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Sommario anno XI numero 12 - dicembre 2002

 I NOSTRI PAESI - pag. 16
monte compatri
La biblioteca di filosofia italiana
(Pietro Ciaravolo) - Rompere il silenzio è ormai opportuno e forse anche una necessità. Troppe notiziole e qualche notizia sulla “Biblioteca di filosofia italiana” per lo più inficiate da contenuti approssimativi a volte enfatici in positivo a volte in negativo, hanno percorso il “vociare della passeggiata, dei muretti e delle piacevoli taverne”. Non è mancato il concorso un po’ distratto della stampa d’informazione che troppo spesso trova sufficiente il “parlare per il parlare” incurante del “parlare per dire”.

Una superficialità che aprendo vuoti e spargendo fuliggine nereggia il linguaggio al punto da sottoporlo ad un inventato gioco interpretativo. Qui è anche il motivo di questo intervento: L’obbligo di un’interezza e di una chiarezza. Il centro per la filosofia italiana che per finalità statutaria mira alla “valorizzazione della filosofia italiana in Italia e all’Estero” e che in quanto ente associativo raccoglie diverse centinaia di docenti universitari ed una numerosa rappresentanza di docenti di Filosofia della Secondaria, si prepara con un’iniziativa originale e prestigiosa, ad aprire al primo piano del palazzo Annibaldeschi (sito nella zona storica di Monte Compatri) una grande biblioteca di Filosofia Italiana (la previsione è verso i venticinque mila volumi) d’autori italiani e stranieri. Possono accedere alla consultazione studiosi di ogni parte del mondo sia attraverso l’approccio diretto sia per via internet perché verranno mandati on line il frontespizio e l’indice del libro. Nella fiera del sapere si inserisce lo stand del filosofare geograficamente prodotto in ogni tempo in Italia.Un evento da tempo atteso dai Dipartimenti di Filosofia di tutto il mondo e che il Centro proprio qui a Monte Compatri ne fa una realtà. Sono quasi sicuro che una pioggia di inatteso prestigio cadrà su questo meraviglioso paese che nel suo popolo mette insieme la saggia naturalità dell’agricolo e la pensosità problematica del cittadino. A questo animus va il merito d’aver colto non solo il valore turisticamente risonante della nostra istituzione ma va anche il merito intenzionale di creare focolai di cultura (media-alta che sia) finalmente “facendo giustizia” dell’aria d’indifferenza che accompagnò la salma di Marco Mastrofini, un illustre compaesano dalle alte qualità intellettuali profuse con genialità d’analisi e con ricchezza di solida competenza in studi filosofici (eccellente la “Metaphisica sublimior de Deo Trino et Uno” nella quale fornisce supporti razionali alla credenza in “Dio uno e trino”); in studi psicologici (quale “L’anima umana e i suoi stati, principalmente quello ideologico”) che – come si sa – facevano a quei tempi parte della trattazione filosofica. Al civico 121 di piazza Montecitorio a Roma si legge sulla lapide a lui dedicata una frase che filtra con la felpatura del linguaggio indiretto l’indifferenza di Monte Compatri: “…assai più grande che celebrato”. Più chiaro e più accusatorio è quanto si legge sulla lapide tombale di San Silvestro: “…dolenti di vedere negletta e senza nome la tomba di tanto uomo sperando che un monumento più degno della gloria di lui venga tra breve innalzato”. Non sfugga la gravità della “fossa anonima”! Non vado oltre la tristezza di quest’esclamazione. Una personalità di tale valore lasciata a marcire a mo’ di una qualsiasi carogna d’animale (“negletta e senza nome”). Se si esclude l’ipotesi di una presumibile “pena”, resta in campo la sconcertante accusa ai compatresi d’insensibilità sociale. Ma oggi con l’evento “Biblioteca” Monte Compatri pare riscattarsi scrollando di dosso la “passata negligenza” che copre di vergogna questo periodo della sua storia. Non è improbabile che abbiano operato latenti ed ignote concause ma resta l’onta di tale negligenza e che comunque entra nella storia.
Il primo segno di riscatto si ebbe cent’anni dopo con l’innalzo di un monumento se pur modesto per l’interessamento “elemosinato” di un concittadino di cultura che l’astiosità del clima pre elettorale m’impedisce di nominare. Oggi, dopo cinquant’anni, quel segnale assume l’importanza di un’iniziativa istituzionale che porta la cultura filosofica italiana in tutto il mondo partendo proprio da Monte Compatri, il paese che ebbe indifferenza ed incuria per il “suo” Mastrofini. La sensibilità culturale avvertita e spesa per il monumento cresce e cresce con la Biblioteca raggiungendo quote prestigiose di merito. Un’istituzione che funziona avvalendosi del volontariato del personale offrendo in contemporanea ai compatresi programmazione ed organizzazione di una ricca varietà di cultura (e non solo filosofica!) con la vitalità del dibattito. E qui, pur incatenato all’agnostico albero dell’assoluta neutralità, per la forza cogente del vero, dovrò lanciare il mazzetto di rose a chi tanto permise.

