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monte porzio catone
Invito a Camaldoli
(Roberto Esposti
flann.obrien@email.it) - Un’occasione davvero unica si
presenterà agli amanti dell’arte
che
visiteranno il centro storico di Monte Porzio Catone nei giorni compresi
tra il 31 Ottobre ed il 16 Novembre: per la prima volta infatti il
patrimonio artistico custodito nel Sacro Eremo Tuscolano dei Padri
Camaldolesi varcherà le mura dell’Eremo per far degna mostra di sé presso
il Museo della Città (sezione artistica) e presso la Biblioteca di Palazzo
Borghese (sezione storica). L’unicità è dovuta alla rigida Regola di
clausura praticata nell’Eremo che ad esempio vieta l’ingresso alle donne
nel perimetro e che ha consentito di proteggere, ma al tempo stesso di
celare, dipinti di valore collezionati nei secoli compresi tra il XVII e
il XIX, di cui 28 saranno presenti nella rassegna comprese opere di
assoluto pregio come Il riposo durante la fuga in Egitto (1606) del
veneziano Carlo Saraceni ed Il sogno di San Romualdo (1620 ca) attribuito
al senese Antiveduto Grammatica, maestro di Caravaggio.
La collezione, iniziata poco dopo la fondazione dell’Eremo, avvenuta nel
1607, è frutto di continue donazioni ed acquisizioni operate nei secoli
dai Padri, spesso sotto la sapiente guida di grandi personalità come fu
quella di Fra’ Venanzio, ed è riuscita nonostante le avversità succedutesi
nella storia a conservarsi in questo meraviglioso luogo di contemplazione
sorto sull’antica Villa dei Furii per volontà di Papa Paolo V Borghese.
L’esposizione ben si sposa con un ideale itinerario secentesco che
attraversa il Centro Storico di Monte Porzio da Palazzo Borghese (Via
Garibaldi 1) al Museo della Città presso il Duomo (Piazza del Duomo 5) e
che deve ricomprendere il Museo Diffuso del Vino (Via Vittorio Emanuele II)
ed il Duomo di San Gregorio Magno. Orari 9.00-20.00.
Informazioni sull’Eremo di Camaldoli sono apparse su queste pagine:
·ITINERARI CULTURALI Il Sacro Eremo Tuscolano di Monte Porzio di Alberto
Crielesi su CONTROLUCE di Luglio/Agosto 1998 reperibile in
http://www.controluce.it/giornali/a07n07-08/pag17.htm
·L’Eremo di Camaldoli in agro Tuscolano di Franco Nicastro su CONTROLUCE
di Novembre 1999 reperibile in
http://www.controluce.it/giornali/a08n11/arti.htm
palestrina
G. Pierluigi Da Palestrina - Il principe della musica
(Tania Simonetti-Marco Cacciotti) - A Palestrina nasceva,
nel 1525, Giovanni Pierluigi conosciuto in tutto il
mondo
come “il Palestrina” definito da Giuseppe Verdi “il vero principe della
musica sacra e il Padre Eterno della musica italiana”. Ancora ragazzo
Giovanni Pierluigi (Giannetto) fu accolto fra gli allievi cantori della
Cappella di Santa Maria Maggiore in Roma dove compì la sua educazione
musicale. Terminati gli studi, tornò a Palestrina come organista e maestro
della cattedrale di S.Agabito (ove pochi anni dopo, nel 1547, prende in
moglie la giovane prenestina Lucrezia Gori), chiamatovi dal cardinale
Giovanni del Monte che, divenuto in seguito papa Giulio III (1550 – 1555),
lo chiamò a Roma quale maestro della Cappella Giulia.
Nel 1554 fece stampare il primo libro di messe dedicandole al suo
protettore Giulio III, che in seguito lo nominò cantore della Cappella
Sistina. Con la salita al soglio pontificio di Paolo IV (1555 – 1559)
Giovanni P., licenziato dalla Sistina perché ammogliato, si dedicò alla
composizione. Giovanni P. troverà successivamente altri posti di “magister
cappellae” dapprima in S. Giovanni in Laterano poi in S. Maria Maggiore,
quindi presso il nuovo Seminario Romano.
Nel 1565 è richiamato come collaboratore esterno (“compositore”) alla
Cappella Pontificia.
Vediamo in seguito Giovanni porsi temporaneamente al servizio del
cardinale Ippolito II d’Este e del duca di Mantova Guglielmo Gonzaga. Sarà
anche richiesto dalla corte imperiale di Vienna, ma senza alcun esito
positivo, per le sue troppo alte esigenze di remunerazione.
Un lungo periodo della sua vita è dominato da numerosi gravi problemi
personali e familiari. Dal 1572 al 1580 gli verranno, infatti, a mancare
in tragica sequenza, due figli, quasi tutti i nipoti e la moglie Lucrezia.
Giovanni P. individua in tali eventi un segno del destino o dell’Eterno,
che lo chiama in un diverso tipo di vita e questo potrebbe spiegare la sua
improvvisa decisione (1580), di prendere i voti religiosi. Ma, con ancor
più singolare e repentino mutamento di intenti, lo vediamo poco dopo
unirsi in seconde nozze con l’agiata pellicciaia Virginia Dormili: questo
matrimonio risolverà in modo definitivo i continui problemi economici
sinora largamente presenti in quasi tutta l’esistenza del “Palestrina”.
Nel suo repertorio figurano 975 composizioni fra messe, litanie e
madrigali. Tra esse spicca la famosa “Missa Papae Marcelli”.
