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Pane insanguinato

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Titolo:      Pane insanguinato
Autori:      a cura di Maria Pia Santangeli
ISBN-10(13):      978-88-95736-49-5
Editore:      Edizioni Controluce
Data pubblicazione:      Novembre 2016
Edizione:      I edizione
Numero di pagine:      264
Formato:      170 x 240
Collana:      Storia e Biografie

Descrizione

 

Il Signore disse a Caino: “Dov’è Abele tuo fratello?”
(Genesi 4, 9)

L’anno scorso ho ritrovato alcune testimonianze degli anni della seconda guerra mondiale che avevo raccolto mentre, negli anni ‘90, intervistavo donne e uomini sui lavori, sui canti, sulle usanze di una volta, argomenti che poi ho raccontato nei miei libri precedenti. Tutte persone scomparse. Nel rileggere quelle parole ho rivisto i loro volti, i loro gesti, riascoltato le voci, voci di testimonianza che mi appaiono oggi come un dono prezioso e un privilegio. Voci isolate però che non raccontavano la storia del paese. Per far conoscere alle future generazioni gli orrori della guerra patiti dai cittadini di Rocca di Papa, era necessario dunque ascoltare molte altre esperienze personali – tutte possibilmente – degli uomini e delle donne che quei tragici anni avevano vissuto.

Subito dopo ho capito però che non era un lavoro da portare a termine da sola, piuttosto era giusto fosse un impegno corale, un dovere collettivo, che coinvolgesse molti concittadini, perciò ho voluto che fossimo in tanti ad ascoltare i testimoni. E soprattutto che le tante testimonianze raccolte fossero tali da far sentire a chi leggerà l’autentica voce di chi ricorda e di conseguenza filtrate il meno possibile dalla personalità dei vari intervistatori.

I protagonisti di queste storie personali, inserite nella grande Storia, sono loro, i testimoni. Il sangue, la fame, la paura, le corse nei ricoveri, le ansie per i mariti, i figli, i fratelli al fronte, le lacrime per i morti non potevano, secondo me, essere raccontate che in questo modo, facendo parlare chi di quegli anni lontani ha conservato le ferite.

Quasi tutte le testimonianze sono molto sintetiche e raccontano fatti, solo fatti, raramente fanno accenno ai sentimenti provati in quei giorni e spesso sono anche piuttosto confuse e parziali: la maggior parte degli intervistati erano bambini allora – sono passati infatti oltre settant’anni dalla fine della guerra. Ho chiesto agli intervistatori, i cui nomi sono alla fine di ogni testimonianza e ripetuti in calce, di non “aggiustare” le testimonianze, di non cambiare una sola parola per il rispetto che esse meritano, ma a volte, gli stessi intervistati hanno modificato il loro linguaggio abituale evitando le parole in dialetto. Che è stato scritto in vari modi a seconda di come è stato pronunziato.

Volutamente le notizie degli avvenimenti storici generali che riguardano la seconda guerra mondiale – a cura di Vincenzo Rufini – sono brevi, ridotte al minimo pur essendo necessarie per la comprensione degli avvenimenti del tempo su scala internazionale. I protagonisti – lo ripeto – ho voluto che fossero loro, i testimoni, a cui ho aggiunto poche altre testimonianze, tratte da pubblicazioni già esistenti, non solo riferite a Rocca di Papa, come brevi commenti o spiegazioni.

Il lavoro non è stato facile: quasi impossibile trovare lettere dal fronte o dalla prigionia e conoscere le date di alcuni avvenimenti – date certe sono solo i bombardamenti e l’arrivo degli Alleati – , inoltre non si ricordano avvenimenti dei primi anni di guerra perché relativamente tranquilli: i bombardamenti erano lontani. Le privazioni e le paure sono diventate concrete, brucianti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e poi sono peggiorate sempre più con l’avvicinarsi del fronte. Dai primi bombardamenti vicini – su Roma il 19 luglio 1943 e su Frascati l’8 settembre dello stesso anno – e i tanti mitragliamenti sui civili, la guerra si è avventata sui Castelli Romani in tutta la sua crudezza e atrocità, rendendo inoltre più acuta l’affannosa ricerca del cibo per chi non possedeva un pezzo di terra. È naturalmente di questo periodo più duro che si concentrano i ricordi.

Nonostante le tante difficoltà nella ricerca e le incertezze delle date, credo in ogni modo che un’immagine reale, concreta di come furono vissuti gli anni della seconda guerra mondiale a Rocca di Papa emerga chiara da questo libro.

L’ideazione e la coordinazione di questo lavoro, oltre al desiderio di lasciare alle generazioni future una testimonianza della guerra a Rocca di Papa, vuole essere il mio contributo alla pace.

Maria Pia Santangeli

maggio 2016

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