Sommario anno XII numero 11 - novembre 2003

 I NOSTRI PAESI - pagina 8

monte porzio catone
Invito a Camaldoli
(Roberto Esposti flann.obrien@email.it)  - Un’occasione davvero unica si presenterà agli amanti dell’arte che visiteranno il centro storico di Monte Porzio Catone nei giorni compresi tra il 31 Ottobre ed il 16 Novembre: per la prima volta infatti il patrimonio artistico custodito nel Sacro Eremo Tuscolano dei Padri Camaldolesi varcherà le mura dell’Eremo per far degna mostra di sé presso il Museo della Città (sezione artistica) e presso la Biblioteca di Palazzo Borghese (sezione storica). L’unicità è dovuta alla rigida Regola di clausura praticata nell’Eremo che ad esempio vieta l’ingresso alle donne nel perimetro e che ha consentito di proteggere, ma al tempo stesso di celare, dipinti di valore collezionati nei secoli compresi tra il XVII e il XIX, di cui 28 saranno presenti nella rassegna comprese opere di assoluto pregio come Il riposo durante la fuga in Egitto (1606) del veneziano Carlo Saraceni ed Il sogno di San Romualdo (1620 ca) attribuito al senese Antiveduto Grammatica, maestro di Caravaggio.
La collezione, iniziata poco dopo la fondazione dell’Eremo, avvenuta nel 1607, è frutto di continue donazioni ed acquisizioni operate nei secoli dai Padri, spesso sotto la sapiente guida di grandi personalità come fu quella di Fra’ Venanzio, ed è riuscita nonostante le avversità succedutesi nella storia a conservarsi in questo meraviglioso luogo di contemplazione sorto sull’antica Villa dei Furii per volontà di Papa Paolo V Borghese.
L’esposizione ben si sposa con un ideale itinerario secentesco che attraversa il Centro Storico di Monte Porzio da Palazzo Borghese (Via Garibaldi 1) al Museo della Città presso il Duomo (Piazza del Duomo 5) e che deve ricomprendere il Museo Diffuso del Vino (Via Vittorio Emanuele II) ed il Duomo di San Gregorio Magno. Orari 9.00-20.00.
Informazioni sull’Eremo di Camaldoli sono apparse su queste pagine:
·ITINERARI CULTURALI  Il Sacro Eremo Tuscolano di Monte Porzio di Alberto Crielesi su CONTROLUCE di Luglio/Agosto 1998 reperibile in
            http://www.controluce.it/giornali/a07n07-08/pag17.htm
·L’Eremo di Camaldoli in agro Tuscolano di Franco Nicastro su CONTROLUCE di Novembre 1999 reperibile in
            http://www.controluce.it/giornali/a08n11/arti.htm

palestrina
G. Pierluigi Da Palestrina - Il principe della musica
(Tania Simonetti-Marco Cacciotti) - A Palestrina nasceva, nel 1525, Giovanni Pierluigi conosciuto in tutto il mondo come “il Palestrina” definito da Giuseppe Verdi “il vero principe della musica sacra e il Padre Eterno della musica italiana”. Ancora ragazzo Giovanni Pierluigi (Giannetto) fu accolto fra gli allievi cantori della Cappella di Santa Maria Maggiore in Roma dove compì la sua educazione musicale. Terminati gli studi, tornò a Palestrina come organista e maestro della cattedrale di S.Agabito (ove pochi anni dopo, nel 1547, prende in moglie la giovane prenestina Lucrezia Gori), chiamatovi dal cardinale Giovanni del Monte che, divenuto in seguito papa Giulio III (1550 – 1555), lo chiamò a Roma quale maestro della Cappella Giulia.
Nel 1554 fece stampare il primo libro di messe dedicandole al suo protettore Giulio III, che in seguito lo nominò cantore della Cappella Sistina. Con la salita al soglio pontificio di Paolo IV (1555 – 1559) Giovanni P., licenziato dalla Sistina perché ammogliato, si dedicò alla composizione. Giovanni P. troverà successivamente altri posti di “magister cappellae” dapprima in S. Giovanni in Laterano poi in S. Maria Maggiore, quindi presso il nuovo Seminario Romano.
Nel 1565 è richiamato come collaboratore esterno (“compositore”) alla Cappella Pontificia.
Vediamo in seguito Giovanni porsi temporaneamente al servizio del cardinale Ippolito II d’Este e del duca di Mantova Guglielmo Gonzaga. Sarà anche richiesto dalla corte imperiale di Vienna, ma senza alcun esito positivo, per le sue troppo alte esigenze di remunerazione.
Un lungo periodo della sua vita è dominato da numerosi gravi problemi personali e familiari. Dal 1572 al 1580 gli verranno, infatti, a mancare in tragica sequenza, due figli, quasi tutti i nipoti e la moglie Lucrezia. Giovanni P. individua in tali eventi un segno del destino o dell’Eterno, che lo chiama in un diverso tipo di vita e questo potrebbe spiegare la sua improvvisa decisione (1580), di prendere i voti religiosi. Ma, con ancor più singolare e repentino mutamento di intenti, lo vediamo poco dopo unirsi in seconde nozze con l’agiata pellicciaia Virginia Dormili: questo matrimonio risolverà in modo definitivo i continui problemi economici sinora largamente presenti in quasi tutta l’esistenza del “Palestrina”. Nel suo repertorio figurano 975 composizioni fra messe, litanie e madrigali. Tra esse spicca la famosa “Missa Papae Marcelli”.
Al suo ascolto il pontefice Pio IV (1559-1565) dichiarava estasiato, “Un altro Giovanni ci fa presentire sulla terrestre Gerusalemme quel canto che l’apostolo Giovanni, rapito in estasi, sentì nella celeste”. “Il principe della musica” morì il 2 febbraio 1594 e fu sepolto a San Pietro.
Il suo funerale, cui partecipa una turba commossa di amici, discepoli, ecclesiastici, musicisti, cantori, ammiratori, è quello che si poteva attendere per un grande Maestro.
La città ha dedicato al suo illustre cittadino un monumento in piazza Regina Margherita dello scultore Carlo Zocchi.
A Palestrina, la tradizione musicale di Giovanni P. è oggi tenuta viva e presente dal Coro polifonico “Città del Palestrina”, e dalla fondazione “Giovanni Pierluigi”.
Bibliografia: (Bonechi – Circ. Cult. Simeoni).

