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Filippo Luzi

Dal libro di Mirco Buffi – “Momenti Monticiani” edito dall’Associazione Culturale Photo Club Controluce

Uno degli artisti più noti a cui Monte Compatri ha dato i natali, è il sacerdote Filippo Luzi. Nacque il 19 luglio 1665. Di lui non si sa molto e poche sono le opere che, ufficialmente, gli sono state attribuite, mentre per altre rimane il dubbio. Come dicevo, era un sacerdote (quanti preti ha avuto Monte Compatri!), come pittore ebbe per maestro Lazzaro Boldi, accademico dell’Accademia nazionale di S. Luca, titolo che egli stesso ottenne a trent’anni, su proposta dell’architetto Carlo Fontana.

L’Accademia nazionale di San Luca è un istituto di belle arti costituito a Roma nel 1557 dal papa Gregorio XII. L’importanza e l’azione formativa di questo centro di studi, al quale convennero i più insigni artisti italiani e stranieri, furono grandissime.

A Monte Compatri si trova solo un’opera di Luzi: “La Vergine che cinge con un collare d’oro s. Teresa d’Avila”, tela conservata nella pinacoteca dell’Abbazia di San Silvestro.

Presso la Galleria dell’Accademia di S. Luca, invece, si trova il quadro “San Paolo e san Luca Evangelista”, opera che donò all’Accademia, unitamente ad una somma di denaro pari a cinque testoni (moneta d’argento dell’epoca).

Unica sua opera che ci risulta trovarsi all’estero, è il ritratto raffigurante il già citato Boldi, esposta al Museo Nazionale di Stoccolma.

Nella chiesa di S. Prassede, a Roma, troviamo “Il miracolo di san Bernardo degli Uberti”; nella chiesa di San Francesco di Paola, una “Sacra famiglia con san Gioacchino e s. Anna” ed altre opere, tutte queste però, come dicevo prima, sono attribuite al nostro artista, ma con un punto interrogativo.

Un’opera, invece, dipinta sicuramente dal Luzi, si trova ad Artena e raffigura “La Maddalena”.

Altre sue opere, infine, si trovano nel convento di S. Maria Nova a San Gregorio di Sassola, piccolo centro in provincia di Roma, sul versante occidentale dei Monti Prenestini, commissionata dal fratello Ilarione che ne rivestì la carica di priore (anche lui dunque un religioso) dal 1695 al 1703.

Filippo Luzi morì nel 1722.

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