Sommario anno XII numero 2 - febbraio 2003

 I NOSTRI PAESI - pagina 8
nemi
Il castello di Nemi
Un’antica stampa di Nemi(Simonetti-Cacciotti ) - Nemi, sorge su uno sperone di pietra lavica sulla riva nord orientale del lago omonimo, ad un’altezza di circa 520 metri. Ci appare subito il castello, alto sull’abitato, eretto dai conti di Tuscolo che con esso sancirono l’estendersi del loro dominio su questo versante dei colli albani. Si tratta in realtà di un palazzo baronale rifatto nei secoli successivi, pienamente medioevale. Imponente è la torre cilindrica che il Guidi proclama la più grande e bella del Lazio.

Dietro il palazzo baronale, si aggrappa la parte medioevale dell’abitato, arroccata sull’orlo del cratere che racchiude il lago, pressoché intatta nella sua struttura originaria, sulla via Nemorense che sale per poco più di 2 Km lungo la sponda boscosa del lago e della verde selva, cui Nemi  deve il suo nome, deriva infatti dal latino nemus cioé bosco. Qui sorgeva al tempo dei romani il tempio di Diana Nemorense. Poiché  il luogo viene indicato come oppidum, si deve ritenere che già in quell’epoca vi sia stata una costruzione fortificata, sulla quale fu innalzata quella medioevale dai conti di Tuscolo.
È citato, per la prima volta come castello, al tempo di Eugenio III (1145) . Verso la fine del XIII sec.  è proprietà dei Colonna, che tennero il feudo come castello per due secoli e mezzo, anche tra vendite temporanee, riacquisti e depredazioni
Nel 1297 Bonifacio VIII glielo tolse per darlo agli Orsini. Nel  sec. XIV fu degli Annibaldi, nel 1378 fu concesso agli Orsini, che nel 1408 lo vendettero ai Colonna.
Nel 1428 il monastero delle Tre Fontane, che era il vero signore del castello, lo rivendette ai Colonna ai quali rimase, salvo alcune interruzioni.
Nel 1433 fu confiscato da Eugenio IV, nel 1434 fu venduto ai Rodi di Genazzano, ai quali rimase per quasi 12 anni, nel 1475 fu acquistato dai signori di Estouteville, ai quali restò fino al 1483, dal 1501 al 1503 fu preso da Alessandro VI (Borgia),  nel 1541 fu confiscato da Paolo III, nel 1550 i Colonna lo vendettero con patto a redimere ai Cesarini. Ricomperato, fu venduto nel 1560 ai Piccolomini, che l’anno seguente lo vendettero ai Cenci. Da questi fu venduto nel 1572 ai Frangipane, che nel 1781 lo vendettero a Luigi Braschi, nipote di Pio VI che lo elevò a ducato. Il Braschi nel 1835 lo rivendette  a Giulio Cesare Rospigliosi, ma nel 1861 lo acquistò Filippo Orsini, finché, nel 1901, fu venduto ad Enrico Ruspoli, che apportò numerose modifiche al borgo. Peraltro, sulla facciata sono incastonati gli stemmi delle famiglie che l’hanno posseduto, insieme ad una lapide dove sono incisi alcuni versi di lord Byron, dedicati a Nemi.
Importanti i lavori di restauro, ampliamento e decorazioni pittoriche fatti eseguire dal principe Braschi  al Valadier; bella la sala del trono, detta delle armi e splendide le quattro sale decorate con smaglianti dipinti a tempera, dal pittore Liborio Coccetti(1739-1816), tra le quali è di grande effetto la sala da pranzo, dove è raffigurato un bivacco militare.
Il giardino quattrocentesco, opera di Vincenzo Moraldi, si affaccia sul lago con una balaustra. La torre cilindrica che lo domina risale ai sec. XII-XIII.
Alle estremità il castello aveva altre due torri, delle quali una è stata ricoperta d’intonaco, al tempo dei Braschi, e l’altra è stata demolita quando si costruì l’ingresso moderno.
Si conserva il castello medioevale con  aggiunte moderne.


grottaferrata
Fervore creativo al Liceo San Giuseppe
(La redazione) - Anche quest’anno, per gli alunni del Liceo Artistico Paritario “S. Giuseppe” si prevede un anno scolastico all’insegna della creatività e di “ben poco” riposo. Accanto alla consueta attività didattica che mira a formare i ragazzi non solo sul piano tecnico-pratico ma, in primo luogo, su quello umano e teorico, si pone infatti la realizzazione di numerose iniziative interne e la partecipazione del Liceo ad importanti eventi culturali promossi in ambito locale e nazionale.

