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Mostre ad Ariccia: ‘Dai Carracci a Solimena’ e ‘Le meraviglie del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise’

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Mostre ad Ariccia: ‘Dai Carracci a Solimena’ e ‘Le meraviglie del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise’

Mostre ad Ariccia: ‘Dai Carracci a Solimena’ e ‘Le meraviglie del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise’
settembre 22
11:00 2017

Dal 23 settembre al 31 dicembre sono allestite presso Palazzo Chigi in Ariccia due mostre: una di pittura, dal titolo Dai Carracci a Solimena. Dipinti dal ‘500 al ‘700, l’altra di fotografia, dal titolo Le meraviglie del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise viste attraverso lo sguardo di Giancarlo Mancori.

La mostra Dai Carracci a Solimena. Dipinti dal ‘500 al ‘700, offre una panoramica sulla pittura italiana tra la fine del Cinquecento e il pieno Settecento, con opere in parte inedite o poco note, alcune già presentate o che verranno esposte nell’ambito del programma “Dipinti inediti del Barocco Italiano”.
Si parte da due quadri che fanno capo alla “scuola dei Carracci”, con un intenso ritratto inedito di Annibale Carracci e un’Orazione nell’Orto del fratello Ludovico; ma la pittura emiliana è espressa anche da un capolavoro di Simone Cantarini raffigurante un enigmatico San Girolamo, ritratto in assorta meditazione come un filosofo dell’antichità. Il tardo manierismo è rappresentato da uno stravagante Apollo e Marsia dell’eccentrico artista marchigiano Andrea Lilio.
Seguono personalità di ambito caravaggesco, come Mattias Stomer, Rutilio Manetti e Mattia Preti, esponenti del filone barocco come Baciccio e Giovan Battista Beinaschi, compreso il campione dell’indirizzo classicista seicentesco, il caposcuola Carlo Maratti. Ci sono anche vedute di Agostino Tassi e William Baur, con una città ideale e uno scorcio del giardino della Villa d’Este a Tivoli. La pittura lombarda è rappresentata da un delicato e raffinato Cristo e l’Adultera di Giuseppe Nuvolone, recente aggiunta al catalogo del pittore.
Il Settecento apre con il rococò di Francesco Trevisani, Sebastiano Conca e Corrado Giaquinto, comprese opere del periodo spagnolo, ed alcune composizioni del massimo esponente della scuola napoletana del secolo, il grande Francesco Solimena, con un’opera inedita giovanile di rarissimo soggetto: Il Sogno di Scipione, che verrà presentata prossimamente da Nicola Spinosa.

La mostra Le meraviglie del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise viste attraverso lo sguardo di Giancarlo Mancori, organizzata dal Palazzo Chigi di Ariccia in collaborazione con il Parco Nazionale e con il patrocinio del WWF, offre una carrellata di straordinarie immagini dell’area naturalistica più bella d’Italia, come l’ha definita Fulco Pratesi, nella percezione privilegiata, colta e sensibile di un grande fotografo.
«Questo paradiso montano posto a poca distanza da Roma e Napoli concentra in sé tutti i parametri che ne confermano la assoluta eccezionalità. Vette che superano i 2000 metri, con praterie fiorite e rupi precipiti: foreste di faggio che più in basso si mescolano a cerri, frassini, betulle e aceri monumentali… e poi laghi di fondo valle e laghetti in quota, sorgenti e fiumicelli, torrenti e cascate, pareti rocciose su cui si abbarbicano contorti pini neri e arbusti di pini mughi e paesaggi intatti ingentiliti da piccoli borghi medievali ben conservati e accoglienti…il tutto arricchito da una fauna che non trova riscontro, per la sua rarità e per la sua inconsueta visibilità, in altri luoghi protetti». (Pratesi)
Questi luoghi straordinari sono esaltati dall’occhio di Giancarlo Mancori, in immagini tratte da un lungo lavoro, fatto di pazienti postazioni in diverse ore del giorno e momenti dell’anno, offrendoci una sintesi impareggiabile. Romano di nascita e castellano di residenza, Mancori ha esplorato il mondo della fotografia in tutti i suoi aspetti, dall’ambito pubblicitario, a quello architettonico e scientifico, collaborando con centri ricerca di fisica, astrofisica e astronomia, a quello industriale, fino alla fotografia come pura espressione artistica.

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