nemi
Il
castello di Nemi
(Simonetti-Cacciotti
) - Nemi, sorge su uno sperone di pietra lavica sulla riva
nord orientale del lago omonimo, ad un’altezza di circa 520 metri. Ci
appare subito il castello, alto sull’abitato, eretto dai conti di
Tuscolo che con esso sancirono l’estendersi del loro dominio su questo
versante dei colli albani. Si tratta in realtà di un palazzo baronale
rifatto nei secoli successivi, pienamente medioevale. Imponente è la
torre cilindrica che il Guidi proclama la più grande e bella del Lazio.
Dietro il palazzo baronale, si aggrappa la parte medioevale
dell’abitato, arroccata sull’orlo del cratere che racchiude il lago,
pressoché intatta nella sua struttura originaria, sulla via Nemorense che
sale per poco più di 2 Km lungo la sponda boscosa del lago e della verde
selva, cui Nemi deve il suo
nome, deriva infatti dal latino nemus cioé bosco. Qui sorgeva al
tempo dei romani il tempio di Diana Nemorense. Poiché
il luogo viene indicato come oppidum, si deve ritenere che
già in quell’epoca vi sia stata una costruzione fortificata, sulla
quale fu innalzata quella medioevale dai conti di Tuscolo.
È citato, per la prima volta come castello, al tempo di Eugenio III
(1145) . Verso la fine del XIII sec.
è proprietà dei Colonna, che tennero il feudo come castello per
due secoli e mezzo, anche tra vendite temporanee, riacquisti e
depredazioni
Nel 1297 Bonifacio VIII glielo tolse per darlo agli Orsini. Nel
sec. XIV fu degli Annibaldi, nel 1378 fu concesso agli Orsini, che
nel 1408 lo vendettero ai Colonna.
Nel 1428 il monastero delle Tre Fontane, che era il vero signore del
castello, lo rivendette ai Colonna ai quali rimase, salvo alcune
interruzioni.
Nel 1433 fu confiscato da Eugenio IV, nel 1434 fu venduto ai Rodi di
Genazzano, ai quali rimase per quasi 12 anni, nel 1475 fu acquistato dai
signori di Estouteville, ai quali restò fino al 1483, dal 1501 al 1503 fu
preso da Alessandro VI (Borgia), nel
1541 fu confiscato da Paolo III, nel 1550 i Colonna lo vendettero con
patto a redimere ai Cesarini. Ricomperato, fu venduto nel 1560 ai
Piccolomini, che l’anno seguente lo vendettero ai Cenci. Da questi fu
venduto nel 1572 ai Frangipane, che nel 1781 lo vendettero a Luigi Braschi,
nipote di Pio VI che lo elevò a ducato. Il Braschi nel 1835 lo rivendette
a Giulio Cesare Rospigliosi, ma nel 1861 lo acquistò Filippo
Orsini, finché, nel 1901, fu venduto ad Enrico Ruspoli, che apportò
numerose modifiche al borgo. Peraltro, sulla facciata sono incastonati gli
stemmi delle famiglie che l’hanno posseduto, insieme ad una lapide dove
sono incisi alcuni versi di lord Byron, dedicati a Nemi.
Importanti i lavori di restauro, ampliamento e decorazioni pittoriche
fatti eseguire dal principe Braschi al
Valadier; bella la sala del trono, detta delle armi e splendide le quattro
sale decorate con smaglianti dipinti a tempera, dal pittore Liborio
Coccetti(1739-1816), tra le quali è di grande effetto la sala da pranzo,
dove è raffigurato un bivacco militare.
Il giardino quattrocentesco, opera di Vincenzo Moraldi, si affaccia sul
lago con una balaustra. La torre cilindrica che lo domina risale ai sec.
XII-XIII.
Alle estremità il castello aveva altre due torri, delle quali una è
stata ricoperta d’intonaco, al tempo dei Braschi, e l’altra è stata
demolita quando si costruì l’ingresso moderno.
Si conserva il castello medioevale con
aggiunte moderne.
grottaferrata
Fervore
creativo al Liceo San Giuseppe
(La
redazione) - Anche quest’anno, per gli alunni del Liceo
Artistico Paritario “S. Giuseppe” si prevede un anno scolastico
all’insegna della creatività e di “ben poco” riposo. Accanto alla
consueta attività didattica che mira a formare i ragazzi non solo sul
piano tecnico-pratico ma, in primo luogo, su quello umano e teorico, si
pone infatti la realizzazione di numerose iniziative interne e la
partecipazione del Liceo ad importanti eventi culturali promossi in ambito
locale e nazionale.
