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Foibe:10 gennaio 2014 – Giornata del Ricordo

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Foibe:10 gennaio 2014 – Giornata del Ricordo

febbraio 07
15:36 2014

Le foibe sono cavità naturali, pozzi, presenti sul Carso (altipiano alle spalle di Trieste e dell’Istria), dove verso la fine della Seconda Guerra Mondiale le bande comuniste di Tito vi gettarono (infoibarono) migliaia di persone, alcune dopo averle fucilate, alcune ancora vive, colpevoli di essere italiane o contrarie al regime comunista.
Purtroppo è impossibile dire quanti furono gettati nelle foibe, molte cavità sono irraggiungibili e alcune ancora sconosciute. Approssimativamente si può parlare di 6.000 – 7.000 persone uccise nelle foibe, alle quali vanno aggiunte più di 3.000 persone scomparse nei gulag (campi di concentramento) di Tito.
Le vittime dei titini venivano condotte, dopo atroci sevizie, nei pressi della foiba; qui gli aguzzini, non paghi dei maltrattamenti già inflitti, bloccavano i polsi e i piedi tramite filo di ferro ad ogni singola persona con l’ausilio di pinze e, successivamente, legavano gli uni agli altri sempre tramite il filo di ferro. I massacratori si divertivano, nella maggior parte dei casi, a sparare al primo malcapitato del gruppo che ruzzolava rovinosamente nella foiba trascinando con sé gli altri che precipitavano negli abissi della terra ancora vivi.
«Il giorno che ricorda le foibe – spiega il sindaco Luciano Gori -, il 10 febbraio, nacque dopo decenni di vergognosa omertà. Per molti anni le foibe restarono un mistero doloroso. Per recuperare tale omissione e onorare la memoria delle vittime, è giusto che i libri, le scuole, la tv ora ne parlino e che le amministrazioni comunali se ne ricordino».
Alla commemorazione saranno presenti anche gli scolari dell’Istituto Comprensivo “Don Milani”, «è necessario – spiega l’assessore alla pubblica istruzione, il vicesindaco Massimo Pulcini – che gli studenti ricevano queste lezioni di civismo, gli orrori dell’Olocausto e delle Foibe ci devono ricordare l’importanza di valori come la tolleranza e il rispetto degli altri e delle loro idee, base fondamentale per la salvaguardia della democrazia».
Quella tolleranza e quel rispetto che mancarono nei confronti di milioni di cittadini giuliano-veneti che scampati alle foibe furono comunque costretti, dal 1943 al 1960, ad abbandonare le loro case e vivere da esuli in patria e a ricostruirsi una vita tra mille difficoltà, «anche questo dobbiamo ricordare – spiega il Sindaco Gori -, la forza di questi nostri concittadini che sono stati capaci di ricominciare e di rialzarsi. Mi ha sempre affascinato la storia di Nino Benvenuti – prosegue – un esule istriano che con tenacia ha continuato a lottare fino a diventare Campione del Mondo di pugilato, un uomo cacciato dalla sua terra che ha tenuto incollati alla radio circa 18 milioni di italiani per seguire in diretta lo storico match contro Griffith in cui divenne Campione del Mondo. Questi credo – conclude Luciano Gori – siano gli esempi che dovremmo tenere a mente in questo particolare momento storico di crisi economica e culturale».
La commemorazione del 10 febbraio diviene a Monte Porzio Catone un momento di ricordo, ma anche di speranza, la speranza nelle grandi possibilità dell’uomo che se vuole può evitare che eventi tragici come quelli delle Foibe o dell’Olocausto siano ripetuti e che ha in se la forza di risollevarsi nelle peggiori sventure.

10_Febbraio_2014_Giorno_______________del_Ricordo.pdf

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