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CON “SOGNO O SON DESTE” IL RESTAURO DEL PATRIMONIO ESTENSE E’ MULTIMEDIALE

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CON “SOGNO O SON DESTE” IL RESTAURO DEL PATRIMONIO ESTENSE E’ MULTIMEDIALE

CON “SOGNO O SON DESTE” IL RESTAURO DEL PATRIMONIO ESTENSE E’ MULTIMEDIALE
luglio 30
09:35 2018

I disegni che ornavano le facciate e le architetture dei centri urbani e dei borghi legati alla famiglia Estense saranno di nuovo fruibili integri e nei loro colori originali grazie al progetto “SOGNO O SON DESTE”. Un lavoro di rilievi con laser scanner 3D durato anni, e realizzato in collaborazione con esperti restauratori, riporta in vita decori e disegni grazie a una tecnologia multimediale in grado di proiettarli su vetri ottici tramite serigrafie. L’iniziativa, che ha debuttato venerdì 13 luglio a Vignola (Mo) con un ricco calendario di appuntamenti, sarà poi a Modena nell’ambito del festivalfilosofia e a Ferrara da metà settembre al 12 dicembre. Si tratta delle zone dove la casata d’Este ha regnato per sei secoli, dal 1200 alla metà dell’800

Ammirare i decori, i colori e i disegni che ornavano palazzi, rocche e castelli in diversi luoghi legati alla Casa d’Este grazie a una proiezione luminosa digitale realizzata fedelmente con tecniche di ricostruzione virtuale d’avanguardia. Tutto questo sarà possibile fino al 12 dicembre nelle città e nei borghi dell’antico dominio estense di ModenaFerraraVignola. “SOGNO O SON DESTE” è il progetto di cultura figurativa, realizzato in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Carife (Cassa di Risparmio di Ferrara), Fondazione di Vignola e BPER Banca, che mette in luce – letteralmente – le residenze e le architetture della casata d’Este, antica signoria italiana di Ferrara che ha dominato dal 1208 fino al 1859 i territori che si estendono tra Ferrara, Modena e Reggio Emilia. La Chiesa di Sant’Agostino a Modena, Casa Romei a Ferrara e la Rocca di Vignola (Mo) saranno le prime importanti residenze e architetture “messe in luce”, ma ne seguiranno molte altre. Per ciascun apparato decorativo che si andrà a proporre nell’ambito del progetto – ancora in espansione e dal potenziale illimitato – sono in corso da anni rilievi con l’ausilio della tecnologia laser scanner, grazie alla preziosa collaborazione con l’Università di Ferrara, per ottenere una griglia tridimensionale con margine di errore inferiore a un centimetro, generata da una nuvola accuratissima di punti, e utilizzabile come modello 3D degli edifici. A questa scansione tridimensionale sono state poi abbinate specifiche fotografie aeree di dettaglio, ottenute con la tecnica gigapixel, e architettoniche, realizzate con droni, essenziali per avere un prospetto esatto degli edifici e per studiare le tracce ancora esistenti delle decorazioni. Gli scatti realizzati, elaborati con specifici e sofisticatissimi software, hanno generato fotografie geometricamente corrette, in cui sono state eliminate le piccole imperfezioni dovute ad esempio alla posizione dei punti di ripresa o ai dislivelli delle aree rilevate o, ancora, dall’inclinazione delle macchine fotografiche. Tutto questo in modo che le foto possano essere considerate una reale “mappa” da seguire. Dopo tutte queste indispensabili premesse tecniche, al lavoro di rilievo è stato affiancato quello di un’equipe di esperti in tecniche di restauro, che ha individuato con estrema precisione le tracce delle decorazioni, i relativi disegni e colori, nelle tonalità perfettamente identiche a quelle originali. Infine sono state ricostruite digitalmente le parti mancanti andando a produrre i file definitivi per le proiezioni che, su ciascun edificio, verranno trasposte su vetri ottici, detti “gobos”, tramite serigrafie. Al progetto multimediale verrà affiancato quello di promozione con incontri ed eventi culturali su temi di