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Ofelia non annega, sabato 2 dicembre, ore 19:30 al teatro dei Dioscuri

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Ofelia non annega, sabato 2 dicembre, ore 19:30 al teatro dei Dioscuri

Ofelia non annega, sabato 2 dicembre, ore 19:30 al teatro dei Dioscuri
novembre 25
13:11 2017

Sabato 2 dicembre alle ore 19.30 presso il suggestivo spazio del Teatro dei Dioscuri di Via Piacenza, 1 a Roma e nell’ambito del festival del cinema neo sperimentale italiano ideato e diretto daAdriano Aprà, Fuori Norma verrà presentato il film Ofelia non annega della regista e performer romana Francesca Fini, prodotto dall’ Istituto Luce Cinecittà che per l’occasione sarà presente in sala. Aprirà la serata un aperitivo con pasticceria surrealista e una performance partecipativa a cura dell’artista. Alla proiezione del film seguirà poi un dibattito sulla tematica de il caso Weinstein e il nuovo dibattito sul femminismo in Italia condotto da Claudia Bonsi, post-doc researcher del dipartimento di Scienze Umane per la formazione all’Università di Milano-Bicocca che metterà in relazione le tematiche affrontate nel film e i più scottanti temi di attualità. A mediare l’incontro la giornalista de La Repubblica, Benedetta Perilli.

Ofelia non annega:

Il film affrontato nel modo e con il taglio proprio alla video arte, si dipana attraverso l’accurata messa in scena di video performance originali che dialogano poeticamente con il repertorio dell’Istituto Luce indagando tra i misteri del femmineo, nella sua energia primordiale, e la dualità che ne scaturisce: l’oscuro e il “creativo”.

Al centro di tutto c’e` un’Ofelia in conflitto con la tradizione letteraria: non l’adolescente fragile, ma tante donne diverse per colori, fattezze, eta`. Un’Ofelia moderna e agrodolce. Un’Ofelia che non si perde nei boschi di Danimarca, ma nei taglienti paesaggi laziali: dalle suggestioni industriali del Gazometro di Roma al Centro Rottami di Cisterna di Latina, dalle aride cave di tufo di Riano alla meravigliosa Villa Futuristica della famiglia Perugini a Fregene, passando attraverso un rocambolesco giro panoramico su un bus turistico della capitale. Un’Ofelia che alla fine non annega, rinunciando al suo destino di eroina romantica per diventare compiutamente se stessa.

Il confronto tra passato e presente, tra il materiale d’Archivio che documenta, rende eterna e idealmente assolutizza l’avventura umana e la performance che per sua natura ne rivela invece il carattere effimero, relativo e contingente. Da una parte il repertorio storico nazionale italiano raccolto e conservato dall’Istituto Luce, con i suoi documentari antropologici, i suoi gioielli di surrealismo filmico e il materiale puramente propagandistico. Dall’altra performance e azioni simboliche caratterizzate dal femminismo aracaico, corporeo, viscerale, a volte violento, della body-art, che scardina, decontestualizza, dissacra e mette in crisi qualsiasi presupposto ideologico originario dell’Archivio stesso.  (Francesca Fini)

 Francesca Fini è un’artista interdisciplinare che da anni si muove in quel territorio di confine dove le arti visive si ibridano, generando una sintesi nuova proprio nel linguaggio performativo. La sua ricerca si concentra da sempre sul femminile, osservato con uno sguardo radicalmente contemporaneo. Negli anni ha presentato il suo lavoro al Museo MACRO e MAXXI di Roma, al Guggenheim di Bilbao, al Schusev State Museum of Architecture di Mosca, alle Tese dell’Arsenale di Venezia, al Georgia Institute of Technology e molti altri. Ha performato a Toronto per FADO Performance Art Festival, a Chicago per Rapid Pulse Festival, a Belo Horizonte per FAD Festival De Arte Digital, a San Paolo e a Rio per FILE Electronic Language International Festival, a Madrid per IVHAM e Proyector Festival, a Mumbai per Kala Ghoda, a Tokyo per il Japan Media Arts Festival, al Guggenheim di Bilbao per MEM Festival. A Venezia ha preso parte alla prima Venice International Performance Art Week, nei suggestivi spazi di Palazzo Bembo. è citata dalla Treccani alla nuovissima voce “cyber-performance”, come uno degli artisti più rappresentativi dei nuovi linguaggi scenici in Italia. I suoi video e le sue performance sono distribuite da Video Out Vancouver, VIVO Media Art Center Canada e Vertex Art Gallery UK.

 Claudia Bonsi, si occupa di lingua e letteratura italiana, con una particolare attenzione verso le scritture e i personaggi del primo ottocento e della letteratura industriale del secondo novecento. E’ interessata alla relazione tra genere e letteratura, e alla rappresentazione del femmineo nei vari media.

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