Sommario anno XIII numero 1 - gennaio 2004

 COSTUME E ATTUALITÀ

Ci son dei luoghi…
(Roberto Esposti flann.obrien@email.it) - Ci son dei luoghi che vedi in un film che a volta ti restano dentro perché grande è la suggestione che evocano nella fantasia, spesso indipendentemente dalla resa estetica del film e dal ruolo che rivestono in esso. Uno di questi luoghi è (era) la città di Bam, nota come la Fortezza Bastiani de “Il deserto dei Tartari”. Folgorante fu l’idea di Valerio Zurlini che nel 1976 reinventò la misteriosa fortezza di Buzzati in una location perfetta, che solo 3 anni dopo sarebbe divenuta inaccessibile causa la rivoluzione di Khomeini, rivelando al mondo questo meraviglioso labirinto concentrico, che tra alte mura e torri di argilla conduce in spirali ad Arg, la cittadella da cui si domina l’ampio deserto. I Safavidi l’avevano voluta proprio lì, in uno dei luoghi più desolati della Persia, costruendola con l’unico materiale che 500 anni fa vi si poteva trovare: l’argilla del deserto Dasht-e Kavir, materiale che offrendo le stesse tinte della landa dava al viaggiatore l’impressione che entrando in Arg fosse in qualche maniera ancora nel deserto, che il senso di morte che pervade sempre l’animo del carovaniere impregnasse anche i fragili muri della città. L’inquietudine non presentava soluzione di continuità dentro Bam: Zurlini lo aveva compreso e reso. Oggi, 26 Dicembre 2003, Bam (a quanto risulta dalle poche notizie che giungono) non esiste più: le sue 28 torri e la sua doppia cinta di mura sono rovinate al suolo a causa di un terremoto che ha ucciso decine di migliaia di persone; quella che veniva chiamata “La città morta” torna a ricaricare di forza questa dizione. A noi restano il lutto ed il rammarico di aver perduto uno dei siti archeologici più belli del mondo.

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Sommario anno XIII numero 1 - gennaio 2004