecipare a Barcellona, in rappresentanza
dell’Italia, all’esposizione internazionale organizzata dalla
“Associaciò de Pessebristes de Barcelona”.
Massimo Litta è ormai da
anni un presepista molto noto sia a livello locale, infatti abita a
Frascati anche se é originario di Rocca di Papa, che a livello nazionale
per la partecipazione a manifestazioni di grande rilievo in più parti
d’Italia, membro dell’eloquentissima Associazione Italiana Amici del
Presepio e dirigente unico del “Gruppo Amici del Presepe di Frascati”.
Per chi non avesse avuto modo di poter ammirare il presepe in questione,
ne diamo dei brevi cenni descrittivi:
“Artistico presepio in stile storico-orientale ambientato in
un’incantevole contesto, rappresentante uno spaccato abbastanza vasto
della Palestina del tempo. È realizzato con diverse tecniche costruttive
ed è popolato da preziosissime statuine in terracotta, modellate da
scultori spagnoli di caratura mondiale quali Majo, Castells, Colomer,
Ramirez e molti maestri figurinai italiani. È realizzato con maniacale
cura, fin nel minimo particolare, sia nella scenografia che nei
particolari, storicamente molto attendibili. Alla bellezza del presepio e
delle luci, si aggiungono un gran numero di effetti speciali, gestiti da
un sofisticatissimo sistema elettronico, capace di riprodurre, in maniera
alquanto realistica, tra i tanti: uno spettacolare tramonto, il vento, le
nebbie invernali, il passaggio della cometa e degli angeli, vari
personaggi in movimento, effetti sonori ed altro ancora... Il tutto in uno
spettacolare scenario molto affascinante, arricchito di un suggestivo
commento audio che narra i brani del Vangelo inerenti la scena
rappresentata e corredato infine da un commovente sottofondo musicale”.
La caratteristica peculiare dell’opera
è l’esser stata appositamente pensata, quindi progettata
esecutivamente ed infine realizzata per essere itinerante, vale a dire che
nell’arco dell’anno verrà esposta nell’ambito di manifestazioni di
carattere internazionale sia in Italia che soprattutto all’estero.
Infatti a fine Marzo 2002 sarà a Barcellona, in Spagna, e successivamente
ad altre mostre e concorsi specifici del settore, portando così nel mondo
una testimonianza delle capacità artistiche dei Castelli Romani.
Ringraziandolo, per aver reso i Castelli Romani famosi anche nella
tradizione natalizia più bella per antonomasia, non ci resta che augurare
al “Maestro Massimo Litta” un futuro presepistico ancor più radioso e
colmo di soddisfazioni di quelle che meritatamente sta ricevendo ora.
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