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Frascati – Ricordo di Don Antonio Bernasconi

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Frascati – Ricordo di Don Antonio Bernasconi

Frascati – Ricordo di Don Antonio Bernasconi
luglio 03
09:48 2017

21 febbraio 1976, il Vescovo Luigi Liverzani consegna il crocifisso a don Bernasconi in partenza per la Bolivia

Ricorrono quest’anno, l’ottantesimo anniversario della nascita di don Antonio Bernasconi e il decimo anniversario del suo dies natalis. Nato il 22 maggio del 1937 ad Olgiate (Como) dove fu ordinato sacerdote il 29 dicembre 1968 dal vescovo tuscolano mons. Liverzani che lo incardinò nella diocesi di Frascati, Bernasconi che era impegnato pastoralmente nella chiesa del Crocifisso a Rocca di papa, fu vice Parroco a Rocca Priora nel 1969 e vice rettore del seminario tuscolano nel 1970. Ricoprì l’incarico di Assistente ecclesiastico diocesano per l’ACR (Azione Cattolica Ragazzi) dal 1971 al 1972. Sacerdote ‘fidei donum’, partì missionario per la Bolivia nel 1976 per un villaggio delle Ande, ma fu costretto a fuggire poco tempo dopo a motivo della crudele repressione messa in atto dal regime che aveva già incarcerato o ucciso anche numerosi catechisti e militanti dell’azione cattolica accusati di sostenere i guerriglieri. Si stabilì pertanto ed operò per diversi anni in Guatemala, dove ricoprì l’incarico di direttore spirituale del locale Seminario Mayor de la Asuncion a Ciudad Guatemala dal 1978. Ma anche la situazione politica in quel Paese non era certo rosea.
In quegli anni io curavo il notiziario diocesano di AC, che gli inviavo mensilmente e da cui apprendeva notizie di Frascati e della diocesi. Quando seppe che nel 1982 questo bollettino avrebbe cessato le pubblicazioni, mi scriveva: …mi dispiace, perché era la mia unica maniera con cui ricevevo qualche notizia della Diocesi. E nella sua lettera periodica che indirizzava anche al suo gruppo di riferimento e sostegno di Rocca Priora, affermava: La situazione di Guatemala in questo momento? Molto silenzio e ancora…molto sangue! In effetti erano migliaia le vittime della repressione e della violenza. Tuttavia qualche anno dopo la situazione migliorò. Don Antonio fondò la ‘Casa Betania’, punto di riferimento di spiritualità e preghiera per giovani, catechisti e missionari e si impegnò anche in molteplici attività e iniziative contro la povertà. Nel 1991 fu segretario della Conferenza Episcopale guatemalteca e dal 1999 responsabile della pastorale missionaria delle POM (Pontificie Opere Missionarie) del Guatemala, organizzando nel 2003 il secondo Congresso Americano Missionario. Quasi ogni anno tornava in Italia in maggio per la riunione mondiale dei responsabili delle POM. Ricoverato al Gemelli per una grave malattia, morì il 29 agosto del 2007. E’ sepolto ad Olgiate comasco. In una lettera del 1993 ricordando i 25 anni da che era in Guatemala scriveva: …Venticinque anni fa…! Un soffio…e una vita! Non vorrei sembrare un nostalgico però non posso fare a meno in questi giorni di rivedere tanti amici di Olgiate, la terra natale dove ho imparato ad amare e seguire il Signore con l’esempio dei miei familiari e tanti ottimi sacerdoti. Tanti volti amici di Frascati, Roma, Rocca di Papa (soprattutto ‘quelli del Crocifisso’) a cui debbo tanto appoggio durante gli anni di formazione sacerdotale. E poi il cuore a Rocca Priora! Legata a don Antonio è la vicenda del crocifisso del Cristo negro che si venera nella città di Esquipulas vicino a Città Guatemala. Don Bernasconi portò la copia di questo crocifisso a Frascati che fu collocata dapprima in Cattedrale e poi a S. Maria in Vivario, da ultimo posta definitivamente nella chiesa parrocchiale di san Giuseppe a Rocca Priora.

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