Sommario anno XII numero 1 - gennaio 2003

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Come ogni mattina, però....
(Renato Vernini renverni@tin.it) - Liberamente tratto da un racconto di H.E. Francis
Come ogni mattina la sveglia di Michele suonò alle sette e quindici. Come ogni mattina Michele si alzò lentamente. Come ogni mattina accese la sua macchina da caffè espresso, comprata a rate nel grande magazzino di elettrodomestici. Bevve un bicchiere d’acqua, proprio come ogni mattina. Andò a fare pipì, accese la radio nel momento esatto in cui iniziava il giornale radio. Caricò la macchina del caffè espresso, spinse il solito bottone, attese come ogni mattina che le tazzine fossero piene a metà. Zuccherò con un cucchiaino scarso la sua e con uno pieno quella di Arianna, bevve il suo caffè caldo ed attese che si freddasse quello di Arianna. Portò il caffè alla moglie ancora addormentata e si vestì. Come ogni mattina Michele aprì la persiana della stanza da letto dopo essersi annodato la cravatta. Come ogni mattina cercò il giornale sui gradini dell’androne. Quella volta, però, non lo trovò.
Al suo posto c’erano, seduti, spalle al portone, un uomo ed una donna. Il quotidiano giaceva in parte sotto i loro deretani in parte era spiegazzato sopra le loro ginocchia. Michele uscì e pretese la pagina sportiva. Come ogni giorno Michele lavorò sodo e come ogni lunedì si fermò al bar dello sport per commentare le partite della domenica, per questo aveva voluto la pagina sportiva.
Al suo ritorno l’uomo e la donna erano seduti ancora sui gradini di casa. Michele ed Arianna cenarono come ogni sera. Non dissero una parola. Michele sapeva che lo attendeva un lavoro da uomo e uscì per provare a cacciare i due intrusi. I due non risposero alle sue rimostranze ed Arianna disse: “ Forse sentono freddo”. Come ogni sera andarono a dormire, come ogni lunedì fecero l’amore per venticinque minuti.
Michele si svegliò e, come la  mattina precedente, vide i due seduti sui gradini.
Passò, come sempre, tutta la settimana, ma l’uomo e la donna rimasero sulle scale. La domenica la squadra di Michele perse la partita ed il lunedì la pagina sportiva era tutta bagnata dalla pioggia. Michele perse la pazienza e chiamò la polizia. La polizia disse: “Non possiamo farci nulla, se non danno fastidio e se non sono entrati con la forza”. Michele si fece brutto, allora li portarono in questura per l’identificazione. Poco dopo Michele si affacciò e vide che i due erano tornati.
Quel lunedì niente bar dello sport, non aveva letto il giornale, quel lunedì Michele e Arianna non riuscirono a fare l’amore. Passarono tanti lunedì, la squadra di Michele perse di nuovo il campionato e l’uomo e la donna non si mossero dai gradini di casa.
Un giorno, in estate, Arianna disse: “Forse sentiranno caldo e andranno via”. Ma i due rimasero. Un giorno in inverno Arianna disse: “Forse con questo freddo andranno via”. Ma i due si erano fatti una coperta di giornali e non si mossero.
Un lunedì Michele era stato umiliato al bar dello sport perché non aveva letto la cronaca della partita ed aveva tirato ad indovinare, la sera non fece l’amore e la mattina disse: “Aspettiamo che muoiano”. Uscì da casa soprapensiero e fu travolto da un autobus, Arianna vide la scena e morì di crepacuore. Non avevano parenti ed amici. Quando i feretri uscirono dalla casa i due si alzarono e fecero il segno della croce. Il Sindaco requisì la casa e la mise all’asta. I cittadini protestarono ed il Sindaco fu costretto ad assegnare l’alloggio alla coppia degli scalini. Il sabato portò a termine la pratica, consegnò le chiavi alla coppia e la donna sorrise. La domenica si sentì buono ed andò anche in Chiesa.
Il lunedì, come tutti i lunedì, si affacciò dalla finestra della sua villetta e vide che il mondo era più bello. Pensò all’egoismo di Michele ed Arianna e si beò del suo gesto. Poi, come ogni mattina si voltò verso l’ingresso del suo giardino e vide un uomo ed una donna seduti sui gradini dell’androne.
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