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ELEZIONI. LA VIA DELL’INFERNO

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ELEZIONI. LA VIA DELL’INFERNO

febbraio 14
15:36 2018

Quella del 4 marzo prossimo sarà una delle tornate elettorali tra le più incerte della storia repubblicana. Più incerte e più problematiche. Dopo la brevissima stagione ‘prodiana’ interrotta dal berlusconismo spendaccione, con le sanatorie a pioggia (pagate dagli onesti), le cene ‘eleganti’, nonché dalle ‘Padanie ladrone’ (‘famiglie bossiane’ e dintorni), oltre che dalle precedenti contraddittorie riforme costituzionali condite con leggi elettorali raffazzonate e finalizzate ‘pro domo sua’, siamo arrivati alla stagione odierna, dove una legge elettorale come questa in ‘sperimentazione’ (un ordigno già esploso in mano ai costruttori) ha distrutto la illusoria prospettiva di una alternanza tra due partiti o perlomeno tra due forti coalizioni ben individuabili. Siamo giunti pertanto ad un labirinto elettorale dal quale non si trova una via di uscita, tante sono le strade (leggi: gruppi, gruppuscoli, partitelli, ecc.) che indicano gratuitamente percorsi che, ben che vada, ci riportano al punto di partenza. Ma si sa che la via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni. E questo non è un modo di dire clericale, ma addirittura della buonanima di Carlo Marx! Le ‘buone intenzioni’ ammannite dai vari candidati – anche della stessa coalizione – sono le assurde, contraddittorie e straripanti promesse elettorali distribuite a ‘destra’ e a ‘manca’, con l’evidente constatazione che i vari personaggi addirittura non si consultino nemmeno all’interno della propria coalizione!
Problemi, prospettive, persone da candidare, un tempo oggetto di animati dibattiti e confronti nei partiti – di una epoca che sembra ormai distante anni luce – sono semplificati (e selezionati per benino), ad esempio da una parte ‘politica’ con quelle pseudo consultazioni(?) on-line dove, i candidati del ‘nuovo che avanza’ vengono inseriti con disinvoltura in liste per il Parlamento, pur avendo raggiunto per la candidatura nazionale (!) la bellezza di un centinaio di voti del proprio parentame! Senza dire – ormai la cosa è evidente e scontata – delle candidature imposte dall’alto per blindare in collegi (illusoriamente) ‘sicuri’, personaggi più o meno capaci, o confermare in certi altri collegi, figure che alla base sinceramente non si possono più sopportare! Così vengono esclusi dalle liste anche elementi che, nella scorsa legislatura in Parlamento, hanno pur ben figurato e lavorato quotidianamente con onestà e altruismo.
E’ più che naturale allora che possa crescere l’astensionismo o, ben che vada, la scheda bianca, e se va proprio male come appare in tendenza, anche una destra xenofoba e razzista.
In Italia infatti, i più hanno sottovalutato la crescita da tempo (eppure nemmeno tanto sotterranea) di gruppi e organizzazioni xenofobe, razziste e con nostalgie per dittature guerrafondaie, alimentatesi già a suo tempo negli stadi ma anche in alcune scuole e club pseudo sociali e ‘culturali’, su cui, anche per episodi deprecabili accaduti recentemente e subito strumentalizzati, si appoggia una destra bifronte (che alla massa credulona, da una parte offre sicurezza e benessere a buon mercato, dall’altra difende categorie forti e protezionismi, nazionalismi in Europa, e liberismo trumpista, oltre che aperture a pistoleri ‘fai da te’).
In quanto al ‘grillismo giustizialista’, è stato sostituto dal perbenismo ‘dimaiese’, il quale ormai non convince del tutto – nemmeno coloro che inizialmente hanno appoggiato il Movimento come alternativa al ‘sistema’ – sull’onestà sbandierata dei suoi candidati (Frascati docet), tanto più che le gazzarre inscenate più volte in Parlamento e nelle piazze non si discostano molto da quelle già viste da parte di altri parlamentari ‘caciaroni’.
In quanto alla sinistra o al ‘già centro-sinistra’, indubbiamente l’aver personalizzato certe vicende (referendum costituzionale compreso) da parte del segretario politico PD, il procedere senza una vera consultazione sulle scelte sia all’interno del partito che all’esterno, l’aver imposto con l’avallo dei suoi fidi, candidati blindati, ha fatto perdere ulteriori ‘simpatie’; lo si constata con evidenza ai livelli locali dove il ‘renzismo’ ha imperato (e creato anche il vuoto, in certi casi, dentro lo stesso ‘partito’). Sicché ecco emergere gli ‘alternativi’ al PD per il Parlamento (Senato e Camera) in quei gruppi ‘usciti’ alla sua sinistra – da LeU(Liberi e Uguali), alla Bonino, ecc., che, inizialmente creduti non in grado di raggiungere la soglia del 3%, potrebbero anche superarla proprio grazie alle chiusure presentate da Renzi e compagni. In tal caso il PD pur avendo qualche non peregrina possibilità di successo verrebbe comunque ridimensionato dai gruppi a latere. Per le elezioni regionali nel Lazio, nell’area di centro sinistra, quanti ad esempio, sono comunque favorevoli a sostenere la riconferma del presidente Zingaretti – di cui non si può ignorare una gestione politico-amministrativa sufficientemente positiva – hanno dovuto comunque costituire una forza a latere del PD, creando quel ‘Centro solidale’ che si presenterà anche con alcuni esponenti di area cattolico-democratica (provenienti dalla società civile, da ex responsabili dell’Azione cattolica, del volontariato, ecc., ma senza integrismi di sorta)…Insomma una prospettiva assolutamente da prendere in considerazione.
Indubbiamente la competizione, soprattutto per Camera e Senato è difficile anche perché è complicato discernere i veri programmi e le vere soluzioni ai problemi, soprattutto nazionali, in quanto pare che nessuno abbia il coraggio di dire che per uno sviluppo sostenibile e solidale occorre la ripartizione dei sacrifici (e delle tasse!) e il discernimento concreto sui problemi più urgenti, cosa che invece evita di fare nell’unica tribuna degli schermi televisivi, quella passerella dei soliti cosiddetti leaders che gareggiano a chi la spara più grossa per vendere inutili cianfrusaglie, malamente parodiando la vecchia Vanna Marchi. E ci si potrebbe chiedere cosa abbiano fatto e fanno questi personaggi – comprese alcune decrepite cariatidi – per far veramente crescere il popolo culturalmente, politicamente, socialmente e solidarmente. Praticamente niente. Per questo occorre urgentemente dare spazio a persone nuove e lontane dai giochi degli imbonitori ed arrivisti… Ma ci sono? Non siamo pessimisti, ce n’è più di qualcuno, basta solo saperli individuare e sostenere.

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