Per quanto concerne l’adesione ad iniziative di valenza nazionale, va ricordata innanzitutto la partecipazione al Premio Artistico-Letterario “L’AVIS incontra Dante”, progetto al quale il Liceo “S. Giuseppe” ha aderito anche lo scorso anno classificandosi tra le scuole premiate.
Altro evento al quale l’Istituto rinnoverà la propria partecipazione, con opere che spaziano dalla pittura alla scultura, è la rassegna internazionale “Orchidee in centro” che, già da diversi anni, si tiene a Monteporzio Catone: l’intenzione della scuola di aderire nuovamente a tale manifestazione nasce dal fatto che negli anni passati le opere realizzate dagli studenti del “S. Giuseppe” hanno riscosso un notevole successo di critica, il che, per i ragazzi (e per chi si occupa della loro formazione) è estremamente gratificante!
Insieme ai docenti delle materie artistiche, gli allievi stanno, infine, preparando un progetto da presentare al Comitato locale che si occupa della celebrazione, per l’anno 2004, del Millenario della fondazione dell’Abbazia di San Nilo: anche in questo caso, le opere in cantiere sono numerose e prevedono l’adozione di varie tecniche.
Relativamente alle iniziative che il Liceo promuove per ampliare la formazione dei propri studenti e per rendere l’attività didattica ancora più stimolante, vanno ricordate le conferenze su vari aspetti dell’arte e dell’educazione all’immagine che già da qualche anno il prof. Pietro Pizzari (dell’Associazione Culturale “Il Ramo d’Oro”) tiene per gli alunni dell’Istituto. Infine, per dare visibilità e soddisfazione agli studenti più meritevoli, è stata promossa l’iniziativa “Il disegno del mese”: a gennaio è stato premiato il disegno dell’alunna Felici Federica della 2° classe che, come è possibile vedere nell’illustrazione in questo articolo, ha eseguito un pregevole volto femminile utilizzando matite colorate, tecnica nella quale eccelle!
Per ogni informazione sulle iniziative e sulle attività didattiche dell’Istituto, sito in via Anagnina n.° 195, si può contattare la segreteria al numero 06. 9410330.

monte compatri
Grazie, artigiani!
(Gabriella Antiga) - Gli alunni delle classi II e III della Scuola Media (Centro urbano) dell’Istituto Comprensivo di Monte Compatri stanno attuando due progetti “La strada dei mestieri” e “Alla scoperta dell’Arte del fare”, cofinanziati dall’XI Comunità Montana del Lazio per realizzare un collegamento tra Scuola e Artigianato. L’azione si propone di sensibilizzare gli studenti alle problematiche culturali connesse allo sviluppo locale e stimolarli ad una seria riflessione sul mondo del lavoro e alla logica di pianificazione delle imprese, specie se artigianali. I due progetti, che sono attuati contemporaneamente anche dalle Scuole Medie di Colonna e di Rocca di Papa, vengono coordinati dal 37° Distretto scolastico di Frascati e avranno la durata dell’anno scolastico in corso.

Gli alunni, divisi in piccoli gruppi e guidati dai docenti, si recano a visitare ed a intervistare gli artigiani del proprio paese, assistono a semplici fasi di lavorazione, documentano con relazioni e servizi fotografici il proprio impegno. Alla fine verrà prodotto un opuscolo che sarà presentato durante la Fiera dell’artigianato locale.
La scuola si propone con questa attività di creare un sempre più proficuo legame con l’esterno, far conoscere agli studenti un  ambiente di lavoro, individuare e far emergere interessi ed attitudini verso attività pratiche e creative che possano mantenere a far rivivere l’affascinante patrimonio dell’artigianato e delle tradizioni locali. Sono previsti anche incontri in classe con esperti del mondo del lavoro e brevi stages presso alcune botteghe. Si ringraziano vivamente tutti gli artigiani locali che ci hanno accolto e ci accoglieranno: tutti hanno mostrato la massima disponibilità, cortesia, professionalità; soprattutto hanno trasmesso ai giovanissimi studenti l’emozione di constatare che il lavoro può trasformarsi in vera passione.
 I NOSTRI PAESI - pagina 8

Sommario anno XII numero 2 - febbraio 2003