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Afghanistan: Save the Children, circa 25.000 bambini ancora vivono e studiano in tende dopo sei mesi dal violento terremoto

Febbraio 26
23:34 2026

L’Organizzazione, che è stata tra le prime organizzazioni internazionali a rispondere al sisma di Kunar, ha finora allestito 30 spazi di apprendimento temporanei per quasi 1.500 bambini e fornisce inoltre assistenza sanitaria, servizi idrici e igienico-sanitari, alloggi, kit per la casa e l’igiene, sostegno economico e supporto psicosociale. 

 Nella provincia afghana di Kunar circa 25.000[1] bambini vivono ancora nelle tende, sei mesi dopo che un violento terremoto ha distrutto vite, mezzi di sussistenza, case e scuole, ancora tutte da ricostruire, senza tempi certi. Lo afferma Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro.

Il terremoto nell’Afghanistan orientale del 31 agosto scorso è stato uno dei più letali che abbia mai colpito il Paese, causando la morte di più di 2.000 persone, distruggendo o danneggiando oltre 8.000 case e costringendo bambini e famiglie a vivere in tenda, alcune delle quali sono state danneggiate anche dalle recenti forti nevicate.

In questa regione remota, le famiglie si affidano alle tradizionali stufe a legna o a carbone per riscaldarsi all’interno delle tende di tela cerata, esponendosi a rischio di incendio. La ricostruzione delle case nella regione montuosa è appena iniziata, e il livello di distruzione in alcuni villaggi è così esteso che non saranno mai ricostruiti. Gran parte degli edifici scolastici risulta distrutta: oltre la metà delle circa 1.300 scuole esaminate dall’Organizzazione è ormai totalmente o parzialmente inagibile[2]. La situazione è particolarmente grave in un’area in cui, già prima del terremoto, l’accesso all’istruzione era disomogeneo e circa 50.000 bambini non frequentavano la scuola[3].

I lavori di ricostruzione nelle aule danneggiate o distrutte non sono ancora iniziati e circa 17.000 bambini delle scuole colpite studiano in spazi temporanei.

Oltre 6.000 famiglie che vivono nei campi di Kunar continuano a dipendere da aiuti e assistenza dopo aver perso le loro case e il loro reddito. Prima del terremoto, queste famiglie guadagnavano tra i 75 e i 120 dollari al mese attraverso l’agricoltura, l’allevamento e altri piccoli lavori domestici, ma ora dipendono da sussidi in denaro.

“A sei mesi dal terremoto che ha distrutto vite e comunità, i bambini ancora vivono e imparano nelle tende. È fondamentale che scuole e case vengano ricostruite. Le famiglie di Kunar temono di essere dimenticate. Dipendono dagli aiuti di Save the Children e di altre organizzazioni umanitarie, ed è improbabile che questa situazione cambi nei prossimi mesi. Dato che i bisogni in tutto l’Afghanistan continuano ad aumentare mentre i finanziamenti diminuiscono, non possiamo permettere che le comunità devastate dal terremoto vengano lasciate indietro. Le famiglie hanno bisogno di sperare che le loro vite distrutte possano essere ricostruite, e questo richiede finanziamenti costanti” ha dichiarato Bujar Hoxha, Direttore di Save the Children in Afghanistan.

Il bisogno di finanziamenti nell’Afghanistan orientale continua a essere immenso, ma gli aiuti limitati.

Solo nel 2025, oltre 2,9 milioni di afghani sono tornati nel Paese dall’Iran e dal Pakistan[4], alcuni dei quali si sono stabiliti nella stessa regione devastata dal terremoto. Secondo le Nazioni Unite, quest’anno circa 4,2 milioni di persone in tutto l’Afghanistan necessitano di supporto per l’alloggio[5].

Save the Children opera nelle province colpite, ed è stata tra le prime organizzazioni internazionali a rispondere al terremoto di Kunar, dove si è verificata la maggior parte delle vittime.

Save the Children ha finora allestito 30 spazi di apprendimento temporanei per quasi 1.500 bambini e fornisce inoltre assistenza sanitaria, servizi idrici e igienico-sanitari, alloggi, kit per la casa e l’igiene, sostegno economico e supporto psicosociale per i bambini nei centri di assistenza all’infanzia. Ad oggi ha supportato quasi 89.000 persone nelle aree colpite dal terremoto, tra cui circa 34.000 bambini.

Save the Children lavora in Afghanistan dal 1976, anche durante i periodi di conflitti e disastri naturali. Ha programmi in 9 province e collabora con partner in altre 11 province. Fornisce servizi che spaziano dalla salute, alla nutrizione, all’istruzione, alla protezione dell’infanzia, all’alloggio, all’acqua, ai servizi igienico-sanitari, all’igiene e ai mezzi di sussistenza.

* Il nome è stato modificato per motivi di protezione.

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