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“È tutto qui”, di Sabrina Falcone

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“È tutto qui”, di Sabrina Falcone

“È tutto qui”, di Sabrina Falcone
dicembre 24
19:00 2017

Sabato 23 dicembre 2017 presso la Sala consiliare del Tinello Borghese, l’Associazione Photo Club Controluce e il Comune di Monte Compatri hanno presentato il libro È tutto qui di Sabrina Falcone pubblicato con il tipo ‘Edizioni Il Calamaio’.
Sono intervenuti Pietro Mazzarini, delegato alla cultura del Comune, e l’autrice.
L’autrice Sabrina Falcone è una cittadina di Monte Compatri nata a Roma il 4 gennaio 1964. Ha due figlie ed è una nonna orgogliosa dei suoi due gioielli, i nipoti. A 26 anni inizia a lavorare come funzionario giuridico-pedagogico nel carcere femminile di Rebibbia, poi a Siena, infine nell’istituto penitenziario di Velletri. E così imparerà a mettersi in gioco, a confrontarsi giorno dopo giorno con la crudezza della vita, con una realtà che pochi conoscono o vogliono conoscere, con se stessa. Una realtà che si preferisce non vedere. Le piace dire che “le sue orecchie hanno sentito storie che la maggior parte della gente non sentirà nemmeno se vivesse dieci vite”. Incontra suo marito nel 2002 ed è un grande unico amore, fino alla fine, quando, quel 21 giugno 2014, il destino mascherato da malattia, lo porterà via da lei.
Sabrina ha cominciato a scrivere il libro perché: “Ognuno di noi conserva un pudore per il dolore sofferto. Ma ho sempre pensato che una sofferenza ha senso se riusciamo a donarla ad altri.” E, forse, con la convinzione che potesse essere d’aiuto a chi, come lei, “ha attraversato l’inferno, e non è mai arrivato in paradiso.”

Il libro è una sorta di diario dove Sabrina narra la tragedia della malattia del marito che lei ha vissuto insieme a lui per quasi tre anni fino al momento della sua morte. Nel racconto si intrecciano i ricordi, le esperienze, gli amori e le sofferenze di una persona che rivive nelle pagine le risate, i dolori, la rabbia, l’impotenza, i viaggi, gli odori, le speranze…
L’amore è il collante della descrizione, ma non un amore disperato nel turbine del dolore, bensì un amore vigoroso e pieno di speranza e di sogni fino alla fine e che, anzi, continua ad accompagnarla ancora adesso.
La narrazione è arricchita dagli scritti di Mauro, suo marito. Un animo sensibile e gentile le cui qualità vengono amplificate dalla sofferenza. Nelle pagine sono riportate frasi e poesie colme di dolcezza e di amore per Sabrina e per l’umanità che lo avvolgeva.

Da un pensiero di Sabrina:

“Lo dovevo a lui. Un guerriero che ha sempre combattuto, e che portava con orgoglio le cicatrici di quelle battaglie che non avevano mai fiaccato la purezza di un animo ingenuo.
E spero che le mie parole arrivino a coloro che non conoscono l’amore, o che hanno paura di amare.”

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