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E LA STORIA CONTINUA… …AMORE TRA UN ANGELO E UNO STALLONE DOPATO E MALTRATTATO

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E LA STORIA CONTINUA… …AMORE TRA UN ANGELO E UNO STALLONE DOPATO E MALTRATTATO

E LA STORIA CONTINUA…   …AMORE TRA UN ANGELO  E UNO STALLONE DOPATO E MALTRATTATO
luglio 19
13:36 2018

 

Papà toscano, mamma argentina,  Maria  Consuelo Pugi ha amato i cavalli sin da quando, piccola,  andava sulle botticelle o sui pony e ha saputo con loro stabilire un legame profondo che va oltre la fisicità di un’inebriante corsa al galoppo. Ma iniziamo da quando la protagonista della nostra storia, tecnico federale di Campagna FISE ( Federazione Italiana Sport Equestri) resta incantata davanti a un giovane stallone che acquista, consigliata da un suo collega.

Solo alcuni giorni dopo si accorge che la bestia era stata dopata e, terminato l’effetto della droga, il cavallo si rivela intrattabile, pericoloso addirittura. Superato l’impatto negativo, Consuelo decide di armarsi di pazienza e applica all’irrequieto stallone un approccio teso a desensibilizzare quel che intuisce sia un trauma legato al passato.

La Dott.ssa Pugi, orgonomista, allora lavorava in una sua società, la Berkana, nella quale si svolgevano attività di recupero relazionale e psicosomatico, valorizzando capacità e risorse della persona. La scienza che viene applicata in questo campo, si rifà alla teoria di Wilhelm Reich e trae beneficio anche dall’approccio con i cavalli e la loro vita naturale nel branco: equitazione ecologica, così viene denominata questa terapia che si basa sul rapporto con il cavallo con il quale va trovato e condiviso un punto di incontro.

Tornando al giovane quadrupede, Consuelo venne poi a sapere, osservando comportamenti e atteggiamenti dello stesso animale, che la povera bestia era stata oggetto di maltrattamenti da parte di umani, gente senza scrupoli che, per piegarne la volontà ribelle, l’avevano tenuta chiusa al buio, senza mangiare e bere. Presentava cicatrici dovute a ferite agli stinchi, fasciati con corpi taglienti per evitare che durante le gare urtasse le barriere. Il lavoro di Consuelo è stato quello di applicare la stessa terapia usata per i traumi che colpiscono anche l’uomo. Pian piano lo stallone ha lasciato cadere quella sorta di autodifesa che gli impediva di aprirsi ed è riuscito a comunicare con l’essere umano attraverso un linguaggio non verbale, liberandosi dai blocchi dovuti a quelle fratture interiori che lo avevano piegato e distrutto.

Lo vidi allora nel suo ambiente, insieme al branco, docile, pronto a farsi accarezzare, tranquillo. Quel pomeriggio di qualche anno fa alle scuderie, a Rocca di Papa nell’Agricola Vivaro, ebbi il privilegio di entrare in un mondo che non conoscevo: una realtà fatta di amore e rispetto tra l’uomo e il cavallo, fiero e nobile quadrupede che sa amare e vivere in simbiosi con chi gli dimostra affetto e rispetto. Un amore antico che l’uomo ha dimenticato nel tempo e che la sensibilità e la passione possono far rivivere e trasmettere.

Lo stesso cavallo continua ancora oggi a essere parte integrante della terapia e la simbiosi con l’umano, recuperata grazie alla pazienza e perseveranza di Consuelo,  è il risultato tangibile della grande tenerezza che può esistere tra le creature di questo mondo.

Infatti la storia continua…  da un po’ non sentivo Consuelo:  un ottimo ricordo della sua persona, la chiamo, è un’amica e le chiedo come sta, come procede…     Mi fa sapere che non è più a Rocca di Papa. Una scelta coraggiosa quella di cambiare e traslocare, chi lo avrebbe fatto? Ebbene, credere è vivere e vivere è avere il coraggio di voltare pagina.Consuelo l’ha fatto un anno fa, traslocando con marito e figlio, con due cani, tre gatti e cinque cavalli.  Ah, bene! Dove?  Non esattamente dietro l’angolo: alle Baleari, nell’isola di Maiorca, dove ha trovato la sua Itaca: il core, il nucleo del suo sogno.

Ma andiamo per ordine… Un viaggio lungo due giorni,  racconta, al seguito dal truck, un camion olandese che trasportava i cavalli, per poterli controllare, rassicurare, farsi vedere, accarezzarli e parlare  loro durante le brevi soste.  Arrivati a Barcellona, tutti si sono imbarcati  per arrivare il mattino successivo a Palma di Maiorca, poi altri cinquanta chilometri per giungere nell’Eden: finalmente a casa, conclude, finalmente tutti insieme, la figlia rimasta in Italia,  nella più intima parte dell’anima… la sente spessissimo, si vedono frequentemente … viene come può qui e io tutti i mesi torno per lavoro qualche giorno e sto da lei. E stiamo insieme…

Una scelta coraggiosa: ha lasciato, dice, persone che sono nel cuore, alle quali, ricambiata aggiungo, vuole bene… ci sarebbe voluto un altro truck  per portare tutti, sorride o così me la immagino, visto che ci stiamo scrivendo. Fatti personali che lasciamo scivolare nella nostra immaginazione per rispettare la sua privacy l’hanno spinta ad andar via, ma ha portato con sé le cose che ama, lasciando tutto il resto… e non sono cose, sono sentimenti, emozioni, contatti, affetti, passioni…

Ma quale progetto sta portando avanti  Consuelo Maria Pugi?  Chiusa la Società Berkana prima di lasciare l’Italia, la Società che ha preso il suo posto si chiama Comari Factory e una parte di essa, la Play Equine si occupa di attività dirette a favorire la comunicazione,  a creare un clima di fiducia e di collaborazione tra i componenti di un gruppo, al di là del linguaggio…

Ma i suoi cavalli?  Ricordate che ne aveva salvati diversi? Ebbene sono felici con lei, stanno tutti e cinque molto bene: Hildago, Alìa, Brave Heart, Little Lucky,  Hirondelle:  Siamo la Vera Unità, dice.   E dalle foto che manda e che sono sul sito si vede quanto spazio e quanto amore circondi le sue bestiole, tutte. Una piccola lepre selvatica torna ogni mattina dalla prateria circostante per mangiar carote a bordo piscina… fiducia, questo conquista Consuelo con chi l’avvicina, siano persone o animali… la cui anima per lei non fa differenza.

Spesso,  voce tenore e basso – cantava nel Coro Ottava Nota di Eugenio Ferrario – e abile chitarrista e mandolinista, affida alle pulsazioni sonore della sua fantasia e creatività emozioni in petali di quel fiore chiamato armonia.  Canta ai suoi animali, mentre guida, mentre cammina e la musica, insieme ai libri,  colorano la sua vita.   E lavora sodo, Consuelo, con la pazienza che è la vera forza e con il suo credo incrollabile nella giustizia e nell’efficacia della cooperazione, punti di forza della sua attività che è la molla primaria di tutto il suo coraggioso e ammirevole progetto. Chi volesse saperne di più, può contattarla su playequine@gmail.com o su Instagram seguirla sulla  pagina #playequine.

Ammirevole,  vero esempio vivente di fede e determinazione:  in bocca al lupo, cara Consuelo, con la certezza che anche la fiera dei boschi verrà prima o poi a cercare una tua carezza.

 

 

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