Per quanto concerne l’adesione ad iniziative di valenza nazionale, va
ricordata innanzitutto la partecipazione al Premio Artistico-Letterario
“L’AVIS incontra Dante”, progetto al quale il Liceo “S.
Giuseppe” ha aderito anche lo scorso anno classificandosi tra le scuole
premiate.
Altro evento al quale l’Istituto rinnoverà la propria partecipazione,
con opere che spaziano dalla pittura alla scultura, è la rassegna
internazionale “Orchidee in centro” che, già da diversi anni, si
tiene a Monteporzio Catone: l’intenzione della scuola di aderire
nuovamente a tale manifestazione nasce dal fatto che negli anni passati le
opere realizzate dagli studenti del “S. Giuseppe” hanno riscosso un
notevole successo di critica, il che, per i ragazzi (e per chi si occupa
della loro formazione) è estremamente gratificante!
Insieme ai docenti delle materie artistiche, gli allievi stanno, infine,
preparando un progetto da presentare al Comitato locale che si occupa
della celebrazione, per l’anno 2004, del Millenario della fondazione
dell’Abbazia di San Nilo: anche in questo caso, le opere in cantiere
sono numerose e prevedono l’adozione di varie tecniche.
Relativamente alle iniziative che il Liceo promuove per ampliare la
formazione dei propri studenti e per rendere l’attività didattica
ancora più stimolante, vanno ricordate le conferenze su vari aspetti
dell’arte e dell’educazione all’immagine che già da qualche anno il
prof. Pietro Pizzari (dell’Associazione Culturale “Il Ramo d’Oro”)
tiene per gli alunni dell’Istituto. Infine, per dare visibilità e
soddisfazione agli studenti più meritevoli, è stata promossa
l’iniziativa “Il disegno del mese”: a gennaio è stato premiato il
disegno dell’alunna Felici Federica della 2° classe che, come è
possibile vedere nell’illustrazione in questo articolo, ha eseguito un
pregevole volto femminile utilizzando matite colorate, tecnica nella quale
eccelle!
Per ogni informazione sulle iniziative e sulle attività didattiche
dell’Istituto, sito in via Anagnina n.° 195, si può contattare la
segreteria al numero 06. 9410330.
monte
compatri
Grazie,
artigiani!
(Gabriella Antiga) - Gli alunni delle classi II e III della
Scuola Media (Centro urbano) dell’Istituto Comprensivo di Monte Compatri
stanno attuando due progetti “La strada dei mestieri” e “Alla
scoperta dell’Arte del fare”, cofinanziati dall’XI Comunità Montana
del Lazio per realizzare un collegamento tra Scuola e Artigianato.
L’azione si propone di sensibilizzare gli studenti alle problematiche
culturali connesse allo sviluppo locale e stimolarli ad una seria
riflessione sul mondo del lavoro e alla logica di pianificazione delle
imprese, specie se artigianali. I due progetti, che sono attuati
contemporaneamente anche dalle Scuole Medie di Colonna e di Rocca di Papa,
vengono coordinati dal 37° Distretto scolastico di Frascati e avranno la
durata dell’anno scolastico in corso.
Gli alunni, divisi in piccoli gruppi e guidati dai docenti, si recano a
visitare ed a intervistare gli artigiani del proprio paese, assistono a
semplici fasi di lavorazione, documentano con relazioni e servizi
fotografici il proprio impegno. Alla fine verrà prodotto un opuscolo che
sarà presentato durante la Fiera dell’artigianato locale.
La scuola si propone con questa attività di creare un sempre più
proficuo legame con l’esterno, far conoscere agli studenti un
ambiente di lavoro, individuare e far emergere interessi ed
attitudini verso attività pratiche e creative che possano mantenere a far
rivivere l’affascinante patrimonio dell’artigianato e delle tradizioni
locali. Sono previsti anche incontri in classe con esperti del mondo del
lavoro e brevi stages presso alcune botteghe. Si ringraziano
vivamente tutti gli artigiani locali che ci hanno accolto e ci
accoglieranno: tutti hanno mostrato la massima disponibilità, cortesia,
professionalità; soprattutto hanno trasmesso ai giovanissimi studenti
l’emozione di constatare che il lavoro può trasformarsi in vera
passione. |