L'alleanza di centro sinistra, Pd-Udc, in opposizione al Consiglio comunale, vuole vederci chiaro; qualche conto non torna e il presentimento di speculazione edilizia è sempre più forte.
Per comprendere bene la situazione dell'ex cinema Smeraldo bisogna fare qualche passo indietro. Era il 2009 quando la vecchia amministrazione Ranaldi (Pd) venne a conoscenza dell'intenzione del proprietario di vendere l'intera struttura, un tempo centro culturale di Olevano. L'interesse degli imprenditori immobiliari - vista la posizione centrale dello stabile - spinse l'amministrazione a prediligere l'intero acquisto del palazzo, al fine di realizzare un polo culturale di livello comprensivo di teatro, auditorium e antiquarium..
Il palazzo, apprezzato da tutti i cittadini nonostante le pessime condizioni in cui oggi versa, è da sempre considerato un patrimonio storico della comunità. La vecchia amministrazione, proprio per questo motivo, aveva deciso di tutelarne il valore e a tal fine presentò un progetto alla Provincia di Roma per ottenere un finanziamento di 750.000 euro.
Fondi che ancora oggi sono a disposizione nelle casse comunali.
Ovviamente, come lo stesso Milana ha sottolineato in consiglio comunale e nell'incontro di oggi con la cittadinanza, la quantità di soldi in cassa non è sufficiente per garantire l'acquisto totale della struttura. Servirebbero altri fondi per la messa in sicurezza, la ristrutturazione e la realizzazione del progetto presentato, per un totale di 1.300.000 euro. " Tenendo conto che la Provincia offre 750.000 euro – dichiara Milana – la spesa restante deve essere sostenuta dal comune con un mutuo. Il bilancio del comune di Olevano Romano, ci tengo a sottolineare, è un bilancio che permette di stipulare mutui. Inoltre, se pensiamo di poter sfruttare la soluzione fotovoltaico, dato che il tetto è da rifare, potremmo ottenere un ricavo che ci permettrebbe di pagare il mutuo senza aggravare sulle spalle dei cittadini. Noi abbiamo fatto questa proposta, dando anche delle soluzioni alla maggioranza per evitare di cadere in passo falso, ma non c'è stata ragione: non vogliono fare mutui. A mio avviso – continua Milana - non è positivo per la collettività questo atteggiamento dell'amministrazione di evitare ogni sorta di mutuo da qui ai prossimi cinque anni. E' una soluzione che andrebbe a discapito della società e del suo domani".
La maggioranza non vuole saperne di mutui e preferisce spendere solo i soldi della Provincia per acquistare il piano inferiore della struttura, per un totale di 400.000 euro (la metà del valore complessivo stimato dalla perizia nel periodo Ranaldi) senza nessuna contrattazione con il proprietario. " Dalle carte che abbiamo letto 24 ore prima della seduta consigliare – sottolinea Riccardo Rocchi – si legge che il Comune ha accettato la proposta del proprietario senza cercare minimamente di abbassare la cifra e senza una perizia precisa. E' improbabile che un piano inferiore possa valere la metà di uno stabile".
Secondo quanto precisato dalla maggioranza, i soldi della Provincia saranno destinati all'acquisto del piano inferiore e alla realizzazione di un museo. La parte superiore, invece, non rientrerà nel loro interesse, tanto che nel futuro contratto d'acquisto ci sarà una clausola che libererà il Comune da qualsiasi spesa futura riguardante il palazzo. Sarà cura del proprietario decidere cosa farne della parte restante. L'opposizione teme il rischio della speculazione edilizia: " L'interesse degli imprenditori è noto a tutti – dichiara Riccardi – e le conseguenze le conosciamo: saranno sicuramente negative per il patrimonio culturale olevanese e per la viabilità del centro. Mi fa sorridere il fatto che questa amministrazione si è tanto battuta in campagna elettorale per la trasparenza nei confronti dei cittadini e per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Tutto mi sembra, tranne questo: il patrimonio culturale rischia di essere violato dagli interessi privati e la gente non sa bene come sta lavorando questa amministrazione, che si nasconde sotto il velo dell'inesperienza, e poi fa accordi a destra e manca con i privati. L'intenzione di far realizzare un impianto fotovoltaico da un'impresa campana, di circa cinque ettari, a un prezzo bassissimo, con ripercussioni sulla vita dei cittadini, è una prova".
La questione ex cinema Smeraldo resta aperta, l'opposizione farà una dura battaglia contro questa manovra ricorrendo a tutte le soluzioni possibili.







