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Notte Europea dei Ricercatori 2018. Attività di “Arte e Scienza”

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Notte Europea dei Ricercatori 2018. Attività di “Arte e Scienza”

luglio 03
14:12 2018

Le nostre attività finora inserite sono:

Quadri di una esposizione di “Arte e Scienza” (Luca Nicotra)
Categoria: Mostra
Attraverso pannelli illustrativi viene presentata una sintesi dell’attività divulgativa svolta nei suoi primi 5 anni di vita dalla rivista ArteScienza. La rivista, che esce in forma telematica in due numeri annuali, costituisce uno spazio a disposizione del pubblico, dove esperti dell’uno e dell’altro schieramento delle cosiddette “due culture” (l’umanistica e la scientifica) rendono testimonianza fattiva dello spirito unitario della cultura, coniugando letteratura, arte e scienza attraverso un linguaggio comprensibile a tutti, pur senza sacrificare eccessivamente il rigore scientifico delle specifiche culture.
L’unico termine “ArteScienza”, piuttosto che “Arte e Scienza”, non vuole affermare un’assurda, insensata e sterile fusione tout court fra le due culture ma più semplicemente, attraverso una ovvia provocazione verbale, vuole proporre all’attenzione dell’uomo comune i legami che invece esistono fra di esse e ancor più stimolare a trovarne o inventarne di nuovi, affinché arte e scienza, pur nelle loro distinte connotazioni, possano coabitare proficuamente sotto l’unico firmamento del Sapere, completandosi e arricchendosi a vicenda attraverso uno scambio osmotico di idee e metodi. Sarebbe sciocco ignorare la loro diversità e finanche opposizione, ma sarebbe altrettanto dannoso rinunciare alla sfida di trarre proprio da tale opposizione un nuovo proficuo atteggiamento verso la cultura, più critico e integrato.
Il notevole sviluppo dei singoli saperi, sia verticale (crescita in profondità) sia orizzontale (proliferazione), rende certamente impossibile, oggi, il ritorno all’uomo rinascimentale umanista e scienziato. Tuttavia, salvaguardare un’idea di cultura unitaria alla base delle varie culture è necessario, non soltanto sul piano puramente culturale (della comunicabilità) ma anche pratico (della comprensione della società attuale e delle scelte che essa ci impone), specialmente nella nostra società industriale e post-industriale, che si presenta sempre più a tutti nella sua natura complessa e sistemica attraverso i numerosi intrecci fra le singole “culture”. Un contributo essenziale a entrare in sintonia con tale complessità può essere dato da una “divulgazione interdisciplinare” equilibrata, che sappia coniugare una comunicazione quanto più possibile vicina al linguaggio ordinario con l’esigenza di non abdicare troppo all’esattezza.
Gli obiettivi della rivista “ArteScienza” sono perfettamente in linea con l’inter-disciplinarietà e trans-disciplinarietà già così coraggiosamente e appassionatamente perseguiti un secolo addietro dal grande matematico e filosofo Federigo Enriques e oggi più che mai attuali e necessari per la stessa democrazia della società e della diffusione del sapere.

Dialogo tra Arte e Scienza (Alberto Macchi)
Categoria: Spettacolo teatrale
“Dialogo tra Arte e Scienza”, testo e regia di Alberto Macchi, è uno show costituito da una pièce teatrale sotto forma di reading, in omaggio alla figura di Maria Skłodowska-Curie. Una conversazione Immaginaria tra due grandi personaggi polacchi del XIX secolo, vissuti in anni diversi a Varsavia, entrambi emigrati a Parigi: il compositore e pianista Fryderyk Franciszek Chopin, divenuto famoso in tutto il mondo e la scienziata Maria Skłodowska-Curie, Premio Nobel nel 1903 – insieme a suo marito Pierre Curie – per la Fisica e Premio Nobel nel 1911, per la Chimica. Lo spettacolo si svolge in un’atmosfera onirica, tra luci, ombre, suoni e voci. Il testo di questa lettura drammatizzata racconterà alcune considerazioni intorno alle differenze tra i percorsi di vita degli artisti in genere – siano essi pittori, musicisti, poeti, scultori o architetti – e degli scienziati, siano essi fisici, chimici, medici, matematici, biologi, antropologi o geologi.
Un dialogo appunto tra Arte e Scienza che rievocherà tratti della storia di artisti come i pittori Caravaggio e Jan Matejko e di scienziati quali gli astronomi Galileo Galilei e Niccolò Copernico, tutti luminari, rivoluzionari, in grado di pensare fuori dagli schemi, tutti assetati di novità e di sfide. Non mancano, poi, considerazioni circa la fede e gli effetti procurati dall’Arte e dalla Scienza nell’ambito della società.