rilevanza storico artistica, e non solo. Dopo la serata d’inaugurazione di venerdì 13 luglio alle ore 22.00 in Piazza dei Contrari a Vignola, si susseguiranno le proiezioni (il calendario aggiornato è disponibile on line sul sito al link: https://www.sognoosondeste.it/wp-content/uploads/CALENDARIO-PROIEZIONI-LUGLIO-AGOSTO-SETTEMBRE.pdf) nell’ambito degli eventi collaterali Openart. Dalla storia e il linguaggio dei colori ad approfondimenti su racconti e testimonianze iconografiche e astronomia nella storia dell’arte: sono numerosi gli appuntamenti ai piedi della Rocca nel cuore del Borgo in provincia di Modena in programma tutti i mercoledì e le domeniche fino a settembre.  Nella città geminiana invece la facciata della Chiesa di Sant’Agostino, nella Piazza omonima, si illuminerà il 14 settembre e nell’ambito della diciottesima edizione del festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo, dedicato quest’anno alla “Verità”. Dal 19 settembre al 12 dicembre sarà poi la volta di Ferrara, con una serie di appuntamenti dedicati, tra gli altri, alla musica e rievocazioni storiche e alle rappresentazioni della Signoria Estense nelle monete e nelle medaglie. Illusione o realtà? “SOGNO O SON DESTE” mira a ricomporre il linguaggio artistico dell’universo iconologico estense, che dialogava con facciate di rocche, palazzi, ville e chiese, per restituire la narrazione di quel mondo artistico – tra i più importanti nella storia della cultura italiana – e farlo risplendere grazie alla proiezione luminosa digitale, con un impatto visivo immediato capace di creare stupore e meraviglia nello spettatore.Il lavoro prevede di coinvolgere nel tempo molte residenze della casata, per restituire la spettacolarità della cultura figurativa estense. Quest’ultima infatti era pensata per conciliare necessità concrete relative alla conservazione degli edifici a quelle di comunicare messaggi politici, dinastici e di esaltazione della storia e delle virtù degli Este. L’inesorabile scorrere del tempo ha cancellato quasi completamente questo patrimonio, tanto da farne dimenticare l’esistenza. L’ambizioso progetto “SOGNO O SON DESTE”, realizzato grazie all’importante sostegno di BPER Banca, mira quindi a far tornare a splendere, grazie alla proiezione luminosa digitale, quel patrimonio dell’Italia come paese dipinto che da secoli suscita l’ammirazione di chi lo visita, promuovendolo e migliorandone la tutela e la fruizione. In particolare l’azione di valorizzazione si concretizzerà, tramite la collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia,  attraverso una campagna di rilievi architettonici realizzati utilizzando le tecnologie d’avanguardia già messe in campo, alla scopo di dare vita a una banca dati conoscitiva dello stato di conservazione, non solo degli edifici di cui si ricomporranno le decorazioni esterne, ma anche di opere architettoniche – sempre legate al territorio estense – che versano in condizioni di degrado o semi abbandono, come le numerose pievi, oratori o chiese, contenenti affreschi del XIV-XVI secolo, situate nell’Appennino modenese.

 CON “OPENART” VIGNOLA, MODENA E FERRARA SI ACCENDONO ANCHE CON UN RICCO CALENDARIO DI APPUNTAMENTI

Fino a mercoledì 12 dicembre sono numerosi gli eventi collaterali alle proiezioni luminose degli edifici estensi a Vignola (Mo), Modena e Ferrara: conferenze, mostre, concerti, rievocazioni storiche e tanto altro per una serie di iniziative volte a valorizzare il patrimonio architettonico dove la casata d’Este ha regnato per sei secoli

Ammirare la Rocca di Vignola, nell’antico Borgo in provincia di Modena, con la bellezza dei decori e dei colori originali che la impreziosivano, sarà possibile a partire da venerdì 13 luglioalle ore 22.00 quando, in Piazza dei Contrari, verrà accesa per la prima volta la proiezione luminosa digitale realizzata nell’ambito del progetto“SOGNO O SON DESTE”.

