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#Nonleggeteilibri – Quel libro ‘ignoto’ che sembra aspettarti…

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#Nonleggeteilibri – Quel libro ‘ignoto’ che sembra aspettarti…

#Nonleggeteilibri – Quel libro ‘ignoto’ che sembra aspettarti…
aprile 15
08:19 2018

L’ignoto ignoto. Le librerie e il piacere di non trovare quello che cercavi (titolo originale: The Unknown Unknown, Bookshop and the delight of not getting what you wanted) di Mark Forsyth, Laterza 2017 traduzione di Giuseppe Laterza € 2,00 isbn 9788858127339 e-book € 0,79 disponibile al prestito inter bibliotecario SBCR www.consorziosbcr.net

Il libricino di poche pagine attrae l’attenzione dell’editore Giuseppe Laterza, che lo tradurrà, in una libreria di Regent Street. L’editore, già conosciuto per sensibilità e cultura, con grande eleganza scrive al proposito: «Si può essere o meno d’accordo con ciò che scrive Forsyth. Ma c’è qualcosa sulla casualità della scoperta e sulla capacità di apprezzare l’inatteso che mi sembra una caratteristica poco valorizzata delle buone librerie. Nel breve tragitto tra la mia casa e l’ufficio fino a poco tempo fa c’era una bancarella che ospitava libri e dischi in vinile usati. Mi ci fermavo spesso, rubando qualche minuto agli impegni quotidiani, per scorrere i titoli e le copertine. Lì, per esempio, ho comprato Il mare color del vino di Sciascia e Le mie idee politiche di Bertrand Russell, Il mestiere dell’editore di Valentino Bompiani e Gente di Dublino di James Joyce. (…) Perché li ho presi? Soprattutto perché erano lì quando io passavo. Tra tanti libri possibili, mi aspettavano quei libri.» E così la prima parola che viene in mente leggendo la nota dell’editore e le parole spicciole e mai banali sulle scelte di Forsyith, tra i più noti linguisti e commentatori della lingua inglese, è: umiltà. Il fulcro delle interessanti pagine è un pensiero di Rumsfeld, sì proprio quello dei governi Ford e Bush junior che conoscevamo per altri aspetti: «Ci sono cose che sappiamo di sapere. Ci sono cose che sappiamo di non sapere. Ma c’è anche l’ignoto ignoto, cioè le cose che non sappiamo di non sapere». Ovvero: qui non si legge dei libri che conosciamo o quelli che sappiamo di non conoscere perché non letti, ma dei libri di cui ignoriamo del tutto l’esistenza e che possono venirci incontro dall’ultimo tavolo in fondo d’una libreria di proposta di sole due stanze, da una fortunosa bancarella, da una cassetta di libri usati vista allo stesso angolo per anni, ‘biblioteca del caso’ perché sempre diversa…. Lo stesso concetto di trovare il cercato può essere applicato alla rete la quale, secondo Forsyth non può essere foriera di grandi sorprese proprio perché è capace di rispondere solo ad una nostra domanda. Eppure, nell’entropia social corrente, è facile partire con una ricerca e trovarsi a sognare su sinonimi, titoli, abitudini antropologiche molto diverse dalle nostre e cercando per trovare si possono scovare angoli di serendipità inaspettati, davvero coinvolgenti. In poche pagine l’autore concentra la geografia, la libreria romantica, la teologia e anche ottime bevute di scotch whisky. Il manifesto delle buone librerie e di cosa ne possa scaturire esiste!  (Serena Grizi)

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