Verso il robot sapiens (Armando Guidoni)
Categoria: Presentazione di libri
In questo libro si insinua con forza la creatività, allacciata all’intuizione, che si presenta come capacità non solo di immaginare ma anche di scoprire, inventare e far fronte con esito positivo a contesti nuovi, nei quali le conoscenze e le attitudini esistenti si rivelano inadeguate. Ovvero un innesco a liberare l’energia che risiede in ogni uomo. La creatività e il desiderio espandono tutte quelle attività che ci muovono per dirigerci oltre l’esperienza immediata. Non bisogna dimenticare che il desiderio parte sempre da dove altri erano già giunti e ha come obiettivo ciò che altri avevano già intuito.
Tutto quanto oggi è stato realizzato altro non è che l’evoluzione naturale di desideri espressi dall’uomo in momenti precedenti e poi continuamente rievocati dalla sua memoria, dove vanno a fissarsi i ricordi. Basti pensare alle straordinarie intuizioni di Leonardo da Vinci, molte delle quali sono rimaste nella fase embrionale di progetto e che dopo molti secoli qualcuno ha messo in pratica riversandole su macchine tecnologiche.

L’impossibile caduto dal cielo (Luca Bindi)
Categoria: Conferenza
Sono sicuro che William Blake non si arrabbierà troppo se un frammento della sua opera viene usato per descrivere questa storia. Analizzando infatti un campione di roccia di poco più di due millimetri conservato nelle collezioni del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze con tecniche sofisticatissime, ci si è imbattuti nella firma caratteristica di un nuovo corpo extraterrestre, una meteorite con una età stimata attorno ai 4.5 miliardi di anni.
Tale meteorite presenta una peculiarità incredibile: contiene il primo quasicristallo naturale. I quasicristalli sono dei solidi la cui struttura ha una storia a dir poco avvincente. Adottata a scopo decorativo già nel XV secolo, per esempio nei mosaici del Darb-i-Imam in Iran, ipotizzata su base teorica nel 1984, fu osservata al microscopio elettronico qualche mese più tardi dal chimico israeliano Dan Shechtman, scoperta per la quale è stato premiato nel 2011 con il Nobel per la chimica. Fino a pochi anni fa ritenuti un materiale esclusivamente artificiale, è stato dimostrato che non solo possono formarsi in natura, ma riescono anche a rimanere stabili per scale temporali cosmiche.
Conclusione estremamente importante viste le enormi applicazioni tecnologiche di questi materiali (lamette da barba, pellicole antiaderenti in pentole, etc.). Una caratteristica quantomeno inaspettata è la presenza, nei grani di quasicristallo così come in altre fasi mineralogiche trovate nella meteorite, di alluminio non legato all’ossigeno. È ben noto infatti che l’alluminio metallico tende ad ossidarsi con estrema facilità appena entra in contatto con l’ossigeno. Tali minerali, comunque, si sono formati in un regime di altissima pressione e temperatura alquanto inusuale, durante scontri tra corpi extraterrestri nello spazio. In alcune delle fasi mineralogiche trovate nella meteorite l’alluminio è legato al ferro e al nickel. Questa caratteristica ha indotto anche importanti speculazioni cosmochimiche. Il nucleo dei pianeti è infatti pensato essere costituito da una lega di ferro e nickel. Recenti misure della velocità delle onde sismiche a seguito di terremoti profondi hanno però mostrato che tale ipotetico nucleo ferro-nickel risulta ‘alleggerito’ dalla presenza di un elemento più leggero. Numerose ipotesi sono state fatte, riducendo a quattro il numero degli elementi più probabili: carbonio, silicio, zolfo e ossigeno. L’alluminio non era stato preso in considerazione. L’averlo adesso trovato in minerali meteoritici di alta pressione e temperatura legato al ferro e nickel lo fa balzare in cima alla lista dei candidati per l’alleggerimento del nucleo terrestre e induce a proporre nuove ipotesi geochimiche per l’accrescimento dei pianeti. Si aprono nuove direzioni per la ricerca scientifica delle scienze della terra e delle scienze planetarie, un grande stimolo per la nuova generazione di scienziati.
È sufficiente anche per te William Blake?

