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Autunno – libri in redazione: leggende e social, insetti nel romanzo distopico

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Autunno – libri in redazione: leggende e social, insetti nel romanzo distopico

Autunno – libri in redazione: leggende e social, insetti nel romanzo distopico
ottobre 24
08:34 2017

Attraverso comunicati stampa, incipit, materiali, le case editrici, gli autori, i curatori promuovono le loro ‘creature’, letture per tutti…

Attualità, costume

Leggende & superstizioni svelate! di Fabiola Marchet, Sandit libri. Un libro che raccoglie e spiega l’origine e i motivi di alcune delle credenze popolari più diffuse in Italia e nel mondo e che, nonostante i progressi scientifici e tecnologici, vivono ancora nell’immaginario collettivo. Perché si dice che la coccinella porti fortuna? Per quale motivo ci si bacia sotto il vischio e si lancia il riso agli sposi? Perché certi numeri dovrebbero influenzare la nostra vita a tal punto da volerli evitare? Quali leggende gravitano attorno al gufo e perché i bambini dovrebbero farsi trovare sotto un cavolo piuttosto che sotto un’anguria? Può essere che l’usanza di addobbare l’albero di Natale provenga dall’Antico Egitto? Perché non si deve aprire un ombrello in casa? A questi e ad altri enigmi risponde l’autrice fornendo, per ciascuno di essi, curiosità e rituali tra il serio e il faceto per aumentare la dose di fortuna o respingere le negatività che pensiamo di esserci attirati addosso. A ogni modo, ogni superstizione o gesto scaramantico non è casuale, ma trova la sua esistenza e motivazione in leggende, miti e circostanze del passato, quando la preoccupazione principale della gente era la sopravvivenza quotidiana. Fin dai tempi antichi, infatti, per combattere le difficoltà della vita e attirare la buona sorte, gli uomini hanno sovente cercato protezione e rassicurazione proprio in oggetti, piante e animali piuttosto che nella razionalità. Da allora, che sia per trovare l’amore, superare un esame o avere successo nel lavoro, c’è ancora chi crede che un cornetto rosso o un amuleto qualsiasi, e persino un luogo, possa essere di buon auspicio. D’altronde, alcune credenze e leggende sono state tramandate così a lungo che abbiamo finito (quasi) tutti per crederci veramente!

L’autrice: Fabiola Marchet ha origini friulane ma vive da molti anni a Milano, dove gestisce un’agenzia digitale. È esperta di galateo e lifestyle, ama allestire tavole chic, ed è appassionata di tradizioni popolari.

Iconomania. Selfie nevrosi e ascesa del Social Narciso di Giovanni Pacini, Kepler Edizioni. Selfie come nevrosi, mania dell’immagine come malattia: social narcisi e ossessionati dalla propria forma truccata, pseudo star multimediali illusi di aver raggiunto l’onnipotenza, in realtà schiavi del proprio ruolo apparente e della propria vanità, gioiosamente privati della libertà. L’ebook Iconomania. Selfie nevrosi e ascesa del Social Narciso è un breve e illuminante saggio sul grande male del nostro tempo e sui mutamenti profondi che in una manciata di anni, il social media ha scatenato.

«I social media hanno dato avvio al bacillo scatenante la patologia che attanaglia il nostro tempo, l’iconomania: l’esigenza di divenire e farsi immagine», scrive l’autore 21enne, studente di Filosofia. Cosa di cela al di sotto delle colorate e divertenti immagini multimediali? Quando si è originata questa malattia silente? In che modo il mortale bacillo è andato diramandosi nel mondo? È possibile trovare una cura per il male dilagante? Il libro tenta di trovare le risposte a tali questioni, con l’intento primario di essere innanzitutto una profilassi che sappia dare ai lettori consapevolezza delle patologie di cui essi sono vittime incoscienti. «Il social media è l’attuale regno dei cieli in cui ciascuno può divenire idolo e divinità. Dall’anonimato mondano all’egemonia multimediale: questa è la possibilità più dirompente che il social media offre». È questa la chiave del successo di social: dallo straziante isolamento e dalla nociva invidia per la fama altrui, il social ha reso chi più chi meno, una star. «La grandezza dei social sta nel fatto di aver permesso in potenza a tutti di diventare famosi, ma nessuno si rende conto che quella potenza termina all’interno del social media stesso e, quando si rientra nel mondo reale, quella potenza scompare».

L’autore: Giovanni Pacini, nato a Viterbo nel 1996, consegue gli studi al Liceo Scientifico Cardarelli di Tarquinia (VT) con il massimo dei voti. Durante il percorso di studi liceale partecipa, nell’anno 2014, al Certame Vichiano presso Napoli. Attualmente è studente presso la Facoltà di Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma.

Cittadinanza attiva, legalità

A piccoli passi. Minori non accompagnati e cittadinanza attiva di Lucia De Marchi, Infinito Edizioni.

Le migrazioni, e in particolare quelle che riguardano i Minori stranieri non accompagnati, non sono solo dei flussi da monitorare ma fenomeni complessi di cui bisogna comprendere in profondità le dinamiche. Questo saggio parte da una ricerca sul campo svolta in diverse città italiane e – analizzando le relazioni di questi minori con gli operatori delle comunità, gli insegnanti e il mondo del lavoro – studia le opportunità che vengono offerte ai Minori stranieri non accompagnati per integrarsi in Italia. Emergono varie difficoltà nell’educare alla cittadinanza attiva questi ragazzi, sia per la scarsità di risorse umane sia per la mancanza di finanziamenti congrui e a causa di vari scogli burocratici. Il passaggio alla maggiore età diventa molto critico per questi giovani, che rischiano l’isolamento e la clandestinità. Ecco allora in questo libro la proposta di un percorso formativo per consentire a questi minori di potenziare le loro competenze e di diventare cittadini attivi.

