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Al Teatro Bernini “Prigionia: femminile singolare”

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Al Teatro Bernini “Prigionia: femminile singolare”

Al Teatro Bernini “Prigionia: femminile singolare”
gennaio 18
19:49 2018

Che sia pazza o savia, sterile o fertile, artista o no, assediata dalla guerra o dalla pace, perdente o vincente, è una donna che esplora, si arrovella, cerca fuori di sé affannosa-mente. Ha perso i suoi istinti autoprotettivi nell’altrui compiacimento. Non sa amare se stessa, non abbastanza. Tra visceralità, isterismo, senso materno e follia, uno studio per donna sola, alla ricerca di un’attualità di rappresentazione del femminile, ma anche di quintessenza trasversale dell’essere donna, delle sfumature infinite e delle frontiere di uno stato esistenziale fondamentalmente in ascolto. Attingendo a fonti cha vanno dal mito alla cronaca, Prigionia… racconta tante donne che sono una donna. Racconta una donna che è tante donne, e dalla pluralità dei sembianti emergenti nel dipanarsi del racconto, vivido si fa il volto di un autosabotaggio. Diversi archetipi e personaggi per un tema multiforme come multiforme è il femminile: la dispersione e l’oblio della donna, che perde se stessa nel tumulto, nell’inquietudine, nell’indifferenza, nell’abitudine, nell’illusione, nel culto, nell’alterità dell’amore. La presenza maschile è esclusivamente evocata, spesso bramata, sicuramente immaginaria e pretestuosa per uno scavo dentro sé, per un dialogo che lei intraprende quasi sempre e prima di tutto con la propria anima. Sullo sfondo si staglia l’ombra del tanto dibattuto femminicidio, la tendenza all’autolesionismo o la vocazione suicida, a tratti comica a tratti amara, ma resta pura ombra. La ricerca di immagini, corporeità, coscienze, suoni, parole, evocazioni, tracciano e in-trecciano, disegnano profili di donne esemplari, capovolgendo la prospettiva passiva che vede le donne vittime di abusi, violenze, discriminazioni, per dare corpo e voce all’io che di quel disagio è protagonista. La prospettiva attiva è – se non sempre lucidissima – alla ricerca di consapevolezza, tenta di recuperare il punto di vista delle donne, senza arretrare di fronte agli odierni fatti di cronaca, dove il mondo dei social network e del web in genere, pervenendo a surrogato di “piccola comunità” e determinandosi nel ruolo di opinione pubblica/carnefice, arriva a perpetrare casi limite di femminicidio morale. La recente vicenda di una giovane donna toltasi la vita a seguito dell’incontrollabile diffusione sulla rete di video hard che la ritraggono – video che in un primo momento lei stessa aveva inviato ad amici con leggerezza – mostra un prototipo di donna che oblia se stessa degradando la propria intimità a merce di scambio, salvo poi chiedere e non potere ottenere dalla legge un tardivo “diritto all’oblio” del suo caso, ormai consegnato al meccanismo impazzito quale è, appunto, il web all’epoca dei selfie e del cyberbullismo. Citando E. Albinati «Intimità vuol dire sentirsi ed essere, e anche mostrarsi vulnerabili: la debolezza può venire sfruttata, la fiducia tradita, il proprio esporsi può essere deriso» e ciò è tanto più vero per quel che riguarda la sessualità femminile. Se non è semplice squarciare quel velo femminile di “impotenza appresa”, di cui in modo illuminante tratta la studiosa Clarissa Pinkola Estés, il senso di questo progetto è il pretesto affinché della forza e potenzialità straordinarie che ha dentro sé, ogni donna possa prendere atto. Quando le donne non parlano […] tace il naturale e il selvaggio nel mondo. Tacciono i canti e le danze e le creazioni. Tacciono l’amore, e le voci della consapevolezza.

Il progetto è stato premiato lo scorso 6 novembre 2016 al Teatrocittà di Roma, in occasione del concorso di corti teatrali Frammenti al Femminile, come Migliore Spettacolo (Primo Premio) e Menzione Speciale Migliore Attrice Under 35.

TEATRO BERNINI SABATO 20 GENNAIO 2018 ore 21 DOMENICA 21 GENNAIO 2018 ore 18

PRIGIONIA: FEMMINILE SINGOLARE Studio per donna sola Progetto di e con Cristina Carrisi Testi di Aniello Nigro e Giovanna Manfredini Adattamento e Regia Patrizia Schiavo

ingresso: € 12 – ridotto € 10 è suggerita la prenotazione INFO E PRENOTAZIONI: preno@arteideaeventieservizi.it tel: 345 9615409 – 345 8302798

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