rocca di papa - colonna
Sportello Mobile Immigrazione
(La redazione) - A seguito dell’approvazione da parte della Giunta Regionale, avvenuta il 23 novembre dello scorso anno, del progetto “S.M.I. - Sportello Mobile Immigrazione” presentato dai comuni di Rocca di Papa e Colonna, è a disposizione di tutti gli immigrati residenti, per informazioni e consulenze, lo “SMI”. Lo sportello in particolare offrirà: - Conoscenza delle modalità operative degli uffici della P.A., dei servizi di pubblica utilità (Banca, Posta), delle scuole; - Indicazioni per completare e migliorare la formazione professionale, la conoscenza della lingua italiana, le opportunità lavorative; - Consulenza specifica in materia legale, assistenziale, sociale.

Lo sportello rimarrà aperto tutti i giorni dal lunedì a venerdì, rispettivamente 3 giorni a Rocca di Papa e 2 giorni a Colonna. Sarà coordinato dalla Caritas Diocesana di Frascati, si avvarrà di 2 operatori di cui uno italiano con conoscenza lingue e un mediatore culturale albanese. Sarà disponibile, inoltre, un avvocato per due ore settimanali per ogni comune e un assistente sociale per due ore a settimana per ogni comune.


zagarolo
Il ritorno di Monsignor Milingo

(Luca Marcantonio) - Di notte, in gran segreto, Monsignor Emmanuel Milingo ha fatto ritorno presso la sua casa con parco di Zagarolo, al civico ventinove di Via Colle Palazzola. All’ex Arcivescovo di Lusaka, nello Zambia, la villa è stata donata da un benefattore che aveva scorto proprio nel discusso esorcista la causa di guarigione del proprio figlio da una malattia incurabile. Sono ben note le vicende che hanno portato Monsignor Milingo fuori dalla Chiesa, mentre assai più apprezzabili sono state le forze spese per permetterne il rientro. Il prelato, noto per le messe nelle quali praticava esorcismi per liberare le persone possedute, potrà riprendere appieno la sua attività ma con alcune precise limitazioni stabilite dalla Chiesa. Intanto è giunto assai gradito un omaggio di Papa Wojtyla, che a Milingo ha sempre voluto un gran bene, dimostrato in questa occasione dai sacri arredamenti usati per adornare una cappellina dell’edificio. Monsignor Milingo sarà comunque affiancato da due sacerdoti appartenenti al movimento dei Focolarini e seguito sempre con amorevole precisione dall’Arcivescovo Tarcisio Bertone, che si è occupato sin dall’inizio della spinosa “questione Milingo”. Per accogliere le centinaia di fedeli che si radunavano in occasione delle messe è stato predisposto un apposito capannone con parcheggio proprio nel terreno che circonda la villa dove Milingo risiederà. Da parte dei cittadini le reazioni al ritorno sono disparate, da chi ne è entusiasta a chi non è affatto interessato alla notizia. Il Vescovo di Palestrina, S.E. Mons. Eduardo Davino, si è detto felice di questo nuovo stato di cose e della presenza di Milingo, ma soprattutto in quanto, da uomo di chiesa, non può non essere soddisfatto per aver assistito ad un ritorno e non ad una fuoriuscita.


