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Sommario anno XI numero 2 - febbraio 2002

 STORIA - pag. 12

Il Sovrano Imperiale Ordine Militare della Corona di Ferro del Regno Italico        (sesta ed ultima parte)

(Isidoro Palumbo) -
Un dipinto della Battaglia di WagramIl cappellano

All’atto della sua fondazione Cavaliere Cappellano dell’Ordine fu Monsignor Bianchi, di nobile famiglia milanese, Vicario Generale del Cardinale Arcivescovo di Milano, e successivamente l’Arcivescovo Caprara, che fu anche Gran Dignitario dell’Ordine.
Dopo la restaurazione, per interessamento del Maresciallo Massena, la carica venne ricoperta dal Vescovo di Nizza e Conte di Drap, Monsignor Giovan Battista Colonna d’Istria, sino al 1833, e dal suo successore, Monsignor Domenico Galvano, sino al 1855.
Oggi è Cavaliere Cappellano Monsignor Tricarico, Arcivescovo di Sistroniana e Nunzio Apostolico, e ne sono Commendatori S.E. il Generale di Corpo d’Armata Monsignor Giuseppe Mani, Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia, S.E. Monsignor Giorgio Guido Bianchi, Abate Mitrato della Madonna della Scala, S.E. Monsignor Luciano Giovannetti, Vescovo di Fiesole, ed alcuni alti Prelati.
L’Ordine oggi
Attualmente l’Ordine della Corona di Ferro è costituito per una gran parte da Ufficiali delle Forze Armate Italiane, e per il resto da decorati civili che sono come un tempo scienziati e letterati, oltre che da persone che per la parte storica e politica, o per quella archivistica e museale, si occupano della conservazione delle tradizioni del primo Impero, e, come recitavano le Patenti istitutive del 1805, da tutti coloro che se ne rendano degni per i propri raggiungimenti etici, sociali e professionali.
La festa ufficiale dell’Ordine è il 26 maggio, ricorrenza dell’incoronazione di Napoleone a Re d’Italia. In tale giorno, od alle volte il 15 maggio, anniversario della prima cerimonia di conferimento delle nomine in S. Ambrogio nel 1806, i decorati si ritrovano a Nizza, ove si ripete la solenne cerimonia dell’investitura dei nuovi Cavalieri, seguita dal Gran Galà dell’Incoronazione.
Il 2 dicembre, anniversario della battaglia di Austerlitz (1805) e dell’incoronazione di Napoleone a Imperatore dei Francesi (1804), le Delegazioni dell’Ordine organizzano nelle loro città il Banquet d’Austerlitz.
Il 5 maggio, nella Cattedrale di Nizza, alla presenza di S. A. S. il Gran Cancelliere e delle rappresentanze delle Associazioni Storiche Napoleoniche francesi, si tiene l’annuale Messa in ricordo dell’Imperatore e di tutti i caduti della Grand Armée.
L’Ufficio araldico
Essendo da sempre la Corona di Ferro un Ordine Nobilitante, esiste presso il Gran Magistero un Ufficio Araldico competente in materia araldico-nobiliare per tutte le questioni inerenti l’Ordine stesso. È suo compito vagliare le domande di affiliazione nelle Classi dei Cavalieri, Commendatori e Dignitari di Giustizia, per coloro che appartengano a famiglie già nobili all’atto del conferimento della decorazione.
Si occupa inoltre di elaborare, previa indagine storica sulla famiglia dell’istante, lo stemma dei Cavalieri che abbiano richiesto l’ereditarietà del titolo e che eventualmente non possedessero uno stemma proprio e, se richiesto, di provvedere alla miniatura dello stesso.
Infatti tutti gli stemmi dei Cavalieri Ereditari della Corona Ferrea sono cimati dalla Corona spettante a questo titolo nobiliare, ossia un cerchio liscio cimato di quattro perle (tre visibili).
Occorre ricordare che nell’originaria araldica napoleonica, diversa da quella tradizionale che l’aveva preceduta prima della Rivoluzione Francese, elmi e cimieri erano stati abbandonati e le corone erano state sostituite con un sistema di copricapi a berretta, neri e sormontati da piume di struzzo che, secondo il numero, indicavano il grado di nobiltà. Lo scudo di un Nobile dell’Impero conteneva una "pezza onorifica" rossa (una fascia, una banda, uno scaglione per i Cavalieri; per i Conti e Baroni un quartierfranco caricato di una spada d’argento se l’insignito era un militare, di una croce d’argento se era un religioso, di un anello d’argento se era un borghese, e da altri numerosissimi simboli secondo le funzioni dell’investito). Dopo la caduta di Napoleone i tocchi ed alcuni particolari ornamenti esterni in argento sono scomparsi, ed i possessori di titoli napoleonici hanno incominciato ad usare le corone di rango tradizionali. Soltanto il quartierfranco rosso od altra pezza onorifica similare ricordano l’origine di queste armi. ll quartierfranco si trovava a sinistra (destra araldica) per i Conti, e generalmente a destra per i Baroni.
