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Riserva del litorale romano, il piano di gestione nasce sterile per italia nostra un piano di “con-gestione”

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Riserva del litorale romano, il piano di gestione nasce sterile per italia nostra un piano di “con-gestione”

ottobre 27
20:59 2017


Vuoto normativo sulle zone protette nel territorio di Roma
Affollamento di norme contraddittorie
Garanzie insufficienti per il valore istitutivo della riserva: la tutela

L’atteso Piano di Gestione della Riserva Naturale Statale del Litorale romano, arrivato dopo 21 anni, si presenta come un’analisi del territorio ben articolata, di buone intenzioni, ma con scarse e serie possibilità di regolare per davvero le trasformazioni del territorio da tutelare.

Nelle Osservazioni presentate al Ministero dell’Ambiente, Italia Nostra con un gruppo di Associazioni (Dolcespiaggia, Cielobuio, Unione Astrofili, Salviamo il Paesaggio, Respiro Verde), segnala numerose contraddizioni: anche dove è prevista la tutela maggiore, non si chiarisce se queste misure prevalgano su quelle dei Piani regolatori dell’urbanistica di Roma e Fiumicino, i due comuni che si dividono il territorio protetto.  Poco chiari risultano anche i poteri conferiti alla Commissione di Riserva: in quali circostanze può esprimere un parere vincolante? Impossibile trovare risposte certe nell’affollamento di considerazioni e di norme.

Il Piano di Gestione – o piuttosto di “Con-gestione”? – è il risultato di un lavoro durato due anni. Magra consolazione che gli stessi problemi si presentino in molte altre aree protette italiane, grazie a un panorama nazionale caratterizzato da leggi urbanistiche sovrapposte e dal festival delle interpretazioni giurisdizionali diverse.

Fra gli aspetti più inquietanti, lo scarica-barile con il Comune di Roma. Per le aree della Riserva statale, il piano regolatore generale del Comune di Roma non fissa alcuna disciplina e rimanda al Piano di Gestione. Il quale restituisce la cortesia: per quelle stesse aree non detta una disciplina, bensì rinvia alle previsioni inserite nel piano regolatore. E nel vuoto normativo – è un classico – può accadere di tutto.

Quanto alle proposte, le Associazioni suggeriscono di creare un’Oasi/Museo diffuso per la Torre e le Dune di Palidoro/Passoscuro e sottolineano molte altre esigenze, non troppo considerate in generale in Italia: la necessità di limitare l’inquinamento luminoso ed elettromagnetico, di rispettare una zona di protezione per gli interventi nelle aree adiacenti al perimetro della Riserva, di produrre progetti qualificati per l’illuminazione e le piste ciclabili.
La Riserva Naturale Statale più grande d’Italia, oltre 16.000 ettari tutelati grazie all’impegno di ambientalisti come Antonio Cederna, doveva trovare il suo Piano di Gestione nei primi sei mesi di vita. Ma con i pesanti interessi in gioco, guarda caso la trafila è stata lenta, complessa, penosa. Il Litorale, colpito da incendi dolosi durati mesi e dall’inquinamento dei canali di bonifica, oggetto di un contestatissimo progetto di raddoppio dell’Aeroporto Leonardo da Vinci, rimane ancora oggi preda privilegiata di appetiti speculativi e criminali.

Un’impresa oggettivamente difficile quella affidata nel 2015 al Commissario ad Acta. Basti pensare che i due enti gestori sono proprio i Comuni di Roma e di Fiumicino, costretti di fatto in una posizione schizofrenica: impegnati a interpretare percorsi di urbanizzazione ancora lontani da una visione sostenibile, senza escludere concessioni mirate alla raccolta di consenso elettorale, dovrebbero nello stesso tempo amministrare la salvaguardia dei terreni agricoli, delle aree archeologiche e demaniali, delle spiagge rimaste libere, dei boschi sfuggiti alla devastazione del fuoco.

Il risultato del Piano di Gestione proposto è comunque al di sotto delle aspettative, nonostante l’apprezzata disponibilità all’ascolto e al dialogo dimostrata da tutto lo staff del Commissario ad Acta. Con le loro Osservazioni, le Associazioni firmatarie propongono di irrobustire alcuni passaggi del Regolamento per rispondere ai valori affidati alla Riserva: la salvaguardia del paesaggio naturale e storico, la tutela dalle continue aggressioni, minacce, violazioni, sanatorie, errori di ignoranza e superficialità che hanno contraddistinto la storia del litorale di Roma e Fiumicino. E in ogni caso, il Piano si troverà a fare i conti con la “Carta Nazionale del Paesaggio”, in applicazione della Convenzione Europea che sancisce il diritto di tutti a un paesaggio di qualità.
ITALIA NOSTRA LITORALE ROMANO – ITALIA NOSTRA ROMA – ITALIA NOSTRA LAZIO – DOLCESPIAGGIA – UAI Unione Astrofili Italiani – CIELOBUIO Coordinamento per la protezione del cielo notturno – CCAO Osseervatorio Astronomico di Campo Catino – SALVIAMO IL PAESAGGIO di ROMA E LAZIO – RESPIRO VERDE LEGALBERI – con la collaborazione di COORDINAMENTO ROMA CICLABILE

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