L’autrice: Lucia De Marchi, laureata in Antropologia Medica con una tesi sui ragazzi di strada in Romania, si occupa di minori abbandonati e in stato di affido dalla metà degli Anni ‘90.

Italia.zip Test di comprensione e compressione del Belpaese di Mario Conte e Pierluigi Senatore Prefazione di Antonino Di Matteo, Infinito Edizioni. Postfazioni di Attilio Bolzoni e Toni Capuozzo

Due amici, un giudice e un giornalista, che risiedono a mille chilometri di distanza, l’uno al sud e l’altro al nord, si confrontano sulle rispettive realtà e sul futuro dell’Italia. Ne nasce un libro che in parte è saggio, in parte è dialogo e confronto profondo tra due persone che, attraverso i loro lavori ‘sensibili’, vivono quotidianamente le contraddizioni, i pregiudizi, le migrazioni e le divisioni del nostro Belpaese. «Oggi l’Italia tutta, da Bolzano a Lampedusa, corre gli stessi rischi e sconta, sulla pelle dei cittadini onesti, gli stessi peccati. Come un cancro, la mentalità mafiosa si è espansa e annidata, a tutti i livelli, nella gestione della cosa pubblica e degli affari privati. La corruzione, la gestione clientelare e familistica del potere, l’uso spregiudicato delle risorse pubbliche, stanno sfiancando il Paese, stanno facendo smarrire, nei più giovani e nei migliori tra i giovani, la voglia e l’entusiasmo di impegnare qui le loro forze e le loro intelligenze». (Antonino Di Matteo)

«Io provo paura quando vedo ancora le baracche abitate del terremoto di Messina del 1908; provo paura quando la mafia in questi ultimi anni si è travestita da antimafia; provo paura quando la retorica di qualche predicatore di legalità è piegata ai suoi deliri di onnipotenza. È una paura che monta, che sale verso nord. Nella Fondi e nella Sabaudia di oggi che sono per omertà come la Corleone e la Partinico di ieri, nell’Emilia e nella Lombardia di politicanti che fanno finta di niente e garantiscono che ‘abbiamo gli anticorpi per respingere le mafie». (Attilio Bolzoni). «Senatore e Conte hanno intrecciato le loro idee e tracciato le loro pagelle trovando alcuni valori comuni – comuni a loro due, più che alle rispettive comunità – a cominciare dalla legalità. Il resto, nonostante tutto, rivela un evidente amore per le rispettive piccole patrie, e il risultato, mi sembra, è il ritratto di una patria grande piena di difetti, e meritevole di amore». (Toni Capuozzo)

Narrativa

I ditteri di Marco Visentin, Licosia edizioni – La realtà supera ogni immaginazione: la possibile scomparsa degli insetti è più drammatica della distopia del romanzo I ditteri di Marco Visentin «La scomparsa del 76% degli insetti alati negli ultimi 27 anni in 63 aree naturali della Germania, riportata dalla rivista scientifica multidisciplinare Plos One, è più catastrofica dell’ipotesi di trasferimento dei geni delle mosche negli uomini descritta nel mio romanzo, che è definibile come distopico», è quanto afferma Marco Visentin: «La distopia è il contrario dell’utopia: è un mondo indesiderabile che però ha in sé caratteristiche politiche, economiche, sociali e ambientali, molto simili a quelle del nostro mondo. Ma una così radicale diminuzione degli insetti è qualcosa di inquietante. Significa minori possibilità di impollinazione delle piante e aumentata carenza di cibo per le specie che si nutrono di questi animali, con conseguenze pericolose per l’intero ecosistema. Questo è un vero mondo indesiderabile». L’autore del romanzo nota come spesso, ultimamente, l’informazione si sia interessata a notizie sugli insetti, dalla ricomparsa in Italia di malattie infettive di cui sono vettori le zanzare, alla mosca di 17 milioni di anni fa imprigionata nell’ambra, alla possibilità di vendere nell’Unione Europea insetti da mangiare a partire dal 1° gennaio 2018, all’invasione di cimici asiatiche, ma la notizia della scomparsa di tre quarti degli insetti tedeschi in determinate aree è davvero grave. Le cause di questo fenomeno non sono ancora note. Ma pare certo che concorrano l’utilizzo di fertilizzanti e pesticidi, e la riduzione delle superfici selvatiche. «Anche nel mondo distopico che io ho immaginato ne I ditteri – conclude Visentin –, si ha una radicale compressione delle aree naturali, che cedono il passo all’industrializzazione e alla cementificazione scriteriate. L’unica possibilità di godere del paesaggio si ha in parchi divertimento dove la natura è replicata artificialmente. Ma almeno le mosche che partecipano al romanzo esistono. La realtà contemporanea è così catastrofica che potrebbe impedire persino l’immaginazione degli insetti che caratterizzano la mia distopia».

L’autore: Marco Visentin nasce nel 1971 a Roma. È laureato in filosofia, disciplina che insegna in un liceo romano. Si è dedicato alla scrittura professionale, come giornalista e copywriter per siti inerenti al mondo della scuola, degli enti locali e dello spettacolo dal vivo. Come narratore, ha pubblicato racconti per Einaudi, Adnkronos Libri, e testate locali. L’idea e il capitolo iniziale de I ditteri sono stati premiati nella rassegna di arte giovanile Enzimi nel 2000. La trama è stata sviluppata successivamente fino alla stesura del romanzo, che è il primo dell’autore.

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