Al suo ascolto il pontefice Pio IV (1559-1565) dichiarava estasiato, “Un
altro Giovanni ci fa presentire sulla terrestre Gerusalemme quel canto che
l’apostolo Giovanni, rapito in estasi, sentì nella celeste”. “Il principe
della musica” morì il 2 febbraio 1594 e fu sepolto a San Pietro.
Il suo funerale, cui partecipa una turba commossa di amici, discepoli,
ecclesiastici, musicisti, cantori, ammiratori, è quello che si poteva
attendere per un grande Maestro.
La città ha dedicato al suo illustre cittadino un monumento in piazza
Regina Margherita dello scultore Carlo Zocchi.
A Palestrina, la tradizione musicale di Giovanni P. è oggi tenuta viva e
presente dal Coro polifonico “Città del Palestrina”, e dalla fondazione
“Giovanni Pierluigi”.
Bibliografia: (Bonechi – Circ. Cult. Simeoni).
nemi
Non solo fragole - concorso fra cuochi
(Bruna Macioci) - Forse Giove Pluvio si è ricordato che era un
venerdì 17, e ha fatto di tutto per cercare di guastare la festa del
palato che l’Assessore al Turismo Carla Colazza aveva predisposto con la
gara fra cuochi all’interno della tre giorni “Non Solo Fragole”,
organizzata col contributo della Regione Lazio. Ma la temperatura
improvvisamente calata e il forte vento nulla hanno tolto al gusto dei
piatti portati dai ristoratori di Nemi, che gareggiavano per la miglior
ricetta originale con prodotti tipici del territorio dei Castelli.
“Il castagnone” ha presentato un risotto ai porcini e crema di fragole
abbinato al Merlot delle Cantine Silvestri; “Baffone” ha preparato dei
pennoni ‘al re dei funghi’ abbinati ad un ‘Terra dei volsci’ del CO.PRO.VI;
“la Panoramica” i tortiglioni ‘alla Diana’, con un Baccarossa dell’azienda
cantine Poggio la Volpe; “la Rosa” ha portato un piatto chiamato ‘il gambo
della rosa’ abbinato al Rosso dell’azienda Casale Marchese; “Monte
Artemisio” degli strozzapreti ‘alla Dea Artemide’ con il Frascati della
cantina Gotto d’Oro; “Antichi sapori” ha presentato i ‘tagliolini del
contadino’ abbinati allo Shiraz della cantina Casale del Giglio. La giuria
composta dal Sindaco di Nemi Alessandro Biaggi, dal Vicesindaco di Lanuvio
Garofalo, dall’Assessore alla cultura di Lanuvio Dianora Grassi, dal
Vicesindaco di Genzano Flavio Gabbarrini, dal Vicesindaco di Ariccia Carlo
Fortini, e la giuria popolare in cui erano presenti i presidenti del
Centro Anziani, della Pro Loco, dell’Associazione ForTur, e perfino
cittadini francesi e tedeschi accanto a cittadini Nemesi, ha così
deliberato: Primo classificato “Antichi sapori”, secondo “da Baffone”,
terzo “il Castagnone”. Impeccabile l’organizzazione a cura
dell’Associazione italiana Sommelier, e sempre più bravi i nostri
ristoratori, che da oggi metteranno nei menu le ricette create per questa
occasione.
monte porzio catone
Le iniziative
culturali d’autunno
(Giulia Pisciarelli) - La mostra di fotografie sulla storia,
l’arte, i costumi della Repubblica Ceca vuole evidenziare il cammino che
la Repubblica ha compiuto, in modo particolare nella sua storia più
recente che vede anche la sua adesione all’Unione Europea. Questa mostra
offre l’occasione di scoprire aspetti poco conosciuti di una repubblica
nata di recente e destinati a divenire patrimonio della comune casa
europea oltre a rafforzare i rapporti culturali con il nostro paese. La
mostra, gentilmente offerta dall’Ambasciata della Repubblica Ceca, sarà
inaugurata il 22 novembre 2003 nei locali della Biblioteca Comunale di
Monte Porzio Catone alla presenza dell’Ambasciatore Straordinario e
Plenipotenziario S.E. Libor Secka.
Le mostre “Albania ed Albanesi” e “Kossovo: l’inferno di Kukes” a cura del
giornalista Sergio Ferraris vogliono rappresentare due momenti di
riflessione sulla storia recente della storia dell’Europa dell’Est. Nella
prima, attraverso una serie di immagini scattate durante il primo sbarco a
Brindisi degli albanesi a Brindisi ed in Albania nei giorni immediatamente
seguenti alla caduta del regime di Enver Hoxa, si analizza la situazione
che si è verificata nel paese delle Aquile dopo l’isolamento forzato dal
resto d’Europa per oltre trenta anni. La seconda mostra testimonia il
dramma delle popolazioni che hanno subito l’esodo forzato durante il
conflitto del 1999. Attraverso una serie di ritratti e di interviste
effettuate a “caldo” nella zona di Kukes, la mostra offre le testimonianze
di ciò che hanno subito i civili nei giorni della guerra. Le mostre sono
organizzate dal Centro Sperimentale di Fotografia di Roma. La mostra,sarà
inaugurata, nei locali della Biblioteca Comunale di Monte Porzio Catone -
Sala Bibilioteca, il 18 novembre 2003 alle 17.30, alla presenza
dell’autore e di Piero Giusberti - vice sindaco di Monte Porzio Catone e
Renato Santia - assessore alla cultura di Monte Porzio Catone. |