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Ai Partecipanti Velletri2030,

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Ai Partecipanti Velletri2030,

maggio 16
18:35 2018

Recentemente la città di Velletri è stata sede di due dibattiti molto interessanti. Uno giovedi’ 19 Aprile, organizzato da Confesercenti Velletri sul tema “Mobilità e Commercio”, l’altro sabato 5 Maggio, organizzato dalla Città di Velletri in collaborazione con la Sapienza e Associazione Mecenate 90 sul tema “Velletri 2030 – Rigenerazione urbana e riqualificazione ambientale del centro storico”. Obiettivo dell’Associazione Velletri 2030 è cercare di vedere questi temi in modo unitario.

Partendo dal tema del Commercio. Ma è proprio vero che Velletri è messa peggio degli altri Comuni d’Italia? Ci aiuta a rispondere alla domanda l’Ufficio Studi di Confcommercio che ha presentato uno studio che vede l’analisi delle strutture commerciali e turistiche nelle città italiane nell’arco temporale che va dal 2008 ad oggi prendendo a campione 120 città medio grandi. “Imprese e Città: demografia d’impresa nei centri storici” scaricabile da https://www.fondazioneifel.it/notizie-ed-eventi/item/9233-i-dati-confcommercio-sulle-attivita-commerciali-dei-centri-storici
I numeri evidenziati da Confcommercio sono decisamente negativi con una perdita di esercizi commerciali che è del 10,9% rispetto al 2008. Un possibile rischio di desertificazione commerciale, quindi, se non si troveranno le condizioni per invertire la rotta. I negozi sono calati di quasi 63mila unità (-10,9%) a fronte di un aumento di quasi 40mila unità (+13,1%) di alberghi, bar e ristoranti e di una crescita del 77,6% del commercio on-line e del porta a porta. I negozi vecchio stampo, le classiche botteghe a conduzione famigliare, sono praticamente in via d’estinzione; stiamo parlando di esercizi alimentari e di abbigliamento, mentre sono in crescita le farmacie e le attività legate alle tecnologie. Sarebbe interessante un censimento per vedere se la città di Velletri rientra nella media nazionale.

Ma possiamo vedere il Commercio separatamente dalla pianificazione urbana? La risposta è NO, come dimostrato in un rapporto che Confesercenti ha commissionato all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV), dal titotlo “Commercio e Rigenerazione dei Centri Urbani” scaricabile da:http://www.iuav.it/Ateneo1/chi-siamo/pubblicazi1/Catalogo-G/pdf-giorna/Giornale-Iuav-147.pdf che affronta il tema se le esigenze del commercio possono tradursi in una leggittima pianificazione urbanistica incentrata sul concetto di rigenerazione dei centri storici. La risposta è SI, con la consapevolezza di come sia necessario favorire un approccio multidisciplinare sul rapporto città-commercio. Nel dar vita all’esperimento sono stati portati a lavorare direttamente “sul campo” nelle città di Noale, Este, Donà di Piave, decine di studenti con l’obiettivo di analizzare il centro urbano nelle sue varie e diverse dimensioni (fisica, sociale, politica, culturale) e di essere di aiuto nel trovare risposte diverse ed effettive alle problematiche di chi la città la studia ma anche all’Amministrazione che si propone di migliorarla.

E’ di questi giorni l’approvazione del testo definitivo del “Regolamento per l’esercizio delle attività commerciali e artigianali nel territorio della città storica” della città di Roma. A seconda delle differenti peculiarità dell’area, il nuovo Regolamento stabilisce norme via via più restrittive per le aperture di attività alimentari e per la tipologia degli esercizi commerciali autorizzati, dettando criteri precisi sulla qualità dei prodotti commercializzati. In particolare, stop a minimarket, negozi-suk e merce di cattivo gusto, a tutela di attività storiche e decoro cittadino. Forse si potrebbe fare anche a Velletri.

In conclusione, e’ sicuro che alcuni tipi di impresa sono destinati a sparire e pensare di salvarli appartiene ad una patologia, non alla realtà dell’economia. E’ una battaglia di retroguardia che combattono i piccoli commercianti dei centri storici che non vogliono accettare un mondo che cambia. A questa visione perdente si deve contrapporre una visione più ottimista in cui appaiono sinergie tra commercio, rigenerazione urbana, recupuro del centro storico, nuove modalità di vendita. Servono tempi lunghi e una Amministrazione che sappia elaborare un Progetto di Città per fronteggiare le difficoltà del presente. Molti sono pronti a condannare l’ecommerce e la grande distribuzione, ma questi hanno avuto il merito di abbassare il prezzo al consumatore permettendo ad un maggior numero di persone di accedere ad una gamma più vasta di prodotti. Il tema è complesso, multidisciplinare e necessita di un Progetto Città. Si riportano di seguito le parole pronunciate da un giovane architetto in una recente manifestazione pubblica: “A Velletri occorre maturare una nuova visione di città che sappia confrontarsi con il suo territorio e soprattutto con i nuovi scenari futuri della globalizzazione, accettando così di fatto, anche importanti cambiamenti. Per fare questo, occorre ridisegnare un nuovo piano urbano e connettere ad esso i piani strategici di ogni ambito, in modo da poter avere sotto un’unica regia, le riprese di un nuovo film urbano, in cui, il principale obiettivo, è il raggiungimento della buona qualità della vita

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