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La fraschetta de Stefano

marzo 11
17:06 2013

L’atra sera stemmo a giocà a carti da Stefano de Cassarittu, che po’ saria Stefano Lolli, l’utimu poeta a braccio de Rocca Piura. Co’ ‘nbicchiere de vinu biancu e lu focaracciu ‘picciatu, stemmo a fa na partita a briscola. Emmo io, che giochea co Jack lu meccanicu, Diabolik e Costantinu de scrocchiò, la partita te porta allo sfottò, tu ‘nsi bonu, te te ‘nculu così, e tuttu va lisciu.

‘nsomma da na parola a l’atra se comncia a offenne, finu quasi a venì alle mani. Diabolik pe li nervi sbatte lu bicchiere sopre lu tavolino e se taja na mani, l’atri giocatori, Morelli, Nicola Buja e Stefano se mittu ‘mezzo per paralli, e tuttu finisce così, senza morti. Tante voti le parole se comncia scherzenno e se ‘riva a botte. Pe fortuna che non ce stau più li cortelli sotto lu tavolinu, come ai tempi de prima della guerra.

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