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Andare a votare: ecco perché?

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Andare a votare: ecco perché?

Andare a votare: ecco perché?
febbraio 23
09:01 2018

Il mondo occidentale si ritiene assuefatto nella parola “democrazia”. Il trascorrere del tempo allontana il ricordo di quello che i nostri genitori, i nostri nonni hanno subito e combattuto per aprire il varco della democrazia. Il XX secolo è stato il periodo di grandi rivoluzioni, siano industriali che sociali. È stato sicuramente il secolo che ha visto coinvolto il mondo in due conflitti bellici disastrosi, il cui obiettivo era la supremazia di un popolo su altri con la sottomissione di culture e territori nazionali. La storia ci ha insegnato la ribellione e l’orgoglio dei nostri avi per la riconquista della libertà. Ci hanno insegnato ad alzare la testa per esprimere e difendere le nostre idee, i nostri pensieri. In qualsiasi condizione vi fosse un’azione di repressione, le persone si sono unite per riprendersi la libertà e progredire verso i diritti civili di tutti gli esseri Umani. Tutto questo non è stato indolore. Avere il diritto per esprimere le proprie idee è stato un susseguirsi di scontri, di contrasti sociali. I diritti sociali non hanno interessato tutti i cittadini contemporaneamente, è stato necessario ricorrere a continue lotte sociali sia per i ceti bassi e particolarmente per le donne. Ancora oggi andare a votare non è diritto di tutti, in molte nazioni è un privilegio dei pochi. Contrariamente nelle nazione più progredite democraticamente si verifica, gradualmente nel tempo, un allontanamento dall’espressione del voto, con giustificazioni di sconforto o di un diritto acquisito anche se inespresso. In queste situazioni un’esigua minoranza impone le sue scelte all’intera nazione, anche se successivamente tutti si sentono in diritto di critica, ormai sterile ed inutile. La “democrazia” non è una parola, è il più alto senso di partecipazione alla vita sociale, nell’espressione di un diritto e nel rispetto dei doveri nei confronti dei cittadini. Riconquistare la “democrazia”, non la parola, significa rispettare e onorare il volere dei nostri genitori, i nostri nonni, per il diritto di libera scelta che ci hanno donato nel tempo. Ogni individuo si deve sentire libero nell’espressione del proprio pensiero, anche se non condiviso. È probabile che se ci vietassero di votare saremo pronti allo scontro sociale. Oggi tutto questo non è necessario, la nostra rivoluzione è recarci a votare esprimendo liberamente il nostro pensiero, anche se questo si ritrovasse nelle cosiddette minoranze. Nessuna idea è minore di un’altra.

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1 Commento

  1. maria
    maria febbraio 27, 12:23

    giammai rinunciare al diritto/dovere di voto. sarebbe un tradire noi stessi oltre che i nostri padri.

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