Al centro di Monte Compatri, incastonata tra gli antichi edifici, vialetti, archetti e scalette, svetta la chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta in Cielo: il Duomo.
Le origini del Duomo non sono perfettamente documentate, quello che si sa è che fu costruito su una chiesetta preesistente dedicata a Santa Brigida, che, a sua volta, era stata edificata su un oratorio presumibilmente eretto contemporaneamente al primo nucleo abitativo e quindi antecedente al 1090.
Santa Brigida (1303 circa … 1373), nacque a Uppland in Svezia e fu madre di Santa Caterina di Svezia. Nel 1349 venne a Roma e fondò un ospizio per pellegrini e studenti svedesi; qui morì e fu canonizzata nel 1391. Il perché e quando Monte Compatri abbia dedicato a questa Santa la sua chiesa è sconosciuto; come è poco conosciuta la storia della chiesa antecedentemente all’arrivo in paese, nel 1613, del cardinale Scipione Borghese. Inizierò a raccontare di questa chiesa, dunque, a partire da quell’anno.
Quando il Cardinale acquistò il feudo di Monte Compatri da Giovanni Angelo Altemps, trovò la chiesa esistente alloggiata in un locale provvisorio e il progetto per un nuovo edificio che però non soddisfaceva le sue aspettative; quindi ordinò che fosse elaborato un nuovo progetto e la realizzazione della nuova chiesa, molto probabilmente per opera dell’architetto romano Girolamo Rainaldi (1570…1655), fu terminata nel 1629. Aveva due ingressi, quelli attuali, anche se il secondario era più modesto rispetto a quello odierno. All’interno si trovavano tre altari a destra e tre a sinistra. Adiacente al Duomo era la torre di avvistamento, edificata dagli Annibaldi, presumibilmente nel XIV secolo a protezione della rocca, sulla quale, secondo Giuseppe Ciaffei, il Cardinale, nel 1628, “fece installare le campane”. Nel prosieguo del suo libro, riporta, inoltre, che la torre fu modificata nel 1825, con l’aggiunta di una campana di bronzo di 200 libre alle tre esistenti; con l’occasione vi fu posto anche un orologio. La chiesa, comunque, fu benedetta dal vescovo di Camerino, Giovanni Altieri, il 5 maggio 1633; ma si dovrà aspettare il 1773 per la consacrazione, per opera del cardinale Duca di York vescovo di Tuscolo.
Arrivati alla metà del 1800, la chiesa mostrava già chiari segni di degrado. Nel 1845 l’architetto Bracci eseguì un progetto di ristrutturazione che risultò però troppo oneroso e non fu realizzato. Qualche decennio più tardi, il sindaco Felice Villa, nell’ultimo anno del suo incarico (1876-1879), rispolverò il vecchio progetto, vi fece apportare alcune modifiche dall’architetto Ceramici e, dopo aver reperito i fondi necessari, diede inizio ai lavori.
L’ampliamento interessò la parte dove oggi è situato l’altare maggiore, luogo in cui, fino al 1869, era situato il vecchio cimitero, spostato poi nella zona detta del Romito, nella parte bassa del paese.
La realizzazione della ristrutturazione prevedeva una spesa di 87.029,15 lire. Il Comune contribuì con 40 mila lire, il principe Borghese con 10.000, una tombolata, ripetuta per 10 anni, portò 15.000 lire, altre 6.865 furono ricavate dal taglio di alcuni boschi e, infine, papa Pio IX donò 3.337 lire, per un totale di 75.202 lire, che permisero l’inizio dei lavori, come già detto, nel 1879. Ma già nel 1880, i fondi terminarono e i lavori furono sospesi. Felice Villa si prodigò ancora e reperì altre 20.000 lire che permisero di riprenderli e realizzare la copertura del soffitto e la posa di una guaina di piombo sulla cupola. Il cittadino Luigi Nardella, inoltre, con un contributo personale, permise la realizzazione dell’Abside e dell’altare maggiore e, nel 1884, anche se non ultimata, la chiesa fu riaperta ai fedeli. Ma appena 15 anni dopo, nel 1899, una forte scossa di terremoto provocò gravi lesioni sulle strutture e l’edificio fu nuovamente chiuso. Si dovrà aspettare altri due anni, il 9 giugno 1901, per aprirlo di nuovo al culto dei monticiani, con la consacrazione del cardinale Severino Vannutelli. Incluso nei lavori ci fu anche la posa di un nuovo pavimento in peperino.
“Nel 1928 si affrontò il restauro della Torre campanaria e la sistemazione delle campane. Nel 1933 si concludevano i lavori con il rifacimento della Cantoria, la sostituzione dei vetri alle finestre, la decorazione delle cappelle laterali.
Nel 1935, il cardinale Michele Lega innalzò parte dei Saloni Parrocchiali, e la benefattrice Amalia Lanzi Carli, aceva terminare il progetto con le due sale presso la porta laterale della Chiesa”.
Ma le peripezie della chiesa non conoscono tregua: nel giugno del 1999, infatti, fu chiusa perché necessitava, ancora una volta, di lavori di consolidamento. Ad agosto 2002, però, i suddetti lavori non sono ancora incominciati. Sembra che una parte della somma necessaria, la quota statale, sia in possesso della Diocesi di Frascati, mentre manca quella della Diocesi stessa. Ogni anno, all’approssimarsi del periodo delle Comunioni, e con l’imposizione alle famiglie dei bambini che per la prima volta ricevono il sacramento, a recarsi a Frascati per la cerimonia, scoppia sempre la “rabbia” della popolazione. (Poco prima di andare in stampa, è giunta la notizia che è disponibile il finanziamento totale dei lavori il cui inizio è previsto per la primavera del 2003).
“Per quanto riguarda le opere d’arte che si trovano all’interno della Parrocchiale, meritano una nota particolare il quadro della “Morte di s. Francesco” e quello della “Vergine con Bambino e Santi”, dipinti che risalgono ai primi del ‘600 e sono attribuiti al Vanni e al Passignano”.