Ad accompagnare l’iniziativa(il calendario aggiornato delle proiezioni è disponibile on line sul sito al link: https://www.sognoosondeste.it/wp-content/uploads/CALENDARIO-PROIEZIONI-LUGLIO-AGOSTO-SETTEMBRE.pdf) tanti eventi collaterali nell’ambito di Openart in Piazza dei Contrari, a cominciare da domenica 15 luglio quando, a partire dalle ore 21.30,il professor Riccardo Falcinelli terrà una conferenza dal titolo “Cromorama: storia e linguaggio dei colori”. Il visual designer – uno dei più affermati d’Italia – spiegherà come il colore ha cambiato il nostro modo di vedere e percepire il mondo, in un viaggio alla scoperta della simbologia delle cromie nella contemporaneità. Dal nero del lutto al rosso del comunismo, dal giallo dei Simpson al manto azzurro che, tradizionalmente, avvolge la Madonna: ogni colore ha un profondo significato, tanto nel cinema quanto nel campo delle arti figurative, dalla pittura alla fotografia, fino alla vita quotidiana.

Mercoledì 18 luglio l’arte è ancora protagonista con l’inaugurazione della mostra “Abitare il mondo”: un viaggio nell’evoluzione dello spazio umano e nell’antropologia delle abitazioni e codici del colore con scatti di Iago Corazza e Greta Ropa, fotoreporter specializzati in antropologia che da anni collaborano con National Geographic. L’esposizione – aperta fino al 31 luglio con gli stessi orari della Rocca di Vignola – presenta un emozionante racconto per immagini che indaga e descrive l’abitare dell’uomo nelle sue molteplici declinazioni, documentando abitazioni che rappresentano una sorta d’interfaccia antropologica tra il mondo interno e quello esterno dell’individuo. Quando i bisogni primari abitativi sono soddisfatti, arte e bellezza iniziano a farsi strada, e il colore è forse il gradino evolutivo più semplice e più immediato che l’uomo sale per primo. E proprio l’uso del colore nell’abitare è forse il gesto più semplice ma anche più efficace che testimonia la naturale spinta evolutiva dell’uomo.
Mercoledì 25 luglio, sempre a partire dalle ore 21.30, appuntamento con “Il disegno della cometa”: racconti, testimonianze iconografiche e astronomia nella storia dell’arte, a cura di Manuela Incerti, professoressa di disegno alla facoltà di Architettura di Ferrara, e Fabrizio Bonoli- primo laureato in Astronomia all’Università di Bologna e professore della stessa materia – che, nel corso della serata, parleranno di rappresentazione degli astri nella storia dell’arte e, in particolare, della raffigurazione della cometa, di cui si può ammirare un esempio molto interessante e originale nella Cappella Contrari della Rocca di Vignola. I fenomeni astronomici infatti sono da considerarsi, nelle opere d’arte medievali e rinascimentali, tra le fonti d’ispirazione per riprodurre la quinta scenica dove incentrare particolari episodi.
Domenica 29 luglio sarà poi la volta di una “Serata ossidionale”: letture, immagini, filmati, aneddoti e suggestioni di sabbia su assedi, guerre e capitani di ventura (XV-XVI sec.). Il dottor Massimiliano Righini (oplologo e consulente museale), insieme al professor Achille Lodovisi (storico e geografo, direttore del Centro di Documentazione della Fondazione di Vignola) e all’attrice Martina Sacchetti, con la partecipazione di Fatmir Mura – artista e straordinario creatore di immagini bidimensionali di edifici e architetture mediante la manipolazione della sabbia – proporranno una serata “all’assedio” di storie e aneddoti legati a rocche e fortilizi. Al dialogo tra lo storico e l’oplologo su fortezze, armi, artifizi e, soprattutto, persone coinvolte nelle vicende belliche, si alterneranno la voce di Martina Sacchetti, che leggerà alcuni documenti originali con testimonianze riguardanti le rocche di Finale Emilia, Vignola e Monfestino, e le creazioni in sabbia di Fatmir Mura raffiguranti questi tre edifici castellani. Openart proseguirà poi fino a settembre, con tanti appuntamenti in via di definizione in programma tutti i mercoledì e le domeniche fino a settembre.
Dopo Vignola sarà protagonista di “SOGNO O SON DESTE” anche Modena: la facciata della Chiesa di Sant’Agostino, al numero 6 della Piazza omonima, si illuminerà il 14 settembre e nell’ambito della diciottesima edizione del festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo, dedicato quest’anno alla “Verità”.

