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Monte Porzio in paradiso, gli Sharks sono in C!

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Monte Porzio in paradiso, gli Sharks sono in C!

luglio 01
15:40 2008

Con il cuore, ma anche con la testa, i ragazzi di Vernini hanno dominato in gara 3 il San Giustino, andandosi a conquistare quella Serie C che per molti, all’inizio, era pura utopia. Per come è nato il “progetto Sharks”, per la stagione, la prima a Monte Porzio, i progressi fatti, il coinvolgimento della comunità e soprattutto il risultato finale, c’è chi dice che.. “Sembra un film straordinario… un film nel quale dodici uomini qualunque dimostrano di essere grandi uomini”.
Parola allora a Renato Vernini, coach di questi splendidi ragazzi che hanno regalato a Monte Porzio un successo unico, indimenticabile, assolutamente straordinario…
Coach Vernini, cosa ha pensato quando è caduto l’ultimo pallone?
“In quel momento non si pensa, ero commosso perché so quanto questi ragazzi meritino la serie C e quanto abbiano sudato per ottenerla, il merito è tutto loro.”
E dopo?
“Dopo pensi a quanto una serie C sia importante per Monte Porzio, al fatto che grazie a questo gruppo i ragazzi per strada giochino a pallavolo, che abbiamo vinto con il pallone pieno di bambini e di famiglie. Poi pensi al fatto che su questo versante dei Castelli manchino le strutture, che sebbene sia in procinto di essere costruita una nuova palestra a Monte Porzio è sempre troppo poco per il bacino d’utenza di questa zona… dopo, dopo pensi che il prossimo anno non si può giocare la serie C se non si provvede a mettere in opera un fondo adeguato. Oggi si parla di campi sintetici per il calcio come se non si potesse fare senza, noi dobbiamo giocare a pallavolo, in serie D, su un campo di cemento con le toppe e la gobba… lo sa che l’ultimo mese abbiamo dovuto chiedere ospitalità ad un’altra squadra perché questo fondo ha logorato i tendini ed i muscoli dei nostri ragazzi? Senza contare che basket, pallavolo e pattinaggio sono impegnati quotidianamente in una guerra tra poveri per conquistare un po’ di spazio in palestra…”
Torniamo alla squadra: un gruppo composto da giocatori con un grande passato e giovani talenti…
“Il segreto di questo gruppo è che ogni giocatore ha una grande motivazione. Chi ha interrotto una carriera per un infortunio, chi voleva vincere qualcosa per la prima volta in carriera, chi vuole dimostrare a quaranta anni passati che non conta aver giocato in serie A, l’importante è sudare ogni giorno per conquistare due punti più degli avversari. Porterò sempre nel cuore tutti questi ragazzi però vorrei raccontare una situazione personale: quando ho preso la squadra ero preoccupato perché nel gruppo c’era gente come Velletrani e Speranza, due giocatori ai quali non potevo insegnare nulla e dai quali temevo di poter avere problemi. Lasciatemi dire che come giocatori non si discutono e sono il massimo, ma come persone sono sicuramente meglio! Un esempio per tutti noi!”
Gli altri?
“Gli ultimi palloni delle due finali vinte sono stati messi per terra da Chessa e De Stefanis due ragazzi con i quali ci sentiamo frequentemente anche fuori dal contesto della pallavolo, credo che si sognassero quei momenti da mesi, senza togliere niente a nessuno sono contento che abbiano chiuso loro il discorso dopo aver disputato partite perfette. Ceccarelli ha giocato davanti alla sua gente una finale di rabbia, qualità, coraggio, sacrificio. Un mito. Mancini, ha subito un infortunio alla vigilia dei play off: stagione finita per tutti, ma non per lui. Pochi sanno che per rientrare si è sottoposto tutti i giorni a tre-quattro ore di fisioterapia. L’ho sostituito nel terzo set, voleva ammazzarmi, gli ho detto: tranquillo, ti carichi, rientri e ci fai vincere il set. Così è stato. Tirelli: ha giocato una finale perfetta, neanche un momento di sbandamento. Lui che è un istintivo si è controllato in maniera degna di un professionista. D’Alessio: fuori per scelta tecnica nell’ultima finale è entrato gli ultimi cinque punti, quando eravamo sotto, è andato in battuta, ha ricevuto, ha difeso ed abbiamo vinto. Complimenti! Fabiani: ci ha portato in finale sostituendo Mancini, è entrato solo per pochi punti importanti ed ha sostenuto la squadra, un uomo prima che un giocatore! Poi, più di tutti, voglio ringraziare Russomanno, Chimenti e De Nardo: in tutta la stagione hanno giocato poco, ma quando sono entrati hanno dato il massimo, hanno sostenuto la squadra e soprattutto hanno consentito di tenere alto e competitivo il livello degli allenamenti, ogni volta che ci mettevamo sei contro sei era una finale! Infine un grazie particolare a Malatesta che è rientrato proprio per darci una mano durante gli allenamenti in vista dei play off ed a Caponera che vorrei molto entrasse a far parte dello staff tecnico della prossima stagione. Non posso certo dimenticare che questa squadra è stata guidata per gran parte della stagione da Andrea Genova, al quale, naturalmente rivolgo un ringraziamento. La società? La società era al primo anno di serie D ed ha dimostrato di poter funzionare alla meraviglia: voglio ricordare l’esistenza storica di un nutrito gruppo femminile giovanile e seniores, allenato da Sergio Fraschetti, ringraziare il custode-tifoso-segnapunti-magazziniere, il mitico Sergio, la segnapunti ufficiale, dallo sguardo della quale capisci come sta andando la partita, Nadia Vescovi, la giocatrice-segretaria-assistente sociale Monia Zanecchia, il fisioterapista-dirigente-porta fortuna Volpini ed il massaggiatore Brunetti che a titolo di amicizia ha smanacciato il capitano prima della finale. Un grazie tutto particolare, al presidentissimo Rosario di Luca, senza di lui, naturalmente tutto questo non si sarebbe concretizzato…e se ho dimenticato qualcuno…faccio cento flessioni al prossimo allenamento…”

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