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Le casette che non si “rifiutano”, ma si riciclano

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Le casette che non si “rifiutano”, ma si riciclano

ottobre 26
18:35 2013

Girando nella rete mi sono imbattuta nello scritto di Emiliano Cottini, cooperante internazionale. Vi riassumo la sua testimonianza.

Nella più grande discarica dello Stato di Oaxaca, nel Messico sud-orientale, con un caldo da far perdere i sensi soprattutto a chi non è di quelle parti, ogni giorno vengono depositate 1.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati. Il 20% circa di tali rifiuti è letteralmente sottratto alla discarica dai pepenadores – riciclatori informali – 40 famiglie, circa 200 persone, i quali prima che i bulldozer interrino la spazzatura, lavorando a mano, selezionano e riuniscono i vari materiali riciclabili come il PET, gli altri tipi di plastica, la carta, il cartone, l’alluminio, il rame ed il vetro. I riciclatori vivono ai margini della discarica e vendono a prezzi irrisori i materiali accumulati mediante questo lavoro estremamente duro e rischioso, a imprese intermediarie che a loro volta li rivendono alle imprese riciclatrici.
SiKanda e Gruppo Abele da sempre cercano di portare avanti progetti per migliorare le condizioni di vita di queste persone. Così ad oggi sono state realizzate 12 abitazioni, usando il materiale proveniente dalla discarica. Ogni casa costruita dagli stessi riciclatori, è costituita da 6ooo cartoni di tetrapak, che vengono aperti e applicati come rivestimento esterno ed interno allo scheletro di legno, mentre 5000 bottiglie di plastica, vuote e tappate, riempiono l’intercapedine che resta tra i due strati di tetrapak. Quindi non si usano mattoni, si riduce al minimo l’uso del cemento, si crea un eccellente isolamento termico – le case risultano fresche anche nelle ore più calde – si costruisce in soli 5 giorni e secondo una stima le case dovrebbero durare 20 anni. Ma i vantaggi non finiscono qui: come per tutti i progetti si devono trovare i fondi necessari, e in questo caso è possibile trovare tanti finanziatori che donano anche piccole cifre; inoltre è una opportunità per sperimentare l’eco-edilizia e nuove tecniche costruttive. Valori aggiunti da utilizzare ovunque. Grazie ad Emiliano per questa sua testimonianza e grazie a tutti coloro che lavorano nell’ambito della cooperazione.

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