La filosofia come scienza rigorosa (Piero Trupia)
Categoria: Conferenza
La filosofia come scienza rigorosa è un sogno che risale alle origini e per un breve spazio di tempo si è realizzato con la fusione tra filosofia e scienze della natura. A quel tempo, la filosofia era amore del sapere e non frazionava il sapere in settori. A partire dal Rinascimento la divisione fra scienze della natura e scienze dello spirito è diventata una barriera. Il rigore della filosofia e l’attenzione ai fondamenti del sapere delle scienze naturali sono diventati una chimera. Il suggello ne è in filosofia la sua declinazione come storia di un sapere e non come un sapere. Da parte delle scienze naturali si erge l’ostacolo di una scienza che può essere rigorosa soltanto se i suoi risultati sono sperimentali.

L’arte figurativa spiegata ai non vedenti (Piero Trupia)
Categoria: Conferenza
Una raffigurazione artistica è la presentazione di un pensiero attraverso segni significanti non verbali nè auditivi (grafici e coloristici). A questo pensiero possono accedere anche i non vedenti, saltando la fase della visione diretta per acquisire cognitivamente il pensiero raffigurato. A tal fine occorre un interprete della componente grafico-coloristica che restituisca ai destinatari il significato della raffigurazione. Una pittura o una scultura sono insiemi di segni significanti dei quali cogliere il significato. Questo è presente sia nella pittura sia nella scultura. Si respinge quindi la dottrina echiana di una semiosi illimitata, secondo la quale ogni segno rinvia a un altro segno della composizione in un rimando senza limiti e quindi circolare. Al contrario la semiosi qui proposta è di tipo semantico: un segno un significato, ma anche un metasignificato dell’insieme raffigurativo, il quale, se valido, è organico. La presentazione ai non vedenti agisce direttamente sul loro spazio mentale, con il vantaggio, rispetto ai vedenti, che questo loro spazio è più ampio e più facilmente visitabile che non quello dei vedenti. È la loro fondamentale risorsa cognitiva. La presentazione consiste allora nel creare un contenuto, complesso quanto necessario, che esprima il significato globale dell’opera figurativa come composizione organica dei significati dei singoli segni significanti e della loro interazione semantica.

Quasicristalli: fra natura, scienza e arte (Carlo Francou, Ugo Locatelli, Luca Nicotra)
Categoria: Mostra con slide (Slide Show)
All’origine di questa slide show ci sono elementi considerati per lungo tempo “vietati” dalla scienza ufficiale. Infatti, fino al 1984 non si credeva possibile che nello stesso stato solido potessero esistere casi di materiali con strutture a livello atomico non perfettamente cristalline, cioè costituite da una disposizione ordinata periodicamente degli atomi o delle molecole. Invece nel 1984 il fisico israeliano Daniel Shechtman è riuscito a realizzare in laboratorio per la prima volta un materiale solido in cui gli atomi si dispongono in un modo che si può definire “quasi ordinato”. Per queste loro proprietà di organizzazione atomica quasi periodica questi nuovi materiali solidi sono stati chiamati “quasicristalli”.
I ricercatori Peter J. Lu (Harvard University) e Paul Steinhardt (Princeton University) hanno in seguito accertato che questa conformazione quasi-periodica corrisponde al disegno di molti mosaici islamici del XIV secolo. Inoltre, la stessa struttura quasi periodica è presente nelle famose tassellature del piano quasi periodiche, realizzate del matematico, fisico e cosmologo inglese Roger Penrose negli anni Settanta del secolo scorso. Recentemente, nel 2009, Luca Bindi, dell’Università di Firenze , ha trovato con il suo team, nella collezione mineralogica della sua Università, il primo quasicristallo naturale in un campione di roccia proveniente dai monti Koryak in Russia.
Le strutture quasi periodiche si ritrovano, dunque, sia nel quasi cristallo naturale, scoperto da Bindi e Steinhardt, sia in matematica sia nei mosaici islamici, costituendo un esempio straordinario di intreccio tra natura, scienza e arte.