rocca di papa
Buon proseguimento
(Gianfranco Botti) – Gli anni passano, i bimbi crescono, le mamme imbiancano… e anche i medici vanno in pensione. Capita a Francesco Fondi (1937), che dopo 38 anni lascia l’ambulatorio di piazza (Margherita) della Repubblica, proprio da lui aperto nel 1964. Parroco don Luigi De Angelis, sindaco Nestore Vitali. Fino a dicembre. Dopo le elezioni di quell’autunno venne sostituito da Tito Basili, che aveva ben alimentato le vive speranze popolari di amministrazione seria. Nella storia di Rocca repubblicana era la prima volta di un sindaco democristiano. Non finì bene. Tornando al dottore, qualcuno troverà eccessivo che si saluti uno che per età lascia l’attività. Capita a tanti. Ed è vero. Però il rapporto che si stabilisce col medico di base se si definisce particolare non è eccessivo. Implica fiducia, intimità, talvolta complicità. Realizza un imbuto entro cui si riversano non solo disturbi del corpo, anche di cuore, anche d’anima. Fino a una ragnatela fitta d’umanità, difficilmente possibile in altri contatti. Amicizia a parte.

Chi è interessato alle cose di paese, nel salutare Francesco Fondi non contempla solo i 38 anni di attività medica. Per curiosità civica farebbe salti mortali (sempre più improbabili) per vederlo schierato nelle elezioni, per registrare il trattamento che riceverebbe una candidatura sicuramente di qualità.
Campa cavallo! Frattanto, tanti saluti, dottore, e buon proseguimento.
Con la famiglia, con gli amici e perché no? Con la Roma.


frascati
Vino e ristoranti DOC: l‘accoppiata vincente
(Tarquinio Minotti) - Presentata in anteprima, alle Scuderie Aldobrandini di Frascati, il 15 novembre scorso la manifestazione “L’appetito vien bevendo…Il Frascati DOC nei ristoranti DOC”. L’iniziativa, promossa dalla “Promozione Castelli Romani S.p.A.” con il contributo della Provincia di Roma, dal comune di Frascati e dal Consorzio Tutela denominazione vini Frascati DOC, già da domenica 17 novembre, e fino al 20 dicembre, sta portando “in missione” nei migliori ristoranti di Roma e del circondario, i vini del Consorzio Frascati per cementare un rapporto storico che lega il più famoso vino dei Castelli alla tradizione culinaria romana.

Hanno illustrato l’iniziativa i sindaci di Frascati, Franco Posa, di Monte Porzio Catone, Sergio Urilli, il presidente del Consorzio, Umberto Notarnicola, e il Vice presidende della P.C.R. S.p.A. Mario Silo.
Nei vari interventi, tutti, hanno tenuto a sottolineare l’importanza che il vino ha per l’economia della nostra zona, e l’impegno che le aziende produttrici stanno mettendo, per migliorare la qualità delle produzioni, nel tentativo ormai riuscito (visti i riconoscimenti che sempre più spesso vengono assegnati a vini prodotti nel nostro comprensorio), di rilanciare un marchio, che tra i primi in Italia ad aver ottenuto il riconoscimento di qualità era, poi, stato superato in campo nazionale da altre più agguerrite realtà. Nei ventitré ristoranti aderenti all’iniziativa, vengono presentati gustosi menù della tradizione gastronomica laziale e romana che ben si “sposano” con le caratteristiche organolettiche e con la qualità del “Frascati”. Il vino viene offerto gratuitamente ai clienti da sommelier, appositamente inviati dalla P.C.R. S.p.A.
Lo scopo dell’iniziativa è quello di promuovere nei templi della ristorazione della capitale, il vero vino di Roma, con la consapevolezza di essere ormai pronti, grazie alla qualità e alla genuinità del prodotto, alla riconquista del mercato romano per secoli sbocco naturale del vino dei Castelli Romani.
Nelle serate di degustazione vengono predisposti tavoli di esposizione per permettere ai clienti di conoscere la gamma completa della produzione delle, ventuno, aziende associate al Consorzio tutela vini Frascati e le ultime novità commerciali.
E Per concludere, in alto i calici, un brindisi è d’obbligo a nuovi e meritati successi.

 I NOSTRI PAESI - pag. 16

Sommario anno XI numero 12 - dicembre 2002