nemi
Non solo fragole - concorso fra cuochi
(Bruna Macioci) - Forse Giove Pluvio si è ricordato che era un venerdì 17, e ha fatto di tutto per cercare di guastare la festa del palato che l’Assessore al Turismo Carla Colazza aveva predisposto con la gara fra cuochi all’interno della tre giorni “Non Solo Fragole”, organizzata col contributo della Regione Lazio. Ma la temperatura improvvisamente calata e il forte vento nulla hanno tolto al gusto dei piatti portati dai ristoratori di Nemi, che gareggiavano per la miglior ricetta originale con prodotti tipici del territorio dei Castelli.
“Il castagnone” ha presentato un risotto ai porcini e crema di fragole abbinato al Merlot delle Cantine Silvestri; “Baffone” ha preparato dei pennoni ‘al re dei funghi’ abbinati ad un ‘Terra dei volsci’ del CO.PRO.VI; “la Panoramica” i tortiglioni ‘alla Diana’, con un Baccarossa dell’azienda cantine Poggio la Volpe; “la Rosa” ha portato un piatto chiamato ‘il gambo della rosa’ abbinato al Rosso dell’azienda Casale Marchese; “Monte Artemisio” degli strozzapreti ‘alla Dea Artemide’ con il Frascati della cantina Gotto d’Oro; “Antichi sapori” ha presentato i ‘tagliolini del contadino’ abbinati allo Shiraz della cantina Casale del Giglio. La giuria composta dal Sindaco di Nemi Alessandro Biaggi, dal Vicesindaco di Lanuvio Garofalo, dall’Assessore alla cultura di Lanuvio Dianora Grassi, dal Vicesindaco di Genzano Flavio Gabbarrini, dal Vicesindaco di Ariccia Carlo Fortini, e la giuria popolare in cui erano presenti i presidenti del Centro Anziani, della Pro Loco, dell’Associazione ForTur, e perfino cittadini francesi e tedeschi accanto a cittadini Nemesi, ha così deliberato: Primo classificato “Antichi sapori”, secondo “da Baffone”, terzo “il Castagnone”. Impeccabile l’organizzazione a cura dell’Associazione italiana Sommelier, e sempre più bravi i nostri ristoratori, che da oggi metteranno nei menu le ricette create per questa occasione.

monte porzio catone
Le iniziative culturali d’autunno
(Giulia Pisciarelli) - La mostra di fotografie sulla storia, l’arte, i costumi della Repubblica Ceca vuole evidenziare il cammino che la Repubblica ha compiuto, in modo particolare nella sua storia più recente che vede anche la sua adesione all’Unione Europea. Questa mostra  offre l’occasione di scoprire aspetti poco conosciuti di una repubblica nata di recente e destinati a divenire patrimonio della comune casa europea oltre a rafforzare i rapporti culturali con il nostro paese. La mostra, gentilmente offerta dall’Ambasciata della Repubblica Ceca, sarà inaugurata il 22 novembre 2003 nei locali della Biblioteca Comunale di Monte Porzio Catone alla presenza dell’Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario S.E. Libor Secka. 
Le mostre “Albania ed Albanesi” e “Kossovo: l’inferno di Kukes” a cura del giornalista Sergio Ferraris vogliono rappresentare due momenti di riflessione sulla storia recente della storia dell’Europa dell’Est. Nella prima, attraverso una serie di immagini scattate durante il primo sbarco a Brindisi degli albanesi a Brindisi ed in Albania nei giorni immediatamente seguenti alla caduta del regime di Enver Hoxa, si analizza la situazione che si è verificata nel paese delle Aquile dopo l’isolamento forzato dal resto d’Europa per oltre trenta anni. La seconda mostra testimonia il dramma delle popolazioni che hanno subito l’esodo forzato durante il conflitto del 1999. Attraverso una serie di ritratti e di interviste effettuate a “caldo” nella zona di Kukes, la mostra offre le testimonianze di ciò che hanno subito i civili nei giorni della guerra. Le mostre sono organizzate dal Centro Sperimentale di Fotografia di Roma. La mostra,sarà inaugurata, nei locali della Biblioteca Comunale di Monte Porzio Catone - Sala Bibilioteca, il 18 novembre 2003 alle 17.30, alla presenza dell’autore e di Piero Giusberti - vice sindaco di Monte Porzio Catone e Renato Santia - assessore alla cultura di Monte Porzio Catone.

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