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“Aiutiamoli a casa loro.” Ma, intanto, facciamo guerra alle ONG

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“Aiutiamoli a casa loro.” Ma, intanto, facciamo guerra alle ONG

“Aiutiamoli a casa loro.”  Ma, intanto, facciamo guerra alle ONG
agosto 08
06:19 2017

Nei lunghi articoli di giornale e nelle ore e ore di trasmissioni televisive si parla, continuamente, di presunte invasioni di migranti. Non si spiega quasi mai, però, ai comuni cittadini, quale sia la situazione dei paesi da cui provengono i migranti, quale sia il tipo di vita che fanno, le possibilità di lavoro, i sistemi sanitari (che non ci sono), se gli vengono praticate le vaccinazioni che, invece, a noi, negli ultimi tempi, è venuto in mente di rifiutare.

Neppure ci si chiede come mai, se l’Africa é il continente più ricco, la sua popolazione sia la più povera.

Chi gode le ricchezze africane?

Facciamo un esempio tra tantissimi: nel Congo Brazzaville (ex colonia francese -!-, repubblica presidenziale autoritaria), i ricavi delle risorse petrolifere vanno per il 97% alle multinazionali straniere e per il 3% al paese (cioè al governo). Con lo sfruttamento selvaggio di tale petrolio, hanno inquinato e distrutto l’ecosistema marino e costiero, impedendo ai contadini e ai pescatori di vivere.

Un altro esempio: le multinazionali della frutta obbligano gli agricoltori a produrre quello che serve alle multinazionali stesse abbandonando le colture di sussistenza. Quando il prodotto richiesto è pronto, possono anche non ritirarlo più o offrire ai coltivatori un prezzo che non copre neppure i costi. Tanto i contadini non si possono ribellare e i loro governi sono partner degli occidentali che li foraggiano ampiamente.

Quando io frequentavo le scuole superiori dalle suore, mi spiegavano che la popolazione dell’Africa era molto povera.  Dopo diversi decenni, l’Africa é allo stesso punto.

Come mai non li abbiamo aiutati a casa loro, magari, non depredandoli delle loro pietre preziose (facendo lavorare bambini schiavi e portando altrove il valore), dei loro prodotti agricoli, del loro petrolio o, magari, non andandovi a scaricare nascostamente rifiuti tossici?

Aiutarli a casa loro sarebbe un obiettivo giustissimo dato che abbiamo depauperato quel continente a cominciare dalla manodopera giovane e forte che è stata venduta, dopo la scoperta dell’America, come schiava.

Ma dove sono i piani europei per farlo? Aiutarli a casa loro, non sarà, per caso, vendere loro armi o addestrare le loro forze armate per migliorare i sistemi repressivi contro la povera gente?

Perché a questi supposti piani di aiuto, se esistono, non è stata data alcuna divulgazione e trasparenza?

Dunque, per eliminare gli scafisti che scaraventano in mare dei canotti stipati di carne umana non c’è altro mezzo che organizzare dei battelli di linea dove si paghi il biglietto. Potrebbe esserci un numero mensile di partenze e ci costerebbero molto meno dei salvataggi in mare (anche in termini delle migliaia di vite perse nel Mediterraneo).

Chi attende il passaggio, potrebbe essere ospitato in campi gestiti da associazioni umanitarie e non  dai libici o da altri arabi che non sono mai  andati a scuola di diritti umani.

Invece, si permette che gli scafisti assassini guadagnino milioni sulla carne umana e l’unico sistema di contrasto che si riesce a immaginare é la repressione dei poveri migranti!
Come tutti sappiamo, anche se facciamo finta di non sapere, chi arriva in Libia da altre parti dell’Africa, dopo un viaggio di terrore nel deserto, viene torturato, violentato (non ci si chiede come mai arrivino tante donne incinte o con bambini piccolissimi?), picchiato, gli si estorce tutto ciò che ha.

Rimandare in Libia quelli che riescono a uscirne, è lo stesso di quando spedivamo gli ebrei e gli oppositori politici nei campi di sterminio di Hitler. Salvo, poi, avere la sfrontatezza di affermare: “Italiani brava gente”!
In attesa di aiutarli a casa loro, comunque, per ora, non si è trovato di meglio che combattere le ONG che suppliscono alla vergogna degli stati “civili”. Non si è trovato di meglio che gettare il sospetto e  il discredito su chi rischia, in 70 paesi del mondo, la propria vita perché crede nei valori dell’essere umano e nei diritti.
Il retro pensiero è molto chiaro. Tutti i politici, nessuno escluso, incuranti del danno a tutto il mondo umanitario, a corto di una qualsiasi visione di questo paese e del mondo,  hanno capito che con i migranti si perdono le elezioni. Solleticando, senza neppure provare a formare dei cittadini più consapevoli, i peggiori istinti della gente, invece, si vince.

 

 

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