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ottobre 29
13:26 2017

Trent’anni dopo aver servito insieme in Vietnam, l’ex medico della marina Larry “Doc” Sheperd incontra di nuovo i suo compagni, l’ex marine Sal Nealon e il Reverendo Richard Mueller, per dare degna sepoltura al figlio di Doc, un giovane marine rimasto ucciso nella guerra in Iraq.

Usciti dalla sala, dopo aver visto Last Flag Flying, nella mente è saltata fuori la citazione di un film

Theoden: Un genitore non dovrebbe seppellire il figlio.

Gandalf: Era forte, da vivo…

Questa breve estratto dal film Il signore degli anelli – Le due torri di Peter Jackson è forse il modo migliore per racchiudere questa nuova fatica di Richard Linklater.

Con il trascorrere del tempo la vita delle persone cambia, le esperienze di vita fatte negli anni per forza di cosa, lasciano un segno indelebile sui nostri volti, sui nostri corpi, nelle nostre menti. Sopratutto se queste esperienze vengono fatte in tempo di guerra.

Il regista Richard Linklater “Boyhood; Prima dell’alba” si domanda: a prescindere dal luogo, dalla tecnologia, e dalle motivazioni socio politiche, la guerra, fatta in passato dai padri, lascia gli stessi segni della guerra fatta dai loro figli?
I padri che negli anni 70 i figli andarono a combattere una guerra non loro in Vietnam, assomigliavano ai figli che oggi vanno a combattere in Iraq?

Per Linklater la risposta è si; i traumi vissuti in guerra poco hanno di differente tra una generazione e l’altra, tra un luogo e l’altro..
Quanti film abbiamo visto sui reduci della guerra? Sugli strascichi psicologici e fisici che queste persone hanno?

Con una comicità delicata, mai volgare, incalzante, interpretara da un trio di attori di assoluto valore e capacità, da Laurence Fishburne un reverendo timorato di dio che in Vietnam era tutt’altro che dedito alla fede, Bryan Cranston qui in grande spolvero, un personaggio istrionico, cinico nei modi ma al tempo stesso dolce e premuroso nei confronti del prossimo, passando per Steve Carel il più mite dei tre, l’anello di congiungeze tra i due e vero motore degli eventi, ci viene proposta una pellicola estremamente divertente e interessante, con una comicità mai fine a sé stessa ma con il chiaro scopo di far riflettere lo spettore, ecco perchè osiamo definire questo Last Flag Flying una commedia dolce amara. Dolce per la genuinità di questi attori tutti perfettamente integrati nei ruoli, che conferiscono un senso di semplicità e tenerezza nell’animo dello spettatore; ma amara per questo costante senso di morte e abbandono dovuto al trascorrere del tempo che pervade tutto quanto il film.

Un film on the road dove i valori della famiglia si contrappongo all’esigenza da parte della nazione di andare in guerra per motivi più o meno chiari.

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