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Il conformismo dei ‘giovani ragazzi’

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Il conformismo dei ‘giovani ragazzi’

Il conformismo dei ‘giovani ragazzi’
marzo 30
09:35 2018

Nei pochi e falsi miti giovanilistici resistenti ad ogni decennio che trascorre si consuma gran parte del conformismo sociale. Gli adulti per convenienza e per nascondere le verità scomode, i ragazzi perchè pare che certi attributi facciano ‘ribelle’, li pubblicizzano come tali nel primo caso, li accettano pronamente nel secondo diventando a volte caricature di se stessi. Velocità su moto e auto di grande cilindrata, alcool, notti insonni, droghe, farebbero il giovane giovane. Tra l’altro, da qualche tempo è invalsa nel linguaggio corrente la terribile abitudine di definire, un giovane ragazzo, una giovane ragazza, come se esistessero ragazze o ragazzi vecchi o così così, in un ossimoro che una volta si usava nelle canzoni del varietà per far ridere un pubblico di bocca buona.
Così questi ‘giovani ragazzi’ sarebbero giovani solo se fanno qualcosa che gli adulti non devono, non possono più fare e perciò anche la gioventù, dopo il glorioso ’68, tornerebbe ad essere determinata dai gusti degli adulti che già hanno vissuto buona parte della loro vita decidendo anche cosa faranno quelli che vi si stanno affacciando appena.

In una società impostata in maniera capitalistica, dove anche la procreazione è considerata, al pari merito dello ‘sviluppo’, un attributo irrinunciabile dell’individuo, tanto c’è posto per tutti su un pianeta, invece, non infinito, si deve fare spazio mentalmente a tutti, poiché se il futuro è soltanto diventare sempre di più e ogni vita umana ha il proprio valore intrinseco, occorre pensarci, tutti, come un valore inviolabile a prescindere dal colore, dal credo dallo stato sociale, etc. mentre, a dirla tutta, non pare che le società occidentali e orientali stiano andando in questa direzione, almeno non nella sostanza.

Tornando ai giovani e non ai giovanilisti. In un’esistenza piena e ricca per ciascuno, ad ogni età, è importante vivere la propria condizione psicofisica: molto più importante quella fisica da giovani e giovanissimi, con un corpo che cambia continuamente e molto più quella psichica col passare degli anni, raccomandando alle due età della vita di non dimenticare, invece, ognuna di queste condizioni dove possibile: ai ragazzi di seguire la propria fisicità cercando costantemente cibo per la mente e non modi per distruggersi ma, nei limiti del possibile, far convivere studio, divertimento, viaggi ed esperienze in giro per il mondo o in un proprio ambito scelto per poter testare quello che effettivamente si potrà diventare in futuro. A chi ha vissuto già l’età della ‘bellezza’ e della libertà incondizionata, di provare a mantenere almeno un po’ di questi due valori senza farsi affossare completamente dagli impegni (lavoro, famiglia, pensieri) come conformisticamente vorrebbe l’assetto sociale che passa l’individuo dal mito del ‘ribelle’ a quello del ‘bollito’.

A proposito dei giovani anche Papa Francesco, ultimamente, facendosi immortalare in alcuni selfie con dei ragazzi ha commentato «Riuscite più a pensare un giovane senza lo scatto di un selfie?». A vent’anni, l’osservazione all’apparenza leggera ma impietosa verso un vuoto di prospettive tanto evidente e ingiusto m’avrebbe inquietato…. (Serena Grizi)

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