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L’ultimo addio all’archeologo Duprè

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L’ultimo addio all’archeologo Duprè

maggio 01
00:00 2007

Nonostante l’Ente non avesse volutamente pubblicizzato molto l’evento per rispetto alla discrezione della famiglia, alle 12.30 sul piazzale del parcheggio si è radunata una grande folla di amici, parenti, collaboratori della Scuola Spagnola di Storia e Archeologia di Roma e rappresentanti del mondo associativo e archeologico locale, che hanno voluto assistere alla cerimonia di commemorazione tenuta dal Presidente della Comunità Montana, alla presenza di alcuni Amministratori del Territorio. Iniziata alle 13.00 con la scoperta della lapide, la cerimonia ha anticipato lo spargimento delle ceneri di Duprè, avvenuta poco dopo ad opera della famiglia, nell’area del Teatro.

Siamo e saremo per sempre in debito con l’uomo e con lo studioso – ha detto con molta semplicità e affetto il Presidente Giuseppe De Righi, che con il professore spagnolo aveva instaurato un rapporto stretto di fiducia e di collaborazione, condividendo con lui gli obiettivi di valorizzazione del sito e l’idea della necessità di istituire un Parco Archeologico di Tusculum, a cui anche il professore affidava le sue speranze di tutela futura del sito. – “Duprè ha lasciato un segno molto forte in tutti quelli che lo hanno conosciuto e lavorato con lui, consegnandoci un esempio raro di intelligenza e passione, di cui oggi raccogliamo il testimone, impegnandoci a proseguire la sua opera. Con questa pietra vogliamo tramandare la sua memoria alle generazioni future, sicuri che in qualcuno possa generare gli stessi sentimenti di passione e amore per Tuscolo, che ha avuto il professore”. Anche il sindaco di Monte Porzio Roberto Buglia e il vicesindaco di Frascati Giancarlo Marcotulli, presenti al fianco di De Righi, hanno voluto condividere questo ricordo di eccezionale impegno dell’archeologo. “Ho conosciuto Duprè solo un paio di anni fa, quando era già malato – ha detto in particolare Buglia -, ma la sua passione per la causa di Tuscolo mi ha toccato subito. I suoi appelli a noi amministratori per salvaguardare quest’area erano talmente forti e sentiti, da rimanermi impressi ancora oggi nella memoria. Cercherò per quanto posso di non tradire le sue attese, che sono ovviamente anche le nostre di amministratori”. Molto sentito anche il discorso del neo-direttore della Scuola Spagnola di Storia e Archeologia in Roma (CSIC), Ricardo Olmos, che ha parlato in spagnolo rivolgendosi alla folla di collaboratori e ai famigliari appositamente giunti dalla penisola iberica. Qualche breve parola da parte del fratello di Duprè ha concluso questa prima fase della cerimonia, poi la folla compostamente si è spostata al Teatro Romano all’interno dell’area archeologica, per lo spargimento delle ceneri, così come lo stesso professore aveva chiesto di fare nel suo testamento lo scorso anno. Era un silenzio irreale quello che ha accompagnato l’ultimo addio a Xavier Duprè, interrotto solo da qualche singhiozzo dei congiunti e degli amici più cari, come la dott.ssa Ribaldi che è stata per anni il suo braccio destro e che oggi ha il compito di sostituirlo alla direzione degli scavi. Saliti sulla parte più alta che domina la cavea del Teatro, i familiari del professore hanno aperto con grande commozione l’urna delle ceneri gettando la prima manciata sull’erba. Poi, ad uno ad uno, tutti i parenti e gli amici si sono susseguiti nello stesso gesto, riconsegnando a Tuscolo il suo sostenitore più appassionato, in un gesto che tutti i presenti hanno riconosciuto come legittimo e dovuto. Qualcuno al termine della bella cerimonia ha commentato “Adesso Xaviér Duprè è diventato Tuscolo”. E chi c’era, non lo potrà mai dimenticare.

Note sulla vita di Duprè
Nato a Barcellona il 4 luglio del 1956, Xavier Duprè arriva in Italia nel 1995 in qualità di Direttore della Scuola Spagnola di Storia e Archeologia in Roma, assumendo nell’anno successivo (1996) la direzione del progetto scientifico di Tusculum. Ha diretto ben undici campagne di scavo – l’ultima nel settembre 2005 – effettuando scoperte importanti tra le quali vogliamo menzionare la definizione cronologica e architettonica delle fasi del Teatro Romano, l’identificazione della Basilica Giuridica Romana, il rinvenimento della Chiesa Medievale Extraurbana e la definizione della Piazza del Foro ed edifici annessi.
A fine 2005, la Comunità Montana gli aveva dato un riconoscimento per il suo impegno appassionato, con cui ha contribuito alla ricostruzione storica della Città in tutte le sue fasi e più in generale a risvegliare l’interesse del mondo scientifico e istituzionale sull’area. “È stato sicuramente un elemento-chiave nel processo di valorizzazione di Tusculum – concordano il Presidente della Comunità Montana Giuseppe De Righi e l’assessore ai Beni Culturali Fausto Bassani – che grazie a Duprè ha varcato i confini territoriali per approdare ad una ribalta internazionale”. Il professore, che godeva di un’altissima considerazione presso il Governo Spagnolo, ebbe la capacità di interessare agli scavi nientemeno che la Regina Sofia di Spagna, che fu proprio lui ad accogliere per una vista sul luogo, nel settembre del 1998. Nella sua intensa carriera, Duprè ha firmato circa sei pubblicazioni di alto profilo su Tusculum, che oggi costituiscono il suo lascito più importante, insieme ovviamente agli scavi. Tra i titoli delle sue opere, vogliamo citare almeno quelli in italiano: “Scavi archeologici di Tusculum. Rapporti preliminari delle campagne di scavo 1994-1999”. (2000); “Il foro repubblicano di Tusculum alla luce dei recenti scavi”(2003) ; “La basilica di Tusculum” (nel 2005). Xavier Duprè è scomparso il 20 aprile del 2006, a seguito di una lunga malattia contro cui ha combattuto con la sua consueta forza e dignità. Colpisce la vicinanza della sua morte con il 17 aprile, data della distruzione definitiva di Tusculum nel 1191. Coincidenza o destino?

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