"Bloody Sunday" di
Paul Greengrass
(Roberto Esposti)
"The trenches dug within
our hearts
And mothers, children, brothers,
sisters
Torn apart."
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"Le trincee scavano i
nostri cuori
E madri, figli, fratelli e
sorelle
Sono squarciati"
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Questi
sono alcuni versi di "Sunday, Bloody Sunday", famosa canzone
degli U2 (il disco era "War") molto più nota dell’episodio
storico che l’ha ispirata: la maledetta domenica di (London)Derry del 30
gennaio 1972. Siamo in Ulster, il movimento per i diritti civili organizza
una marcia pacifica nella città di Derry per protestare contro l’internamento
di centinaia di irlandesi cattolici nelle prigioni inglesi. La città già
dalla mattina è pesantemente presidiata da reparti dell’esercito
inglese, tra cui un battaglione di parà che ad un certo punto
interverranno sulla piazza col pretesto di effettuare degli arresti: il
risultato saranno tredici morti, molti dei quali ragazzi, tutti disarmati.
Questi morti peseranno tantissimo nella storia dell’Ulster: per loro un’intera
generazione entrerà nelle file dell’IRA e ne uscirà solo dopo tremila
cadaveri lasciati in una tragica guerra civile. Quanto ai colpevoli della
strage, essi non subiranno mai un processo, anzi saranno decorati tempo
dopo da Elisabetta II.
Tutta questa storia viene raccontata
(bene) da "Bloody Sunday" di Paul Greengrass (al suo attivo
"La teoria del volo") in uscita sugli schermi romani dopo la
vittoria ex-aequo dell’Orso d’oro al Festival di Berlino.
Nel
film ci si entra e ci si resta grazie allo sguardo di quattro personaggi:
Ivan Cooper (James Nesbitt, già visto in "Lucky Break" e
"Svegliati Ned"), protestante e parlamentare, leader del
movimento dei diritti civili; Gerry Donaghy, ragazzo cattolico con
precedenti penali legati alla protesta, ma ormai intenzionato ad
abbandonare la lotta per sposarsi con una ragazza protestante; il generale
di brigata Patrick Mac lellan, comandante delle truppe di intervento
inglesi a Derry, militare che possiede una coscienza;
un giovane parà radiofonista, coinvolto nell’operazione, che coprirà
con la sua omertà l’azione dei commilitoni.
Grazie ad un montaggio parallelo molto
preciso, giocato sui quattro protagonisti, il film segue la marcia che
avanza nelle strade di Derry, le vicende personali di Ivan e di Gerry, le
decisioni del comando militare. Con il procedere della storia la tensione
cresce, decisamente, costantemente, passando dalle scaramucce tra
dimostranti e soldati per arrivare all’esplosione dell’azione dei
parà, vista alternativamente con l’occhio dei quattro, resa
magistralmente da un’agitatissima cinepresa a spalla che segue l’azione,
trasmettendone tutta la drammatica concitazione. Il film rallenta solo per
mostrare alcune fredde esecuzioni dei cecchini inglesi e ritorna a
passeggiare quando arriva il momento dei bilanci in ospedale ed i momenti
del pianto e della rabbia.
Nei titoli di coda passano i nomi delle
persone uccise e i resoconti delle inutili inchieste, il tutto
sottolineato (obbligatoriamente) da Sunday, Bloody Sunday (in versione dal
vivo) di Bono e compagni che dà una grossa mano ad uscire dal cinema
commossi e perché no un po’ incazzati.
Per sapere in quali cinema danno il
film consultate www.primissima.it o www.romace.it |