Dal mercoledì 19 settembre sarà infine la volta di Ferrara: nello Spazio Crema in via Cairoli 13 a partire dalle ore 17.00 avrà luogo “Il visitatore incantato“, una visione multimediale di Palazzo Schifanoia e del suo Salone dei mesi, dipinto per volontà di Borso d’Este nel periodo tra il 1469 e il 1470. Una sintesi straordinaria della grande cultura “internazionale” del primo Rinascimento spiegata dal professor Marco Bertozzi, Direttore dell’Istituto Studi Rinascimentali, e dalla professoressa Manuela Incerti del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara.
Sabato 22 settembre dalle ore 18,30 spazio alla storia con la “Rievocazione storica nel chiostro” del Corteo Storico e dello Spettacolo di Corte legato alla famiglia ducale degli Estensi. Appuntamento a cura dell’Ente Palio a Casa Romei, in via Savonarola 30.

Venerdí 19 ottobre alle 18.00, sempre a Casa Romei, a precedere i Decori in luce nel cortile d’Onore – vera e propria inaugurazione del progetto “SOGNO O SON DESTE” a Ferrara -sarà il concerto del Conservatorio Frescobaldi, dedicato a “Cantar sacro e cantar profano: musica alla corte degli Este”. Dall’omaggio sacro della Missa Dux Ferraria e al divertimento giocoso delle frottole.

Sabato 10 novembre, a Palazzo Costabili detto di Ludovico il Moro (via XX Settembre 122), questa volta a partire dalle ore 20,30, avrà luogo un nuovo appuntamento con la musica, sempre a cura del Conservatorio Frescobaldi, che si esibirà nell’allestimento scenico con intermezzi musicali “Il pastor fido”, di Battista Guarini.
“Nel segno del principe: imprese e simboli alla corte estense” sarà invece il titolo dell’appuntamento di mercoledì 7 novembre, a partire dalle ore 17.00, presso lo Spazio Crema di via Cairoli 13.“Non troppo oscura ch’abbia mestiero della sibilla per interprete, non troppo chiara ch’ogni plebeo l’intenda”: così deve essere un’impresa, capace di evocare il principe e la sua filosofia di governo. Gli Estensi le apporranno ovunque: intere pareti ne saranno cosparse e torneranno miniate nei preziosi codici, ricamate d’oro sulle vesti, scolpite sui monumenti, dipinte sulle bandiere, marchiate sugli oggetti personali. Uno straordinario codice di comunicazione che diffonde capillarmente l’aura di magnificenza e la moltiplica attraverso diamanti, leoni, unicorni, linci e frasi icastiche che s’imprimono nella memoria, a spiegarlo saranno la dottoressa Enrica Domenicali, del Polo Museale Emilia Romagna, e la dottoressa Irene Galvani, dottore di ricerca.

Mercoledì 28 novembre si parlerà invece de “La rappresentazione della signoria estense nelle monete e nelle medaglie”, in un appuntamento a cura della dottoressa Teresa Gulinelli, funzionario archeologo numismatico dei Musei Civici di Arte Antica di Ferrara (dalle ore 17 presso lo Spazio Crema).

A concludere il ciclo di appuntamenti Openart, nell’ambito del progetto di restauro multimediale “SOGNO O SON DESTE” sarà mercoledì 12 dicembre, alle ore 17.00 presso lo Spazio Crema di via Cairoli, “Il centro del potere: aspetti dei palazzi estensi alla luce dei recenti scavi archeologici a Ferrara”: la dottoressa Chiara Guarnieri, funzionario archeologo della Soprintendenza di Bologna, Modena, Reggio e Ferrara, tratterà dell’indagine archeologica che ha interessato il centro storico di Ferrara nei primi anni 2000, toccando punti nodali dell’edilizia estense come il palazzo di corte Vecchia e palazzo Ducale. Gli interventi che hanno avuto luogo all’interno del Castello Estense hanno permesso di fare luce su alcune parti dell’edificio, come ad esempio sulla zona dei famosi “Camerini d’alabastro”. Verranno quindi approfonditi alcuni aspetti del vivere quotidiano a corte, grazie alla documentazione di molti reperti venuti alla luce, tra cui ceramiche e vetri, e chiariti l’aspetto e l’evoluzione di alcuni palazzi estensi.

