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Dissesto: “per interventi di prevenzione 7 milioni e non 2,2 miliardi ecco il buco nero dei mancati interventi”

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Dissesto: “per interventi di prevenzione 7 milioni e non 2,2 miliardi ecco il buco nero dei mancati interventi”

settembre 18
20:23 2017

Roma, 12 settembre 2017 –  «Annunci su annunci, ma da tre anni il maestoso piano anti dissesto del ministero dell’Ambiente ha partorito il topolino. E, purtroppo, i risultati sono tutti gli occhi di tutti. Chiaramente i fenomeni meteorologici di queste ultime ore sono estremi e frutto di una tropicalizzazione del nostro clima, anche questo però ampiamente annunciato. Per questo il MoVimento 5 Stelle già tre anni fa aveva elaborato un pacchetto di risposte di breve, medio e lungo termine per mitigare il dissesto, e l’aveva presentato ai prefetti delle zone più a rischio. A oggi, però, come ha recentemente dovuto ammettere in un nostro question time proprio il ministro Galletti, gli interventi effettivi si contano sulle dita di una mano»: è il commento dei parlamentari del MoVimento 5 Stelle delle Commissioni ambiente di Camera e Senato.

 

«Il ministero  – precisa la deputata Federica Daga, autrice di numerosi question time e interrogazioni sui fondi a disposizione – ha dovuto smentire la stessa struttura governativa, Italia sicura, che da tre anni lancia numeri a caso. A luglio gli abbiamo chiesto conto delle revoche dei fondi per interventi assegnati per opere contro il dissesto e se fossero stati assegnati ad altri interventi. A maggio Italia sicura aveva annunciato (e lo ha pubblicato sul proprio sito) che  da queste revoche sarebbero stati recuperati ben 2,2 miliardi di euro. Ebbene il ministro ha confermato che le revoche effettive sono solo 15 per meno di 7 milioni di euro. Ma non dovevano essere 2,2 miliardi?».
«Due anni fa si parlava di 9 miliardi di fondi disponibili per tutta una serie di lavori che erano stati inseriti in un database, però, alla fine, si è visto che erano disponibili 650 milioni di euro per un primo piano stralcio di 33 opere. Anche su queste 33 opere, però, grazie a un’interrogazione di pochi mesi fa, è risultato che un lavoro è veramente finito, mentre altri tre sono in fase di esecuzione, e tutti gli altri, invece, devono ancora uscire dal tunnel», denuncia la Daga.

 

Secondo l’Ispra i comuni italiani in cui sono presenti aree a rischio idrogeologico sono l’82% del totale. Oltre 5 milioni di cittadini sottoposti ogni giorno in zone esposte al pericolo frane o alluvioni. «Il MoVimento 5 Stelle ha elaborato un piano che prevede tra l’altro: la sospensione dei tributi per i cittadini e le imprese impattate dallo stato di emergenza;  un fondo di compensazione per i mancati introiti per i comuni, escludere dal patto di stabilità interno le risorse impiegate per far fronte all’emergenza e alle opere di ripristino; al fine di un progressivo passaggio da una gestione emergenziale a una preventiva, ogni anno, devono essere stanziati fondi per la prevenzione pari almeno al 50% di quelli stanziati nell’anno precedente; implementare il monitoraggio delle condizioni meteorologiche e idrologiche e i piani di allarme. Abbiamo ipotizzato nel nostro pacchetto l’istituzione di un servizio geologico distribuito nei comuni, e l’obbligo a istituire i contratti di fiume per la manutenzione degli alvei», concludono i parlamentari.

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