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Monte Compatri e i Monticiani

10,00

 

Titolo:      Monte Compatri e i Monticiani
Autori:      Mirco Buffi
ISBN-10(13):     
Editore:      Edizioni Controluce
Data pubblicazione:      Luglio 2000
Edizione:      I edizione
Numero di pagine:      114
Formato:      170 x 240   illustrazioni b/n
Collana:      Saggistica

 

Descrizione

 

“Riflessioni, ricordi, sentimenti, fantasie. Ecco cosa è riuscito a raccogliere Mirco Buffi attraverso l’incontro ed il confronto, Questo libro che ha come tema Monte Compatri, la sua storia e i suoi abitanti, rappresenta la migliore espressione della capacità di integrazione fra uomini provenienti da paesi diversi e quindi da “culture” diverse.”
Armando Guidoni

 

Prefazione
Riflessioni, ricordi, sentimenti, fantasie. Ecco cosa è riuscito a raccogliere Mirco Buffi attraverso l’incontro ed il confronto, con il sapersi offrire per poter contemporaneamente, attraverso la propria apertura mentale, “lasciar entrare” gli altri.
Questo libro che “appare” improvvisamente nello scenario delle pubblicazioni che hanno come tema Monte Compatri, uno dei paesi dei Castelli Romani, rappresenta la migliore espressione della capacità di integrazione fra uomini provenienti da paesi diversi e quindi da “culture” diverse.
E sì, Mirco è certamente uno dei più conosciuti e stimati “forestieri” che si sono insediati in questo bel paese negli ultimi decenni, non solo per la capacità, continuamente dimostrata anche con la sua attività all’interno della nostra associazione, di saper “dare” agli altri qualcosa che è certamente ed inequivocabilmente suo (il suo tempo, la sua disponibilità, il suo contenuto culturale), ma anche per come egli sa “leggere” tutti quei segnali emozionali che emergono continuamente dal contesto in cui vive.
È proprio la dinamica di questo “anello interattivo” del “dare e del prendere” che lo ha condotto in modo spontaneo alla produzione delle testimonianze contenute in questo libro.
La sua impostazione metodologica (aperto ma puntiglioso) e la sua consapevolezza di quanto il linguaggio corrente (parlato e figurativo) stia alla radice dei processi mentali che regolano i rapporti fra gli uomini, l’hanno spinto costantemente nella ricerca di un rapporto con i monticiani impostato nella sua personale apertura e non nella, a volte, inutile e “violenta” richiesta dell’apertura degli altri. E questa è stata la ricetta che gli ha consentito non solamente di “imparare” dai monticiani ma anche di “farsi capire” da loro: “A volte, abbarbicato sul suo scosceso colle, ecco che appare improvviso il paese, dal sapore antico, le case una sull’altra, come a volersi proteggere, come a voler dire: “Vieni amico mio, vieni in me, io ti darò il calore di cui hai bisogno””. Ecco come Mirco imposta il suo rapporto con l’umanità, come lui veda i monticiani, che nella frase precedente sono rappresentati dal paese, aperti e pronti ad accoglierlo per dargli il calore di cui ha bisogno.
Mirco è ormai “uno di loro”, un monticiano perfettamente integrato che ha assimilato i “valori” ed i “disvalori” del luogo e li ha saputi raccontare. Basta cogliere il senso della parte finale della sua dedica in prima pagina:
“…ai monticiani
che mi hanno accolto amichevolmente
e tanti, oggi, mi considerano uno di loro”
per capire quanto intenso e sentito e voluto è stato questo rapporto.
Penso che non sia negli scopi di Mirco Buffi dare in questo volume un descrizione esauriente, da esperto storico dell’arte, delle bellezze architettoniche di Monte Compatri o, da esperto antropologo, della struttura sociale del posto, ma credo (anzi ne sono quasi certo) che egli abbia voluto offrire, attraverso la sua lunga esperienza vissuta, una via per una più rapida conoscenza dei posti e degli abitanti a tutti coloro che, “infilandosi” in questo contesto, sentono accendersi tale desiderio. Daltronde, sfortunatamente, nel recente passato non abbiamo avuto alcuna opportunità di leggere qualcosa su Monte Compatri poiché non v’è stata nessuna pubblicazione significativa, fatte salve quattro iniziative editoriali della nostra associazione (Poesie amare, Notizie storiche sulla Madonna del Castagno, Lazio insolito e Storia di una associazione a 20 anni dalla sua fondazione) che, peraltro, abbracciavano temi particolari e non spaziavano sulla “generalità di vita” percorsa dall’autore in questo libro.
Mirco non ha voluto ripercorrere un cammino costellato delle descrizioni degli uomini che “…sono ricordati ? come dice nel libro ? in quasi tutte le pubblicazioni che trattano della nostra amata cittadina”, ma ha voluto raccontare degli uomini che lui e tutti noi abbiamo conosciuto e con i quali abbiamo condiviso molti momenti della nostra vita “…Uomini e donne che meritano una giusta e doverosa attenzione, in quanto artefici di gesta eroiche o, più semplicemente, perché giorno dopo giorno si sono impegnati o si stanno impegnando per il loro paese, umilmente, senza chiedere altro se non rispetto e una mano là dove da soli non riescono”. Ha voluto ripercorrere la strada del tempo proponendo la sintesi degli eventi storici significativi (cronistoria), prodotto di una attenta e minuziosa ricerca fatta sia negli archivi comunali che dalla ricostruzione della memoria della gente. Ha voluto parlare di quei fatti che, a suo avviso, “hanno formato più marcatamente il modo di essere dei monticiani di oggi” perché il senso di questo libro debba essere quello di “scoprire non Monte Compatri ma … Lu Monde”, cioè il paese come viene visto dagli stessi suoi abitanti storici.
Ciò deve stare a significare che questo libro si presenta non come una sintesi di ricerca del passato, ma come punto di partenza per la comprensione del futuro, basato sulla tolleranza e sulla capacità di comunicare gli uni con gli altri per capire alfine che i nostri valori sono comuni a quelli degli altri.
Armando Guidoni

 

“Se vuoi essere universale parla del tuo villaggio”
Leone Nikolaievic Tolstoi

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