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La morte su facebook

novembre 27
08:26 2016

Gli americani, la morte ce l’hanno snaturata gli americani. Le loro bombe, sganciate anche da Clark Gable, non hanno soltanto sventrato le tombe del Verano, spargendo un lezzo stomachevole che ammorbò tutta Roma per mesi. I loro ordigni, piovuti rovinosamente dal cielo, hanno ucciso i più fortunati. Nei superstiti hanno messo in atto una metamorfosi lenta e letale, ancor più criminale della guerra stessa.

Ben peggiori delle bombe, Babbo Natale, gli alberi di Natale e i regali in plastica, a tutti i costi. Le Feste, prima d’allora, le chiamavano “giorni come tanti altri”.

Il petrolio, Pasolini lo scrisse prima di tutti e ancor prima che fosse tolto di mezzo Enrico Mattei, ci ha annientati il petrolio.

Le arance, che chiamavamo ‘i portogalli’, erano i principali regali di Natale e della Befana. Le arance che sapevano di merangolo, aspre, da affettare e condire con olio e pepe. Frutti che in un modo o nell’altro irritavano gli occhi. C’era ben poco di dolce, in quel tipo di Natale.

E poi la morte, trasformata anche quella, immersa come un cadavere da imbalsamare nel nero oleoso del petrolio. Nella forma, prima, e in futuro anche nella sostanza, di come la vediamo e la vedremo. Quella degli altri, ovviamente. E, di questo passo, un giorno potremo vederlo in anteprima, il nostro trapasso.

Morte allontanata dalla vita, corpi portati subito lontano, i cari dell’estinto tenuti a distanza. Come fosse peste. E invece è tutta opera del petrolio, della fame di petroldollari. Perché il morto fa guadagnare, e giù a complicare le cose: le pratiche sanitarie, i costi, la profilassi, il funerale.

E penso ai profili muti di fb, a quelli senza uno straccio di volto, neanche sfocato sgranato sfregiato. A quelle presenze assenti ma onniscienti e inquietanti.

Vi sfido, vi sto guardando e intanto mi rado, nella quotidianità più serena: sapete di morte, quella senza andata né ritorno. La peggiore. Fatevi avanti… o rinchiudetevi per sempre nel vostro buco nero, risucchiante verso il nulla.

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