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“Terrorista che fugge è buono per un’altra volta” – La strategia vincente dell’invasione islamica…

settembre 04
07:03 2017

C’è un antico proverbio cinese, sull’arte della guerra, che recita: “soldato che fugge è buono per un’altra volta”. Il senso è chiaro, quando sul campo di battaglia la sconfitta è  certa meglio ritirarsi e tenersi pronti con una nuova strategia. E la strategia in questo caso è ovvia, di fronte ad una sicura sconfitta nella competizione diretta meglio infiltrarsi nelle schiere nemiche e corroderle dall’interno. Ed è ciò che sta avvenendo,  utilizzando il sistema classico del bastone e della carota, della minaccia violenta e dell’invito alla  “pietas“.

In seguito ai numerosi attentati terroristici che si susseguono in varie parti d’Europa molti si sono chiesti come mai l’Italia, sinora, sia stata risparmiata dal massacro. Le stesse istituzioni ce ne danno una risposta, ad esempio quando il ministro Orlando dichiarava che i migranti provenienti dalla Libia, massimamente islamici, comprendevano anche molti simpatizzanti dell’ISIS, oppure quando la Boldrini avverte che se non viene approvato lo Ius Soli potrebbero esserci ripercussioni violente (da parte degli immigrati).

Lo stesso Minniti, dopo aver cercato di mettere un freno all’invasione incontrollata, in seguito ai moti di Piazza Indipendenza a Roma ha ritenuto opportuno modificare la linea… evidentemente ha appreso la lezione “Moro”.

Per non parlare dei reiterati inviti papali all’accoglienza ed alla pietà cristiana. E persino i magistrati usano due pesi e due misure nei confronti dei trasgressori della legge, a seconda che siano italiani o “migranti”. Le istituzioni italiane si tengono buoni i “profughi”, li corteggiano e li accettano  nel loro novero, ben sapendo che alla fine saranno loro a comandare, quindi meglio accontentarli.

“Questi profughi fuggono dalle nostre guerre e dallo sfruttamento delle risorse naturali delle loro terre”. Dicono gli  analisti. Non mi pare però che l’Italia in questi ultimi settanta anni abbia condotto alcuna guerra in Africa od abbia sfruttato indebitamente le risorse dei paesi poveri. Le guerre e le rapine sono opera del colonialismo belga-anglo-francese, e questi paesi non accolgono migranti, anzi ce li spediscono alle frontiere. E’ per questo che ora sono oggetto di attentati?  Se così fosse potremmo dedurne che in Italia non ci sono attentati perché l’Italia è prona ai voleri degli invasori?

Forse se i nostri  analisti avessero studiato un po’ di storia vedrebbero che dove i musulmani hanno preso il sopravvento le popolazioni sottomesse ne hanno avuto a patire: o si convertono o pagano pegno.

Che poi ci sia una “manina nera” dietro a tutto questo traffico migratorio è comunque evidente. Un’intelligenza oscura tende a indebolire le nostre radici, trasformando l’Italia, ma anche l’Europa, in un pot-pourri di culture sul modello USA. Il che comporta un abbassamento generale di civiltà, dovuto sia alla spinta musulmana che all’acquiescenza cristiana, ed anche grazie al degrado sociale e alla realtà virtuale che contraddistinguono la nostra epoca.

Ed infine a chi potrebbe giovare un simile disfacimento? I romani, nostri padri, si chiedevano: “cui prodest”?… Ed improvvisamente si sente puzza di…

Paolo D’Arpini

Portavoce di European Consumers Tuscia

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