Atlantide: in Sierra Leone? (Marcello Cosci)
Categoria: Conferenza
Il prof. Marcello Cosci, già docente dell’Università di Firenze, specialista nell’interpretazione a fini archeologici di foto del suolo scattate da aerei e da satelliti, ha applicato questa moderna tecnologia alla ricerca del sito della mitica Atlantide, descritta da Platone nei dialoghi “Timeo” e “Crizia”. Grazie a quest’approccio al problema, è riuscito a individuare tracce di strutture costruite dall’uomo nel sottosuolo dell’isola di Sherbro, in Sierra Leone che corrispondono alla descrizione fatta da Platone. In questa conferenza Fabio Cosci espone e discute l’ipotesi avanzata alcuni fa dal padre Marcello Cosci circa la possibile localizzazione di Atlantide nell’isola di Sherbro. Nella conferenza si evidenzia il carattere innovativo dell’approccio proposto da Cosci, mostrando altresì i risultati pratici cui quest’approccio ha condotto, grazie alle tre spedizioni nell’isola di Sherbro realizzate da Fabio e Roberto Cosci, figli di Marcello, unitamente a studiosi e volontari.
Alcuni aspetti, probabilmente poco conosciuti, dell’archeologia, della storia e della cultura dell’Africa occidentale, sulla quale si concentrano queste ricerche, fanno pensare all’esistenza di fasi ancora ignote del suo sviluppo nel passato.

Una datazione dei petroglifi del lago Onega (Дмитрий Синеокий /Dmitrij Sineokij, Carlo Scopelliti)
Categoria: Conferenza
Il lago Onega (o Onego) è situato nella Russia europea, a una distanza di circa 520 km ad est di San Pietroburgo,. Sulle rive del lago si trovano grandi lastre di granito decorate da magnifici petroglifi, che furono scoperti nel 1848 dal geologo Konstantin Ivanovič Grevingk.
Da allora, vari studiosi hanno cercato di datare in modo attendibile queste figure e di interpretarne il significato. Si tratta di immagini dei tipi più diversi: animali, uccelli, esseri umani, forme geometriche bizzarre (alcune addirittura simili a padelle). Apparentemente, tutte queste figure sono affastellate in modo caotico, e sembra che nella loro disposizione non si possa individuare alcuna logica.
In genere si è cercato di collegare questi petroglifi ad alcuni siti antichi scoperti nelle vicinanze, siti di cui si poteva determinare l’età col metodo del carbonio 14. Oggi i petroglifi del lago Onega vengono comunemente datati a un periodo compreso fra il IV e il I millennio a. C., ma il metodo usato per giungere a questo risultato non è del tutto convincente.
Il geologo russo Dmitrij Sineokij ha proposto una originale interpretazione astronomica dei petroglifi del lago Onegara come raffigurazioni di costellazioni che, concettualmente, non sarebbero state diverse dalle raffigurazioni di costellazioni della tradizione greca a cui siamo abituati.
Secondo la sua ipotesi, le posizioni dei corpi celesti raffigurati in questi petroglifi permetterebbero di datarli a un periodo compreso fra i 39.000 ed i 30.000 anni a. C. Se questa datazione risultasse corretta, sarebbe da rivedere la datazione della storia che normalmente si considera iniziare dal 4000-3500 circa a. C. con le prime fonti storiche costituite dalla scrittura e da reperti archeologici.

Dopo il 6 luglio sarà possibile vedere ufficialmente inserite le nostre attività nel sito dell’Associazione “FrascatiScienza”, con tutte le informazioni relative a quando e dove si svolgeranno:
https://www.frascatiscienza.it/

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Associazione Culturale
Arte e Scienza

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