Attualmente gli stemmi dei Cavalieri della Corona di Ferro decorati del titolo di Baroni del Regno portano il quartierfranco rosso alla sinistra araldica (i Conti alla destra), caricato di una spada per i militari ed i loro discendenti, di una croce per i religiosi e di un tocco napoleonico con tre piume di struzzo per i borghesi. Quelli decorati del titolo di Cavalieri dell’Impero portano una pezza onorifica rossa caricata della decorazione della Corona di Ferro, senza nastrino. Per quanto concerne i cimieri e i motti, di massima non si concedono se non a famiglie nobili titolate (Conti, Baroni ecc.), a meno che non fossero già presenti, per concessione sovrana o per antico uso, su arma precedentemente portata dall’insignito.
In via del tutto particolare il Balì Gran Cancelliere può concedere un cimiero a quei Cavalieri che si sono particolarmente distinti nell’operare a favore dell’Ordine.
Molto rara è la nomina di Duchi e Principi del Regno, con Titolo sempre appoggiato su grandi feudi.
Questo particolare titolo di Cavaliere Ereditario, d’antico uso in tutt’Italia e particolarmente in Lombardia ed in Sardegna, s’inserisce al di sotto del titolo di Nobile nell’araldica tradizionale, mentre si situa fra gli attuali titoli di Nobile e di Barone se proveniente dall’araldica napoleonica, che non prevedeva il titolo di Nobile. Nel Regno d’Italia sabaudo la sua legittimità è stata confermata con delibera della Consulta Araldica del 4 maggio 1870 ed in quella del 1922, e poi riconfermata, con specifico riguardo ai titoli nobiliari e cavallereschi d’origine napoleonica in Italia, con i Regi Decreti nn. 651 e 652 del 7 giugno 1943, facenti attualmente ancora testo in materia d’araldica civile e militare anche per la Repubblica Italiana.
I familiari con lo stesso cognome dell’insignito che abbia ottenuto l’ereditarietà del titolo hanno diritto a portarne lo stemma e la corona di Cavaliere ereditario ed a godere del trattamento nobiliare. Il titolo di cavaliere dell’Impero invece personale e di pertinenza del solo erede primogenito di ogni generazione.
S’intende che è in senso nobiliare, e non cavalleresco, che i Cavalieri, Commendatori e Dignitari dell’Ordine che l’hanno visto riconosciuto; porteranno il titolo ufficiale, a norma della legge costituiva della nobiltà Napoleonica del 1° marzo 1808, art. 11, di: Cavalieri dell’impero.
La cosa fu valida anche per i Cavalieri della Legion d’Onore, ma solo fino alla caduta di Napoleone. Dopo tale data, essendo l’Ordine passato di pertinenza del Regno di Francia prima, e della Repubblica francese poi, perse queste caratteristiche nobiliari stabilite dall’Impero; infatti già dall’8 ottobre 1814 un’ordinanza di Luigi XVIII abrogava l’art. 11 del decreto del 1° marzo 1808 che conferiva il cavalierato ereditario ai membri della Legion d’Onore. L’Ordine della Corona di Ferro, rimanendo Sovrano ed autonomo sia dalla Francia che dall’Italia, poté mantenere storicamente le sue prerogative dopo la caduta dell’Impero e del Regno, vedendole poi riconfermate dai successivi riconoscimenti italiani e francesi.
L’Ufficio Araldico inoltre segue ed aggiorna costantemente le genealogie delle famiglie discendenti dai primi Cavalieri nominati da Napoleone, aventi diritto al titolo di Dignitari o Gran Dignitari, oltre a quelle dei successivi iscritti come Cavalieri dell’Impero, complete del loro stemma, tenendo una sorta di Albo d’Oro e di Blasonario dell’Ordine.
L’Ufficio Araldico è abilitato dal Gran Magistero a condurre tutte le necessarie indagini in materia genealogica ed araldica per quanto concerne l’Ordine, i suoi iscritti e coloro che aspirano ad entrarvi, ed a deliberare in tal senso con parere inappellabile.
È da sempre il custode delle tradizioni dell’Ordine anche per tutto quanto riguarda lo stemma ed il sigillo ufficiale dello stesso, così come compare sulle carte ufficiali, nonché per le decorazioni, nastrini e rosette di cui si possono fregiare gli insigniti. Tiene inoltre contatti con Società araldiche italiane e straniere che si occupano della materia, e con molti Ordini cavallereschi, musei ed archivi storici, militari, ecclesiastici e civili.


Sommario anno XI numero 1 - gennaio 2002