ROCCA DI VIGNOLA, PIAZZA DEI CONTRARI

Ampliata e fatta decorare nei primi due decenni del XV secolo per volontà di Uguccione Contrari, nobile ferrarese e feudatario del luogo, oltre che fidato consigliere e generale di Niccolò III, la Rocca di Vignola aveva prospetti esterni decorati con  raffinate pitture, che sono stati modelli per analoghi ornamenti delle Rocche di Finale e di altri edifici simili. Grazie al progetto “SOGNO O SON DESTE” potremo ammirare come apparivano i decori quattrocenteschi nelle facciateOvest, Suded Est (in parte): un complesso apparato pittorico, coerente nella forma e nei messaggi che comunicava, una vera e propria ‘pelle’ dipinta della Rocca, che per secoli ha illustrato il carattere politico e il sentimento artistico e culturale della famiglia titolare del feudo vignolese dal 1401 al 1575. Testimonianza delle decorazioni ci è giunta dai disegni acquarellati del pittore e restauratore Ginogiano Mandrone che, nel 1931, ricostruivano l’aspetto dei dipinti esterni grazie all’osservazione diretta delle loro tracce, all’epoca ancora ben visibili soprattutto sulla torre delle Donne: merli a coda di rondine che orlavano le cortine, con una bordatura rossa e motivi vegetali.

MODENA, CHIESA DI SANT’AGOSTINO

Sulla facciata della chiesa modenese di Sant’Agostino saranno ripristinati in maniera multimediale i decori provvisori realizzati in occasione delle esequie di Francesco I d’Este (1659).Questi apparati effimeri -che proseguivano nella navata della Chiesa per terminare poi in un monumentale catafalco con la salma del duca – ci vengono raccontati in due descrizioni: la “Corona funerale”, una sintetica relazione di tutta la cerimonia funeraria, e la successiva “Idea di un prencipe et eroe christiano in Francesco I d’Este”. Le incisioni che accompagnano quest’ultima opera- realizzate dal bolognese Lorenzo Tinti, il francese Bartolomeo Fenis e il parmigiano Domenico Fontana – hanno consentito di ricostruire visivamente il sontuoso decoro progettato in occasione della cerimonia funeraria e, ai tempi, lo resero una sorta di propaganda della magnificenza estense da far circolare in tutta Europa. Nell’ambito del progetto “SOGNO O SON DESTE” sarà quindi possibile cogliere la ricchezza ornamentale che veniva proposta durante le esequie dei duchi, pensate per stregare gli occhi del popolo, dei feudatari e degli ambasciatori e per rendere il lutto un’occasione trionfale per la celebrazione della continuità storica del potere.

FERRARA, CASA ROMEI

La quattrocentesca Casa Romei ospita un ricchissimo e affascinante percorso museale che attraversa la cultura e l’arte ferrarese del XV e XVI secolo. Ancora oggi possiamo ammirare il dialogo tra i cicli pittorici creati nelle sale interne del pianterreno e le pitture che abbelliscono l’esterno. Nei loggiati e nel monumentale cortile d’onore figurano decorazioni fiorite tardogotiche, con riferimenti all’araldica della famiglia Romei, e Sibille dipinte nella sala gotica che prende il loro nome. Questa stretta relazione coloristica e di stile tra l’interno e l’esterno dell’edificio – di cui purtroppo ci sono pervenuti rari esempi – era molto frequente nel quattrocento. Il progetto “SOGNO O SON DESTE” ricompone con la luce – tramite i rilievi con laser scanner 3D- i decori del doppio loggiato, realizzando una copertura ortofotografica delle pareti dipinte.

 

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