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Rohingya: rischio di epidemia difterite letale nei campi in Bangladesh

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Rohingya: rischio di epidemia difterite letale nei campi in Bangladesh

dicembre 15
07:58 2017

Rohingya: Save the Children, dopo le atrocità subite nel Rakhine rischio di epidemia difterite letale nei campi in Bangladesh con almeno 15 vittime tra i bambini

 

La comunità internazionale deve impegnarsi a porre fine alle violenze nel Rakhine e portare chi le ha compiute di fronte alla giustizia. Deve essere consentito un accesso umanitario pieno, libero e immediato a tutte le persone che hanno bisogno di aiuto nella regione.

 

La già grave situazione dei bambini Rohingya rifugiatisi in Bangladesh rischia di peggiorare ulteriormente a causa del nuovo allarme sanitario per i casi letali di difterite che hanno già causato la morte di almeno 15 bambini. La malattia, prevenibile con il vaccino, non è più comune nel mondo occidentale, ma ci sono stati recentemente casi in Yemen, Indonesia, e adesso si potrebbe diffondere nei campi dove si trovano oltre 628.000 Rohingya costretti a fuggire dal Rakhine.

“Sarà un dicembre difficile per le organizzazioni umanitarie che qui si stanno mobilitando per controllare l’epidemia di difterite. L’intera comunità umanitaria è in allerta per questa crisi, e stiamo collaborando in stretto contatto con il Ministero della Salute del Bangladesh per garantire che si raggiungano tutti coloro che devono essere curati e per contenere la diffusione della malattia,” ha dichiarato Maria Tsolka, esperta sanitaria a Cox’s Bazar in Bangladesh dell’Unità di Emergenza di Save the Children, l’Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuoverne i loro diritti.

“La difterite viene trasmessa da persona a persona attraverso colpi di tosse o starnuti, ma anche la scarsa igiene delle mani contribuisce alla sua diffusione. Può essere fatale in più del 10% dei casi, ma può aumentare nei campi sovraffollati con accesso limitato ai servizi sanitari “, precisa Tsolka.

Save the Children è presente all’interno dei campi dov’è sono raccolti i profughi Rohingya con una rete di 7 postazioni sanitarie, che saranno presto estese a 9, dove medici e infermieri esperti visitano tra le 50 e le 100 persone al giorno, per patologie come malattie della pelle o febbre, assistono e curano i casi di malnutrizione grave acuta tra i bambini e garantiscono a donne e ragazze assistenza relativa alla salute sessuale e riproduttiva.

In risposta all’emergenza sanitaria, Save the Children ha avviato l’implementazione di un programma preventivo di visite a domicilio per controllare le famiglie e coloro che sono stati a stretto contatto con i pazienti affetti da difterite diagnosticati presso i propri centri o quelli di MSF, con l’obiettivo di fornire loro un ciclo di antibiotici orali di sette giorni come profilassi e contenere così la trasmissione della malattia. Lo staff sanitario sarà così anche in grado di riferire immediatamente qualsiasi caso sospetto di difterite a una struttura dedicata di MSF, l’unica organizzazione in grado al momento a Cox’s Bazar di fornire le cure e i trattamenti ospedalieri necessari.

In questi giorni, Save the Children sta anche attivando programmi di vaccinazione infantile attraverso le proprie postazioni sanitarie nei campi, che comprendono anche la vaccinazione contro la difterite. Save the Children vaccinerà anche quasi 1.400 operatori umanitari e volontari che attualmente lavorano in diversi programmi. Il vaccino sarà fornito dal Ministero della Salute del Bangladesh con il supporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’UNICEF. Nei campi di Rohingya la vaccinazione dei bambini di età compresa tra 0 e 6 anni è iniziata il 12 dicembre. La campagna di vaccinazione di massa per coloro che hanno tra i 7 e i 15 anni inizia il 17 dicembre, e sarà condotta nei punti dedicati alla vaccinazione nei vari campi.

“Nonostante la speranza che non si manifestasse un focolaio di difterite, abbiamo rapidamente mobilitato la nostra unità di emergenza sanitaria in loco e abbiamo preparato il nostro personale sanitario per poter rilevare i segni clinici della malattia e avere familiarità con il protocollo di segnalazione stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e concordato con il Ministero della Salute del Bangladesh. Tutti i nostri team sanitari sono in allerta per individuare i casi sospetti di difterite, che possono essere trattati con anti-tossine e antibiotici se diagnosticati precocemente e indirizzati ai servizi sanitari appropriati. Abbiamo addestrato alla rilevazione dei primi segni della malattia anche il nostro personale impegnato in altri contesti come accoglienza e protezione dei bambini, compresi gli educatori dei nostri partner impegnati nelle scuole temporanee e negli Spazi a Misura di Bambino, per un totale di 400 operatori solo negli ultimi due giorni “, ha aggiunto Tsolka.

“I problemi relativi alla disponibilità di acqua e all’igiene nei campi devo essere affrontati urgentemente, ed è indispensabile che le vaccinazioni di massa e le regolari attività di immunizzazione siano portate avanti con tutta la popolazione che affolla i campi. La risposta all’insorgenza della difterite richiede un incremento urgente dei fondi necessari per contenerla e salvare la vita dei bambini,” ha dichiarato Mark Pierce, Direttore di Save the Children in Bangladesh.  

“I rischi della nuova emergenza sanitaria si sommano al ricordo e ai segni profondi degli orrori a cui sono sopravvissuti i bambini Rohingya fuggiti in Bangladesh. Nessun bambino dovrebbe mai essere fatto oggetto di violenze ed è atroce che i bambini siano stati uccisi o bruciati vivi nelle loro case. Le cifre diffuse oggi da MSF confermano le proporzioni delle orribili violenze compiute contro i bambini Rohingya nel Rakhine in Myanmar che anche Save the Children ha denunciato nel recente rapporto “Gli orrori che non dimenticherò mai”. La comunità internazionale deve impegnarsi a porre fine a queste violenze e portare chi le ha compiute di fronte alla giustizia, e insistere perché venga consentito un accesso umanitario pieno, libero e immediato a tutte le persone che hanno bisogno di aiuto nel Rakhine.”

 

Il rapporto “Gli orrori che non dimenticherò mai” è scaricabile alla pagina: https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/gli-orrori-che-non-dimentichero-mai

 

Per ulteriori informazioni:
Ufficio stampa Save the Children Italia
06-48070023/81/63/82
ufficiostampa@savethechildren.org
www.savethechildren.it

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